Il ritorno di Gola Profonda

Ovvero saper affrontare il reale in un ottica transdisciplinare anche quando fuori ci sono 40 gradi all’ombra.

L’8 agosto u.s. (amici intimi spero che ora capiate cosa intendevo quando facevo accenno al Gen. Agosto e ai pericolo della “vacatio”) scrivevo cose tipo:

DIETRO L’ANGOLO LA DITTATURA

libro Dittatore

Matteo Salvini sembra avercela fatta. Sembra. Così come sembrava che Silvio Berlusconi e il mafioso Marcello Dell’Utri, dovessero guidare a vita questo tormentato Paese. Sembrava.

In questa Italia in conflitto permanete perfino un dottorino per bene come Enrico Letta, con il suo Vedrò, è stato ad un centimetro dal dover rispondere di illeciti. Un tipaccio come Matteo Renzi ha dovuto fare slalom tra non poche porte giudiziarie (genitori compresi) nonostante ritenesse di avere il 40% dei voti. Rimuoveva che, banalmente, quella percentuale era calcolata sul 50% degli aventi diritto al voto. Paro-paro il consenso che in troppi calcolano stia gonfiando le vele leghiste. Numeri assoluti e numeri relativi ricorda questo marginale e ininfluente blog. Avendo alla fine sempre ragione. Come ha avuto ragione che non si doveva andare al governo con gente che la Repubblica l’aveva vilipesa e saccheggiata negli ultimi 25 anni.

Ho scritto 25 cioè quelli pari-pari passati da quando Matteo Salvini ha fatto finta di fare altro che allenarsi all’incontro con un ragazzetto disponibile a tutto come si è dimostrato essere Luigi Di Maio. Uno che i guantoni li aveva visti solo dipinti. O fotografati o indossati da altri. Di Maio, spero che ormai vi sia chiaro, è stato scientemente scelto perché, circondandosi come si è circondato di sabotatori, avanzi delle altre Repubbliche, ragazzotti e ragazzotte riconducibili ala categoria degli asini presuntuosi, dissipasse la speranza di undici milioni di italiani. Di Maio è uno che, anche in queste ore, chiede a destra e a manca, cosa si possa dare in cambio al cannibale Salvini perché plachi la sua cupidigia di potere.

T-Alfabeto hertè

Non vuole barattare solo le T di Treu, Toninelli, Trenta ma ciò che è implicito in quei ministeri. Ed io aggiungo che Di Maio è anche il responsabile di fesserie macroscopiche quali quelle che si intravedono in una riorganizzazione del M5S votata esclusivamente dai suoi clientes (25.000 a fronte di 11 milioni di lettori che ti avevano scelto pochi mesi addietro sono un peto puzzolente) che in questi ultimi anni, furbi furbi, si sono loro sì organizzati sotto le cinque stelle. Il Movimento elettoralmente tende a zero e se non vuole sparire dalla scena politica ha bisogno di ben altro che l’aspirina dimaiana. La sola speranza che ci rimane è che i 300 parlamentari non vengano forzosamente mandati a casa. Il M5S ha bisogno che al suo interno, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, emerga una leadership secondo criteri opposti a quelli utilizzati per combinare il disastro appena conclusosi: “Un gruppo dirigente che sia pienamente tale deve evitare, mediante l’esattezza delle sue previsioni, informazioni, analisi, che un leader, a qualsiasi livello, si trovi in quella che è chiamata l’alternativa del diavolo, cioè l’obbligo di decidere tra due scelte ugualmente negative. Questo è successo in questi mesi e in particolare sul Treno ad Alta Velocità. Solo a questa condizione può delinearsi una leadership autonoma da condizionamenti e quindi in grado di esercitare la propria funzione.

Leadership

L’articolo continuava e se volete andate al post e approfondite. 


La copertina del libro “Il Dittatore” di Giampaolo Pansa illustrava il post.

Da quel volume oggi prendo il capitolo 8 intero-intero e ve lo offro. Provate a tenere tutto insieme così non potrete dire di non sapere di cosa si ragionava in quell’estate torrida del lontano 2019.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.:

Come leggerete, Gola Profonda, non ne ha sbagliata una!

Viceversa, nel gioco delle parti è il vecchio Panda che si prende la responsabilità di qualche cantonata.

“Gola profonda” è un fuori classe  sia per i tanti anni  di vissuto “in politica” perché evidentemente dotato di tanta intelligenza specialistica e, forse, transdisciplinare. Certamente consiglio di tenere nella dovuta considerazione quanto segnala/profetizza sul mondo femminile e sulla fine degli imbecilli organizzati a forte connotazione maschilista.

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