Di Maio e la sua “corte” allo sbando. Non dimenticando che siamo repubblicani

guillotine

Si pensi alle soluzioni più che a colpire me“. Luigi Di Maio.

E questo lo dichiara come se non fosse stato lui il leader maximo artefice della super sconfitta (record del Mondo) del M5S ovunque, dopo la scelta scellerata di legarsi all’aspirante dittatore Matteo Salvini, abbia affrontato il voto popolare. Alcune volte il MoVimento non è riuscito neanche a sottoporsi al giudizio degli elettori in assenza di una qualunque visione politica e culturale attinente ai territori in cui si votava.

Ora dopo aver fatto malissimo il suo lavoro al “ministero cerino” che i suoi amici/complici leghisti gli avevano appioppato, vorrebbe essere mandato a fare l’apprendista alla Difesa o agli Interni. Ma siamo impazziti? Di Maio, come Salvini, non ha alcuna competenza per dirigere due dicasteri di tale complessità con inoltre a complicare le vicende, l’avvicinarsi di eventi internazionali determinanti per il gioco del dentro e del fuori. Giocarello che, non credo, metaforicamente o meno, sia la specializzazione del nostro. Anzi, Leo Rugens passa pertanto ad anticipare ciò che non potrà non essere chiaro a tutti gli onesti di questa nostra povera Italia: Luigi Di Maio deve fare un passo indietro/di lato/ fuori e lo deve fare quanto prima. Punto.

Soprattuto dopo aver tentato, con i suoi fedelissimi, di fare un volgare aggressivo braccio di ferro/catenaccio calcistico con il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il non meno importante e competente Ugo Zampetti. La Piattaforma Rousseau si limitasse a fare l’idrovora furba per tosare le pecore pentastellate. Il resto è solo evocativo di idiozia e assenza totale di senso dello Stato. Sarà un trauma la fine di Luigi Di Maio? Certamente per chi, a sua volta incompetente, era stato piazzato in posizioni predominanti nella Pubblica Amministrazione, basando la cooptazione sul principio di fedeltà/complicità al capetto e non sul merito. Principio di sicurezza? Zero spaccato.

matteo_salvini_sfotte_luigi_di_maio___tu_ministro_dell_interno__vai__fai__ti_daro_suggerimenti_

Di Maio e i suoi fedelissimi, considerando cosa propria ciò che è viceversa della Repubblica, si sono infiltrati in posizioni delicatissime e vanno rimossi quanto prima da qualunque luogo istituzionale. Come è stato per il loro complice PAL Matteo Salvini, che è apparso al servizio plateale di interessi estranei a quelli dello Stato. L’epurazione (tranquilli, non vengono neanche fucilati o privati dei beni acquisiti durante l’usurpazione) deve essere estesa – tempestivamente – ai troppi cretini organizzati (e a qualche mascalzone, se ci fosse) che gli hanno fatto da cerchio magico, da piccola corte o da altro. Privatizzando ciò che era pubblico. Come l’acqua, per intendersi.

Ho scritto tempestivamente. Vediamo di accontentarmi almeno in questo. Per il resto c’è tempo se dovessimo salvare i 300+300. Intendendo i parlamentari e i loro stretti collaboratori.

C’è tempo anche di mandare a casa quelli che sperano, dentro e fuori il Pd, di essersi salvati. E qui mi permetto di ricordare che il vostro Leone Ruggente non solo è dotato di una Macchina del Tempo d’ordinanza ma è addestrato a vivere di niente, solo affamato di giustizia e libertà. Per la Giustizia e il contrasto alle Mafie, ci stiamo attrezzando; per la Libertà di esprimere il nostro pensiero siamo a posto e da tempo non sospetto.

Scrivevamo Hic Manebimus Optime quando nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla caduta di Salvini e la messa in discussione dell’oligarca Luigi Di Maio. Non solo vi chiedo di darmene atto ma se vi dico che c’è un tempo per ogni cosa e che adesso è tempo di riavviare il Movimento, spero che qualcuno mi dia ascolto.

Oreste Grani/Leo Rugens