Sotto un’apparenza di continuità, la struttura del mondo è discontinua: ovvero il M5S tra Jessica Rabbit e Topo Gigio

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Il 22 settembre del 2016, spinto da una frase provocatoria di Pier Carlo Padoan ho lasciato nel web un ragionamento su ciò che andava considerato continuo o discontinuo. E a questi ricordi, che spero siano utili a superare l’attuale ostacolo dicotomico ala base della formazione o meno del nuovo governo, sono ancora interessato.

Dal post “MA DI QUALE DISCONTINUITÀ (MPS) PARLA MINISTRO PADOAN? LA SUA APPARTENENZA MASSONICA (NON SMENTITA) LA SMENTISCE” a cui ho fatto cenno:

“Sotto un’apparenza di continuità, la struttura del mondo (Maestra natura) è discontinua: la terra è composta di strati come tutti sapete, al cui interno convivono materiali diversi, ciascuno in ultima istanza costituita da atomi. Allo stesso modo il tempo reale è scandito dal succedersi dei giorni, notti, stagioni, generazioni. La discontinuità può apparire più o meno evidente a seconda del livello di osservazione e del potere di risoluzione degli strumenti utilizzati. La descrizione del mondo oscilla quindi fra due categorie opposte e complementari: il discontinuo, legato alla capacità di isolare i fenomeni per valutare le singole caratteristiche; il continuo invece legato al bisogno di ricondurre tutte le osservazioni a un’unità di livello superiore, ad un modello unico e omnicomprensivo”.

Nel processo formativo che mi pregio di aver ideato (in realtà non cessando mai di studiare l’evoluzione del metodo didattico messo a punto oltre vent’anni addietro, testato, da allora, in un rapporto costante tra una teorica aula e il divenire delle cose usate a loro volta come luogo di esercitazione permanente), riassunti sotto il 17° step (su 41 individuati e tenuti tra loro in una attuabile mappa cognitiva ricorsiva) si trovano materiali di stimolo utili, è questa la mia proposta, al superamento del ostacolo/condizionamento dicotomico denominato “Continuo e Discontinuo“.

Potete immaginare (spero che sia così), quindi, come mi possa sentire confortato, nella mia marginalità e ininfluenza, nel sentire utilizzare, da alcuni giorni e da esponenti apicali del mondo politico istituzionale, il termine “discontinuo” per descrivere l’approccio salvifico dal vicolo cieco (così potrebbe risultare essere) in cui la dissipazione dell’opportunità storica che era stata offerta alle donne (pochissime) e agli uomini (troppi e spesso inadeguati) del M5S, vi hanno condotto.

topo gigio

Alcuni politici (ovviamente esponenti del PD in quanto si sentono “il nuovo che avanza”), si sono rivolti ai frastornati ex grillini, oggi sostanzialmente dimaisti (in questo Paese travagliato, prima di dissolversi nel nulla, ci sono stati perfino i dipietristi, i finiani, i dalemiani e mille altri, organizzati ogni volta in trenini poveri di idee e visoni prospettiche e quel poco di carbone nel tender da farli ritenere trainati verso qualcosa), come se, tranne poche eccezioni, capissero di cosa si trattava. Frastornati e costretti a galleggiare nello Stretto di Messina in attesa di conoscere la propria sorte, tra la Scilla del doppio mandato e la Cariddi dei versamenti da fare “altrimenti si è cacciati”, i trecento parlamentari del M5S sono nelle mani insicure di una decina di dirigenti, dimaisti appunto. Sono veramente uno spettacolo straziante che i trecento (in gran parte bravissimi compatrioti) e noi (quel che siamo) non ci meritavamo. Tra poche ore perfino, se ho capito, sotto la spada di Damocle del vottarelo della Rousseau. Trecento parlamentari (e i loro preziosi assistenti), giovani e forti, emersi da un atipico fenomeno selettivo di cooptazione come mai si era visto nella storia repubblicana ad eccezione di quanto avveniva nel Partito Radicale dove però il cooptante aveva la statura (anche fisica) di Marco Pannella, sono un patrimonio umano e politico coraggiosamente e tassativamente “da salvare”. Dai 300+300 si può ripartire. Ecco perché si poteva accettare “molto” pur di non andare alle elezioni. Ma si dovrà lavorare sui 600 che non dovranno essere lasciati nella condizione di semplice oggetto di una cinica tosatura. O poco più.

