Terremoto a Tirana: pure Madre Natura si ribella al patto con i peggiori

italianieuropei2011

La fine miserevole a cui è destinato il M5S, come luogo giuridico e come realtà politica, è misurabile dai pettegolezzi/informazioni/primi scampoli di inchieste giudiziarie che lo attraversano. Dell’eventuale accordo (o altro) tra Davide Casaleggio e Massimo D’Alema, sancito a Tirana, si indigna perfino Madre Natura che lascia detto come la pensi di questo schifo con un “terremoto”, sufficiente per lesionare centinaia di palazzi ma, per fortuna, non lasciando morti e feriti sul terreno. Un po’ del terremoto di Tirana si è sentito anche dalle parti di Lecce e della costa pugliese. A Cosenza, qualche giorno addietro, città segnata dall’energica attività politica di contrasto alle mafie messa in atto da Nicola Morra e futuro territorio, in vista delle regionali di fine/inizio anno, di eventuali accordi delicatissimi con ambienti “di sinistra”, si sono registrate scosse non certo rassicuranti. Nel Salernitano, dopo gli incendi devastanti, la Terra trema ad indicarci che qualcosa, anche da quelle parti, dalle spiagge fino al Vallo della Lucania, potrebbe non essere “naturale” e in “sicurezza”. Nel Teramano, dopo le banalizzazioni del Premier Conte sulle trivelle che non trivelleranno, i sismografi lanciano allarmi. Aspettiamo un terremoto devastante (questa volta è metafora e non cattivo auspicio) in Umbria dove il patto scellerato con i peggiori sta per essere sancito.

E quando dico peggiori intendo dire che si fanno patti con gente che, mentre faceva credere di pensare che “…l’uomo conta più delle merci”, prendeva soldi dalle Ferrovie dello Stato italiane; che “le grandi opere restano”, incassava bonifici dal Consorzio Cooperative Costruzioni CCC; che “…una politica senza etica si riduce alla spartizione di interessi e affari di parte”, affidava la quadratura dei propri bilanci alla fortuna incarnata dai 90 numeri della Smorfia e alla LOTTOMATICA e che, non disdegnava sottoscrizioni pubblicitarie della COOP che, come tutti sanno, sei tu. E mentre ci ricordavano che senza regole nel mondo del lavoro “paghi uno e prendi due”, si beccavano soldi dalla Manutencoop Facility Management. Senza disdegnare oboli da Telecom, alludendo a Nuvole senza Messico bensì ad un futuro collegato al nulla organizzato. E poi domandine ammiccanti per sapere “se uno sia o meno interessato a vivere più a lungo e meglio” (in attesa di trovare quello che con schiena dritta gli risponda “meglio morto che governato nuovamente da dissipatori come voi”) sempre ovviamente ben stampate (con il contributo di un luogo di benessere per riccastri) sul periodico della Fondazione Italianieuropei (quella) in attesa non di Godot ma di un’altra Italia. E poi soldi da British American Tobacco per un accordo a che venga contrastato il contrabbando mentre ti facilitano il cancro ai polmoni, lingua, vescica, SKY, Seda Gruppo KGS, partner ideale al fianco degli enti pubblici e privati per “riscossione ed accertamento tributi locali”, daddario. it automobili da sempre, Barclays dove, a loro dire, ci sono soldi sempre disponibili. E poi soldi da Conad, dall’ISTITUTO AFFARI INTERNAZIONALI  (che sa come, da decenni, indirizzare il dibattito sulle scelte di politica estera con i risultati che vediamo), dall’immancabile ALLIANZ e ultima ma non ultima, da quella che un tempo si chiamava Finmeccanica ed ora a voi tutti nota come Leonardo, per farvi vivere, come è un vostro diritto, al sicuro. E poi SISAL per il solito SuperEnalotto, strumento strategico per risollevare le sorti degli ultimi (quasi fosse un Reddito di Cittadinanza a sorteggio) o dei soliti fortunati anonimi. Mancano i super alcolici e poi abbiamo fatto Bingo.

