Spadafora-Di Maio-Bonafede cercategli un posto “nel” M5S. O meglio fuori

Petrangola_di_fanti

Rispetto alle nomine governative girano ballon d’essai come raramente abbiamo visto. Se di palloni/palle/piccole mongolfiere apripista si deve trattare comunque tenete conto che a volte esiste un rapporto tra l’ipotesi/tentativo e gli intendimenti ultimi. Si dice che qualcuno vorrebbe Vincenzo Spadafora al sottosegretariato più delicato di tutta la compagine governativa cioè quello addetto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vuol dire che non solo uno dei massimi responsabili degli errori (tanti, tantissimi ed alcuni a macchia indelebile) del Governo Conte 1° non va a casa, ma viene premiato conferendogli addirittura un potere (spesso la posizione si porta dietro la delega ai Servizi segreti) senza limiti. Se questa malaugurata ipotesi si verificasse vorrebbe dire che in realtà Giuseppe Conte non è un figlio di Nazateth ma banalmente è una matriosca la quale a sua volta nasconde una bambolina più piccola che lo rivela uomo di Putin, cioè, operativamente di  Matteo Salvini. Cosa che non è e quindi ditemi per quale motivo, con questa scelta autolesionistica, Conte dovrebbe favorire la vittoria nelle piazze e nelle urne del centro-destra? Perché così finirebbe, tra astensioni e voti che ancora una volta si indirizzerebbero alla Lega. Come sapete ho snidato Lupo Alberto Manenti fino a costringerlo a denunciarmi ed ora, a settimane, ci vedremo in Tribunale. Pensate pertanto che non sappia affrontare uno come Spadafora di cui ho cominciato a sentire parlare dal 1998, da tale Roberto Salvan, all’epoca direttore generale dell’UNICEF? Vedete, otto lettori e mezzo, in queste ore ricevo messaggi di conforto e di complicità per quanto mi preparo a fare, nelle sedi di legge, per allargare, da una semplice richiesta di danni che incautamente Manenti ha avviato contro di me, ad un ragionamento intorno a cosa si intenda per inefficiente, incapace poco professionale e competente. Come dire tutto e niente se applicato ai Servizi Segreti. In mano a me dicono che si chiamino “cerchi concentrici e prove logiche“. Molti, perfino dall’estero, mi stanno sostenendo, confermandomi un po’ di stima ma, soprattutto, tanta tanta tanta disistima per Lupo Alberto. Questi specialisti (molti sono alti ufficiali che hanno prestato servizio negli stessi anni di Manenti), fanno un tifo della Madonna perché io lo batta in tribunale in una atipica class action. Ma per arrivare a questo scontro raffinato ci ho messo anni. Mi preoccupo quindi per il gran tempo (che non ho più) necessario a riuscire a stanare chi sta comodamente nella mela. Per convincere Spadafora a denunciarmi, ad esempio, devo saper mettere in atto un percorso di verità fortemente innovativo che non preveda anni per l’attuazione.  Ci posso anche riuscire, ma in alcuni mi dovrete aiutare.

Grave sarebbe quindi la reiterata nomina a “qualcosa” di Spadafora. Parimenti sarebbe gravissima questa ipotesi di Luigi Di Maio alla Difesa. L’inetto (cominciamo anche con lui la caccia alla querela) che nella primavera del 2018 starnazzava di voler accusare il Capo dello Stato, per alto tradimento, lo volete mettere a coordinare le politiche delle Forze Armate, di cui, provate a ricordarlo, il Presidente della Repubblica è il vero capo? Il dissipatore di milioni di voti che erano patrimonio del M5S (e cioè di tutti noi e non non non della Casaleggio) lo volete cominciare a mandare in missione per tenere rapporti con la NATO? Come la mettiamo con le guerre in essere? Certo direte, dopo che per premiare uno (Angelo Tofalo) che era caduto nella trappola ordita da Annamaria Fontana, mentre era al COPASIR (cioè sveglio doveva sorvegliare l’operato dei Servizi) lo abbiamo nominato Sottosegretario alla Difesa con delega all’Arma dei Carabinieri e alla sicurezza cibernetica, mettere la “pippa delle pippe” a via XX Settembre dove perfino Cesare Previti era riuscito a piazzarsi, non è cosa tanto grave.

Per quando eventualmente ci riuscirete (a giorni), comunque, il Leone Ruggente sarà pronto a sferrare un attacco “a modo suo”. Con la certezza che molti di voi non sanno cosa intenda con questa frase.   

santi

E ora veniamo alla terza provocazione che state mettendo in atto pur di arrivare a pagare la vera cambiale a chi la detiene. Si dice che Bonafede stia per essere confermato a Via Arenula. Aggiungo solo che chi di dovere sa che esistono carte che getterebbero un pessima luce su questa riconferma. E quando dico “chi di dovere”, rispettosamente, intendo dire che a me risulta il Capo dello Stato stesso essere stato reso edotto dell’esistenza di queste carte. Non di maldicenze si parla quindi ma di atti firmati (in coppia consapevole con Matteo Salvini) senza tenere nella dovuta considerazione la salvaguardia (vuol dire la vita cioè il bene supremo) di non pochi cittadini italiani e al tempo il dovere primo della magistratura che non è solo circoscritto ad una generica amministrazione della Giustizia ma, in Italia, prioritariamente, il contrasto alle Mafie. Di cui non a caso sento parlare poco o niente. Per tornare ai danneggiati e messi in grave pericolo, non di cittadini qualunque si tratta, pertanto. Anche se questa distinzione non dovrebbe esistere.

Tre scelte delicate quindi (SpadaforaDi MaioBonafede) su cui confermeremo o meno la nostra fiducia a Giuseppe Conte. Non in quanto parlamentari (che non siamo) ma come semplici cittadini impegnati, va detto, da decenni, in attività sussidiaria a quella dello Stato. O quali sommi iettatori. Sempre a norma della madre di tutte le leggi.

Pronti a fare l’elenco esaustivo dei nemici della Repubblica che, nei decenni, ci siamo tolti lo sfizio di vedere finire male. Alcuni malissimo. Con qualche nostro sommesso merito.

Infine un appello semi serio. Anzi, a dir la verità, serissimo: scherzate con i fanti (i pari vostri) e lasciate stare i santi. Che sarebbero gli italiani che ancora non hanno deciso di fare i conti.

Oreste Grani/Leo Rugens