Parlare di continuità e di discontinuità a Luigi Di Maio mi apparsa una inutile e perversa esercitazione di intellettualità (con sfumature di divertimento sadico) se non ci fossero in gioco (come gli il Quirinale, gli USA e la Chiesa di Francesco testimoniano con i loro interventi) cose per adulti ragionanti.

In questi anni ho scritto altre volte di continuità e discontinuità. E lo dico sempre consapevole dei miei limiti. Basta andare nel blog e digitare i termini e poi cercare nei post. Si dice che si debba intellegere per pre-vedere. Voi avete il vantaggio (basta guardare le date dei miei sproloqui) che ormai le cose sono accadute e i guai li avete ormai fatti passare a noi che, viceversa, vi avevano amato speranzosi. Voi, ormai è evidente, viceversa, avete avuto tempo per capire come dovevate organizzarvi il futuro. Noi vi avevamo dato, con il nostro voto, una congrua borsa di studio (poi, se vi fate tosare, dando soldi a questo o a quella è questione altra) e voi, invece di studiare-studiare-studiare, avete combinato questo guaio. Perché, sentite a me che ancora, nonostante tutto, vi voglio bene, mo’ state più inguaiati di prima se volete confermare la delegazione del 1° Governo Conte. Fate pure. In piena continuità, quindi.

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Gira la voce (ma cosa non gira in queste ore?) che, per salvarsi da ogni forma di “resa dei conti”, alcuni furbacchioni, si sarebbero inventati la formula della conferma sostanziale della delegazione del Governo Conte 1°. Tranne qualche agnello sacrificale (o qualcuno particolarmente inviso al boss) tutti confermati anche quelli che si sganasciavano di compiacimenti con i leghisti sanguinari!  Tutti  confermati anche se fossero (come alcuni di loro sono) dei ferventi salviniani?

Ma siete di coccio o ci fate? La meritocrazia (cioè il primo principio di sicurezza) al cesso?

Le vostre scelte, come è notorio, hanno fatto dimezzare i consensi elettorali del MoVimento. Ora le vostre cordate e alcuni legami che vanno addirittura oltre ogni forma di pudore dovrebbero determinare l’azzeramento? La prossima volta, sentite a me,  non vi salva nessuna santa alleanza (come sta succedendo) tra Quirinale, USA, Vaticano, altri.

Torno a dire: se ritenete opportuno portarvi nel nuovo Governo “leghisti appurati” come l’anatomopatologo Luigi Gaetti (il personaggio del post da poche ore messo in rete e di cui, come al solito, mi assumo ogni responsabilità) avete bisogno, in molti, di una visita psichiatrica. O di approfondimenti investigativi sui reali moventi del vostro agire.

Le connivenze oggettive di troppi pentastellati con leghisti vanno sanzionate “almeno” con l’allontanamento dal Governo bis. Un po’ di discontinuità la volete offrire all’altare del dimezzamento? Io, sentite a me, non sfiderei l’ira funesta del sottoscritto e di tanti militanti del M5S che, per ora, hanno taciuto.   

Oreste Grani/Leo Rugens

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MA DI QUALE DISCONTINUITÀ (MPS) PARLA MINISTRO PADOAN? LA SUA APPARTENENZA MASSONICA (NON SMENTITA) LA SMENTISCE

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Siamo alla cremazione del MPS e questo ancora parla!

“La discontinuità dei nuovi vertici del MPS facilita il nuovo piano” (per salvare la catastrofe del fallimento), dice il vostro ministro Pier Carlo Padoan, classe 1950, iniziato alla “fede” massonica e cooptato, ormai da anni, nelle UR-Lodges “Pan-Europa” e nella potentissima e reazionaria “Compass Star-Rose/Rosa Stella Ventorum”.

E sui media – servilmente – compare una tale semplificazione a spiegazione di un groviglio putrescente e bituminoso come pochi se ne sono visti nella storia della Repubblica.

