Manlio Di Stefano e il mondo complesso in cui si prepara ad inoltrarsi

Manlio Di Stefano

Mi girano un comunicato e mi pongo il problema di non rimanere indifferente a ciò che la notizia ha di implicito:

“Nell’ambito di CyberTech Europe, principale appuntamento europeo sulla sicurezza cibernetica, organizzato per la quarta volta consecutiva a Roma, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha organizzato, in coordinamento con Leonardo, un evento dedicato al panorama italiano della sicurezza cibernetica: “Italian cybersecurity: Challenges and Opportunities”. Il seminario è stato aperto dal Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Manlio Di Stefano alla presenza di numerosi esponenti del mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico, oltre a diverse delegazioni internazionali.

La sicurezza cibernetica è oggi un fattore critico in tutti gli aspetti della vita quotidiana” – ha detto Di Stefano – “L’Italia è attivamente impegnata a sostenere gli sforzi della comunità internazionale per uno spazio cibernetico basato sul rispetto del diritto internazionale e dove la sicurezza, lo stato di diritto, le libertà e i diritti umani fondamentali siano pienamente rispettati e interconnessi”.

Le guerre del futuro saranno digitali” – ha continuato il sottosegretario – “Il nostro Paese è ben determinato a giocare un ruolo rilevante in questo contesto e sta sviluppando i propri strumenti nazionali di difesa cibernetica e la Farnesina è in prima linea nella promozione del sistema di sicurezza cibernetico italiano”.

Di Stefano ha poi concluso sottolineando che “il governo italiano ha fortemente sostenuto le iniziative di innovazione, aiutando le piccole e medie imprese nei processi di trasformazione digitale. L’Italia sarà uno dei principali paesi di questa rivoluzione tecnologica; grazie alla leggendaria creatività italiana applicata alla cybersecurity, sono convinto che i talenti italiani offriranno un contributo decisivo nella costruzione di un mondo più sicuro”.

All’evento, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha presentato la brochure “Cybersecurity in Italy: new opportunities for business”, coordinata dal MAECI con il contributo del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza della Repubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DIS), Ministero della Difesa, ICE-Agenzia, Confindustria e CINI, per illustrare l’architettura nazionale di cybersecurity e le eccellenze imprenditoriali del settore, senza tralasciare l’importante network delle università e il suo determinante contributo. Il MAECI ha in programmazione numerose iniziative dedicate alle imprese italiane di Cybersecurity, eccellenze strategiche per l’affermazione, a livello globale, dell’offerta scientifica e commerciale italiana nel settore”.

Per muoversi con sensibilità e vantaggio per la Repubblica in uno scenario di tale complessità non basteranno buona volontà e onestà di fondo che certamente connotano il sottosegretario di fresca nomina Manlio Di Stefano.

Di Stefano, parlamentare a cinque stelle della prima ora, dovrà sapersi inserire in mondi che, da sempre, per fare business, non guardano troppo per il sottile e che tendono a tenere in scarsa considerazione i valori etici di riferimento di cui, viceversa, è impastato il sottosegretario.

Ipotizzando problematiche “in salita”, mi permetto di suggerire la prima di una serie di letture che, sia pure stanco a sera, l’uomo di Governo (agli Esteri!!!) deve provare a fare per non finire come alcuni sui colleghi che, partiti rivoluzionari etici e morali, sono finiti, non solo pompieri, ma, forse, asserviti.

E questo suggerimento lo sto dando, rispettosamente, ma forte dell’aver “guardato le spalle” (a sua completa insaputa) al parlamentare sin da quando, coraggiosamente, spinse per andare ad Astana a verificare di persona in che condizione si trovassero la signora Shalabayeva e la sua figlioletta, fresche di violenta espulsione dalla nostra maldestra e complice Italia.

Affermazione che sono pronto a documentare, qualora se ne riscontrasse la necessità. Buona lettura, sottosegretario.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Il testo a seguire è la prima parte di un Cyber Vademecum pubblicato su Gnosis – Rivista italiana di Intelligence, a partire dal gennaio 2014  (oltre cinque anni!), che spero possa essere, se non conosciuta, una segnalazione gradita.

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