Perché non siano vani gli sforzi fatti per smantellare il Sistema Lollo

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Gli addetti ai lavori sanno che quando azzanniamo – raramente – la preda sfugge. Soprattutto se cacciamo in branco e in modo coordinato. Non siamo dei licaoni, ma poco ci manca.

Inoltre, se Leo è arrivato a dare evidenza al Sistema Lollo con il post (MA CHI È IN REALTÀ QUESTO ANTONIO LOLLO UN TEMPO MAGISTRATO A LATINA?) un motivo ci deve pur essere. Anzi, diciamolo, un motivo c’è.

Certamente, vista la gravità degli accadimenti pregressi, ci prefiggiamo, con i nostri articoletti, di dare, a quanto già fatto opportunamente dalla magistratura, la massima visibilità. Leggete bene di questa “associazione a delinquere” che era imperniata anche sul potere di suggestione che un magistrato, in un centro minore, immaginiamo, abbia agli occhi delle vittime e delle altre istituzioni preposte a proteggere i cittadini dai mascalzoni.

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Complimenti a tutti perché ribellarsi non deve essere stato facile. Amici lettori, per saperne di più del Sistema Lollo, utilizzate tutto quello che compare in rete (comunque anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo cominciato a scalare la speciale classifica di Google relativa all’indicizzazione dell’argomento) e, mentre leggete, immedesimatevi negli imprenditori (decine e decine di vittime concentrate su di un territorio che sarebbe stato viceversa altamente produttivo) vampirizzati da questa cricca che, alla fine, per fortuna (la fortuna aiuta solo gli audaci) è stata messa alle strette dalla attività sinergica di cittadini coraggiosi e di Guardia di Finanza, eccellenti nell’investigazione. Ora, un esempio di intervento intelligente riparatore, sarebbe riuscire a rilanciare le attività produttive artificiosamente azzerate da queste canaglie. Sarebbe un gesto lungimirante creare una speciale task force che, esaminati i casi più eclatanti e forieri di tornare ad essere fonte di benessere per le vittime e per il territorio, riuscisse a porre reale riparo a quanto, diciamolo, è accaduto anche per carenza oggettiva delle istituzioni repubblicane locali.

Vediamo. Sarebbe un modo di procedere inusuale ma auspicabile che, dal Governo centrale in versione rivista e corretta, si mostrasse conoscenza dei fatti e volontà fattuale per riparare alle ingiustizie perpetuate. Intanto, nella nostra notoria marginalità e ininfluenza, ci abbiamo messo la testa ampliando certamente la conoscenza di queste storie drammatiche. Grazie al web ci prepariamo a rendere indelebili le malefatte di Antonio Lollo e dei suoi compari.

Oreste Grani/Leo Rugens


MA CHI È IN REALTÀ QUESTO ANTONIO LOLLO UN TEMPO MAGISTRATO A LATINA?

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Aumenta la percentuale degli italiani che non si fida più dei magistrati.

A me piace pensare che un residuo 5/6% dei magistrati, onesti e competenti, non solo non si fidano più di molti italiani ma che, degli stessi, abbiano le prove che sono criminali.

La verità che vi invito a prendere in considerazione è che questa residua percentuale di magistrati è stata scientemente messa nelle condizioni ottimali perché non riesca più a fare giustizia.

Usciamo da questa sterile questioncella e facciamo banalmente mente locale a un fatto meramente estetico.

Quelle che vedete a seguire sono foto che ritraggono il magistrato “Lollo” (non è il soprannome di un mio nipotino che così viene affettuosamente chiamato in famiglia) che, quando viene arrestato, sotto la denominazione “Sistema Lollo” (come Sistema Montante, Amara, Matacena e cento altri), si scoperchia un intero mondo.

Il magistrato (perché tale fino alle coraggiose denunce era) Antonio Lollo (ed altri) aveva infatti messo in piedi un sistema (in realtà i “sistemi” sono le vecchie care associazioni a delinquere spesso condotte con l’aggravante dello stile mafioso) a cui nulla che “respirasse” nella provincia di Latina, era sfuggito. Per anni. Centinaia di fallimenti pilotati e di imprenditori depredati. Leggete un po’ di rassegna stampa e tenete conto che non stiamo parlando (per ora) di un film di Dario Argento, anche se i connotati del reo farebbe pensare diversamente.

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Caso ultimo ma non ultimo, è doveroso farvi sapere, pochi e affezionati lettori, che, per vie rizomiche e imperscrutabili, siamo venuti a conoscenza di dettagli di queste vicende bituminose basso laziali, raccontati e affidatici da vittime di Mister Lollo per cui possiamo dire, conoscendoci, che Lollo irrompe, a buon titolo, nella nostra speciale black list di chi va attenzionato per il tempo necessario a valutare un vero pentimento. Le vittime delle sue violenze predatrici, viceversa, come meritano, saranno molto molto molto meno sole rispetto al loro recente passato in cui, così a me sembra, non sempre sono state garantite come si doveva.

Oreste Grani/Leo Rugens

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