La Banda Bonnot lancia ultimati   

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Le cose cambiano di ora in ora? Direi di minuto, in minuto. O forse le cose stanno avvenendo fuori dal tempo come sono quelle che riguardano gli alienati o gli uomini viziati dai vizi. Così mi appare questo gruppo di ragazzotti a cinque stelle che lancia ultimatum quasi fossero nel Führerbunker, In den Ministergärten, 10117 Berlin. Brutto posto. Soprattutto se uno scientemente (si poteva non non non fare il governo con Salvini e la sua lega di xenofobi) non ha voluto/saputo astenersi dopo la vittoria del 2018.

La banda si spaccia per un gruppo dirigente ma in realtà opera con la sola finalità di controllare (fin che dura, dopo, ragazzi miei, saranno cazzi amarissimi) i trecento parlamentari eletti sotto le insegne del M5S.  Come li volete chiamare se non banda questo pugno (sono una trentina al massimo) che per motivi che un giorno saranno chiari, prova a forzare verso la soluzione elettorale tanto cara a Matteo Salvini?

Hanno capito che in una trattativa seria i loro amichetti (questo ho scritto e questo volevo scrivere) da piazzare/confermare sarebbero stati bocciati dal buon senso, dal buon gusto, da motivi riconducibili a criteri di sicurezza nazionale e dalla fermezza del Quirinale e, stizziti/spaventati da questa ipotesi, fanno casino. Devono aver capito che non c’era più trippa per i gatti e che la fine dell’avventura avventuristica era dietro la porta e che al massimo, come scrivo da tempo, i frequentatori della Piattaforma Rousseau (quella che sa “contare” ma solo i trecento euro per trecento che ogni mese cerca di incassare aspirandoli da quelli che la collettività consegna ai parlamentari per lavorare nell’interesse dei repubblicani) risulteranno poche decine di migliaia rispetto agli undici milioni di voti affidati al MoVimento, solo 16 mesi addietro. Il M5S tende a zero, scrive questo ininfluente blog da tempo non sospetto e, per salvarne la storia (una realtà che non andava dissipata), deve solo avvenire il miracolo che la maggioranza degli oltre 300 parlamentari si ribelli alla carneficina a cui qualcuno li sta destinando. Spremuti e buttati nel cesso? Direi di no! Ad ogni costo.  Che la maggioranza (meglio tutti) si ribelli e recuperi l’autonomia che la Costituzione gli assegna. Proteggete la vostra poltrona (avete letto bene) perché fino ad oggi siete stati sfruttati senza mai neanche avere la soddisfazione di poter decidere, almeno una volta, qualcosa che avesse un senso. Man mano che li conosco (alcuni da vicino e da mesi) mi accorgo che tra i parlamentari pentastellati ci sono persone di valore (umanamente quasi tutti quelli che ho conosciuto mi sono piaciuti) ma trattati dai loro dirigenti come dei perfetti cretini. Spesso, viceversa, quelli che li trattano da cretini sono loro dei veri stupidotti. O mascalzoni. Gli stupidotti/mascalzoni, minoranza super organizzata, sono un pugno di donne e di ometti ormai scollati dalla realtà, autoreferenziali e pericolosi per se e per la Repubblica.

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Siamo al “muoia Di Maio con tutti i Filistei”? Ma chi cazz’è questo Di Maio? Che ha fatto per il Paese? Tornasse da dove è venuto. A lui nulla dovete. Se dovete qualcosa a qualcuno quello è Beppe Grillo. E a voi stessi. Spesso dovete qualcosa ai vostri genitori, ai vostri coniugi o, paradossalmente ai vostri figli, se ne avete. Avete il dovere costituzionale di non farvi trattare come marionette e di prendere tempo per ragionare sul vostro futuro. Vostro e delle vostre famiglie. Vostro e dei vostri collaboratori. Spesso anch’esse persone a modo che non meritano di essere anche loro buttati alle ortiche. Soprattutto, con il mese entrante, senza sensi di colpa che vi vorranno far provare, tenetevi i soldi che lo Stato vi elargisce e che avete il diritto/dovere di ben amministrare. Rafforzatevi personalmente cosa che in questo caos scientemente provocato è la cosa migliore. Senza padroni.

Tornando agli oligarchi, quando scrivo che sono pericolosi per la Repubblica, so cosa scrivo. Sul tema specifico, taccio ancora poche ore per rispetto a chi rischia la vita lasciato nelle mani di queste mezze cartucce e, soprattutto, perché, mi dicono che della questione, gravissima,  è informato, da tempo, il Capo dello Stato. Ed altri. Tutte persone di cui mi fido.

E poi nei comunicati (ecco perché penso che oggi, alle quindici, Di Maio e i suoi abbiano passato la linea di non ritorno) dichiarano che non hanno nulla di cui pentirsi di quanto hanno fatto in combutta con Salvini? Vedremo. Come sono abituato, rispettoso delle istituzioni, avrei preferito che avessero capito il segnale forte che gli era stato da giorni indirizzato de visu e che, solo successivamente, ho lasciato anche in rete. Spero che abbiate capito, affezionati lettori, che, se precipita la situazione, non gli daremo tregua.

Noi siamo ciò che siamo (semplici e ininfluenti) ma, amici, ricordate questa data e questo post: Banda Di Maio (e come chiamarvi altrimenti?) se fate sciogliere il Parlamento e aprite la strada alla “guerra civile” vi veniamo a prendere. Salvini infatti fa Salvini e sapevamo come, da anni (soli nel MoVimento), andava trattato. E lo abbiamo fatto quando gli leccavate le orecchie. Voi, viceversa, pertanto, a mio modesto avviso, avete fatto i traditori. Che è altro mestiere.

Un’ultima precisazione: chi mi conosce sa che parlo, scrivo, formo e addestro, usando metafore e analogie. Un po’ come Grillo, con le dovute proporzioni. Non dovete quindi temere nulla di violento. “Vi veniamo a prendere” si intende metaforicamente e nella second life del web. E lo faremo fino a quando, esasperati, non ci denuncerete, coperti come sarete dall’immunità parlamentare.   

Oreste Grani/Leo Rugens