Ma noi, e intendo ciò che sognava essere il M5S, mi dite che cosa avevamo a che fare con questo mondo di parassiti foraggiati (mi dai, ti dò), tenendo conto che il Modello Vedrò, non solo era già noto, ma non aveva certo portato buona sorte al suo fruitore politico Enrico Letta. E se pensate che stiamo dicendo cosa non corrispondente al vero, direi di dare una ri-letta ai vecchi post che questo marginale e ininfluente blog dedicò al tema. E cadde il castello di carte. Questa volta l’accordo potrebbe finire molto molo molto peggio. Ma anche per il M5S o ciò che ne avanzerà.  

Oreste Grani/Leo Rugens


ENRICO LETTA È CON L’ACQUA ALLA GOLA

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Cari Vedroidi,

dopo l’annuncio dell’annullamento dell’appuntamento di veDrò 2013, giustificato con motivi a dir poco pretestuosi, mi dissi che l’intelligente Enrico Letta, per evitare di rispondere chi pagasse il conto per i numerosi ospiti delle puntate precedenti avesse ritenuto opportuno non offrire il destro a polemiche.

Oggi leggo invece che la sede di veDrò è stata perquisita delle Fiamme Gialle, in relazione ai finanziamenti (poche decine di migliaia di euro) versate dal Consorzio Venezia Nuova (quello dell’inutile e costosissimo MOSE).

Tirate voi le somme.

Così tra i gioielli dello zio, i soldi ricevuti da Lottomatica, Sisal e Lotto, oggi sappiamo che Letta Enrico, prendeva soldi anche dagli ipotetici grandissimi ladri alla direzione del Consorzio.

Così dopo Idem, dopo Procaccini e con un Alfano Angelo di Girgenti accusato dal Procaccini di essere un bugiardo, stai a veDere che il prossimo cetriolo sarà per l’Enrico.

La Redazione di Leo Rugens

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P.S.

Come sapete, se siete attenti lettori di Leo Rugens, ho conosciuto e frequentato tale Pio Piccini, non certo uno stinco di santo. Anzi. E non certo mio amico. Bene, nonostante queste lontananze certe, mi assumo una strana responsabilità in coda a questo già impegnativo post: quando Piccini (Pio non Pierluigi, che sarebbe, viceversa l’ex sindaco di Siena anche se i due si conoscevano benissimo) riferiva al magistrato che lo aveva fatto arrestare, che lui dava soldi ad Italianieuropei (cioè a Massimo D’Alema ed altri) e non mentiva. Non ho prove (se ci sono stanno nel profondo di quel fascicolo) perché avevo cessato di frequentare Piccini da anni e dopo averlo consigliato di “cambiare strada” mi ero arreso) ma questo penso e questo dico.  Direi che se il MoVimento fosse una vecchia marchesa (e non il sogno etico-morale che avevamo vagheggiato), scivolando sugli specchi, come si prepara a fare, la sentiremmo esclamare stupita: “Come me la vedo brutta!“. A frequentare il giro dei dalemiani. Il peggiore che si potesse ipotizzare.

Ma questo David Casaleggio di chi è figlio? E per aggiungere alla porchetta un po’ di cotenna croccante (la parte più buona!) beccatevi un articolo ineccepibile (le fonti aperte, a saperle trattare, sono strategiche per intellegere) tratto da MicroMega del 11 luglio 2011. Secoli addietro a vedere a cosa dobbiamo assistere. E a pensare, caro Tofalo, che avevo garantito per voi. E non tu per me. Ma questo, come si vedrà, è un’altro discorso. O lo stesso. Fermo qui il post o oggi rimango incollato allo schermo. Tanto, se Dio vuole (ma Tofalo sa in quale Stato Mediterraneo si usa maggiormente questa espressione?), ci sarà tempo anche con lui per chiarire perché non era opportuno che agisse come ha agito. Creandomi un grave danno economico e di reputazione.

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