Il pronunciatore di tale frase illuminante e pre-veggente (la discontinuità…) è, dal 24 febbraio 2014, ministro dell’Economia nel Governo Renzi cioè di una compagine politica ormai nota nel mondo come quella del super ballista toscano. Padoan è stato a suo tempo legato a Massimo D’Alema di cui era fratello nella Pan-Europa. Nella Compass Star-Rose/Rosa Stella Ventorum ha, latomisticamente, incontrato tale Vittorio Grilli, Direttore generale (!) del Ministero del Tesoro dal 2005 al 2011 e poi Ministro dell’Economia con il Governo Monti fino a quando non arriva, per un batter di ciglio, il Governo Letta e spunta appunto un altro “massone compassiano” (Padoan) a guidare l’economia del vostro Paese. Che, come vedete, va sempre meglio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Continuità e discontinuità sono termini complessi e questi staffettisti massoncelli dovrebbero evitare di inoltrarsi in tali ambiti lessicali. Non vi dico quanto siano impervie le questioni concettuali annesse.

I tipetti/tipacci conoscono solo il potere che deve essere sempre sostanziato nei ministeri economici in mano a “loro”.

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Con una eccezione per l’ammiraglio Gianpaolo Di Paola (proprio quello, un po’ avido e megalomane che avete imparato a conoscere recentemente) piazzato ovviamente al Ministero della Difesa (o della guerra?) dal 2011 al 2013, nel Governo Monti. Anche il marinaio è un fratello Compass Star-Rose/Rosa Stella Ventorum. Ma se sono tutti i scritti allo stesso circolo “non” sportivo, mi dite in che cosa consista la discontinuità?

Figurarsi se questo grezzo di Padoan sa di cosa parla quando il termine lo utilizza per il MPS!

Sotto un’apparenza di continuità, la struttura del mondo (Maestra natura) è discontinua: la terra è composta di strati come tutti sapete, al cui interno convivono materiali diversi, ciascuno in ultima istanza costituita da atomi. Allo stesso modo il tempo reale è scandito dal succedersi dei giorni, notti, stagioni, generazioni. La discontinuità può apparire più o meno evidente a seconda del livello di osservazione e del potere di risoluzione degli strumenti utilizzati. La descrizione del mondo oscilla quindi fra due categorie opposte e complementari: il discontinuo, legato alla capacità di isolare i fenomeni per valutare le singole caratteristiche; il continuo invece legato al bisogno di ricondurre tutte le osservazioni a un’unità di livello superiore, ad un modello unico e omnicomprensivo.

Al MPS la continuità è assoluta dai tempi in cui la Loggia P2 la faceva da padrona. A Siena città, come nella Banca. In che cosa consisterebbe la discontinuità? Massoni mascalzoni prima, massoni (vedremo se mascalzoni) anche quelli di adesso. Ma neanche al microscopio potreste sembrare diversi, signor ministro, se a quel ministero c’è lei che è la continuità degli interessi reazionari, anti democratici (se non sanguinari) peculiari delle Super loggie a cui appartiene. Oppure, cortesemente, quereli le fonti aperte che, da anni, la indicano come tale. Nell’era delle fonti aperte, infatti, noi comuni profani a chi dobbiamo credere? E poi, come si dice, se lei tace da anni, un po’ di saggio “silenzio assenso” interpretativo lo vogliamo applicare? Perché è bene che i miei lettori lo sappiano, dare ad uno dell’affiliato alla Compass Star Rose non è proprio non insultarlo avendo tra gli affiliati tale Ur-Lodge gente che, negli ultimi decenni, ha scatenato guerre, ordito colpi di stato e che, con le scelte economiche imposte, ha fatto morire di fame milioni di innocenti. Molti bambini tanto per fare chiarezza. Gente come Henry Kissinger che dal 1970 a venire in qua, di orrori su cui applicarsi non se ne è perso uno. Se uno mi desse implicitamente del frequentatore di guerrafondai responsabili di mille atrocità, strupri, devastazioni economiche e morali, io una smentita di essere affilaito a tale oscena consorteria proverei a darla. Eppure lei è indicato, dal novembre del 2014, pubblicamente di essere un massone affiliato a delle fantomatiche (?) super-logge ma non smentisce. Forse perché chi la indica come affiliato a tali consorterie antidemocratiche e sanguinarie, dichiara al tempo di avere depositato presso notai o primari studi di avvocati a Londra, Parigi, New York le prove di tali affermazioni. Lei comunque, da tali affermazioni, sia pur figura minore, appare essere indicato l’elemento di quella Continuità (che come abbiamo visto è altro dalla Discontinuità) che, da anni malgoverna economicamente e finanziariamente il nostro Paese. Tranquillo che le Norimberga non sono previste ma qualche sana messa in un cassonetto forse, prima o poi, la vedremo.

Oreste Grani/Leo Rugens stanco di sentire dire cazzate.