Conte: “Così non si va avanti”

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E se arrivassimo, in data non lontana, a dirlo noi, tenendo conto che solo 30 giorni addietro si è insediato il nuovo Governo? 30 giorni, vuol dire, 720 ore, notti incluse. Sarebbe come dire un batter di ciglia. Ma come parla anche questo avvocato? Ma da dove arriva, a guardar bene, anche questo? Ma dove ritiene di portarci anche questo? 

Grave la situazione, sia pur prevista e prevedibile. La statura politica e, vedrete, perfino etico-morale (sperando di sbagliarci), inadeguata alla complessità della fase di troppi ministri e sottosegretari, emergerà, di ora in ora.  M5S, all’epoca immaginato come argine o alternativa, tradita la fiducia degli italiani, tende a zero. Il PD di Zingaretti è già azzoppato dai Renziani. Berlusconi pensa solo ai suoi figli che non vuole lasciare in lite. Le bande partitocratiche massonico-affaristiche agiscono da disperate perché sanno che, mutati gli assetti nelle Procure, potrebbero finire sgominate. Solo la criminalità, in quanto organizzata è pronta ad affrontare La fase che si delinea appare lunga e di transizione a ben altro. Come nel resto del Mondo. Preparatevi perché si ingarbuglia ogni giorno di più. Preparatevi a qualunque scenario fino a qualche tempo addietro improponibile. Lo stato d’animo della maggioranza degli italiani, fino ad oggi, moderati e pompierati da Beppe Grillo, si sta deteriorando con estrema rapidità.   

Così non si va avanti, dice il Premier? E quindi perché non dovremmo tener conto di queste affermazioni destabilizzanti e continuare a pensare che lui, che ha i servizi al servizio, sia affidabile, almeno emotivamente, per farci attraversare il deserto? 

Perché, sentite a me, ci prepariamo ad attraversare il deserto. E non per quattro caciotte di pecorino romano, o di una formaggio toscano, o di parmigiano reggiano. I grovigli sono altri e tutti riconducibili alla sovranità nazionale e alla sicurezza della Repubblica. Direi che dobbiamo, per prima cosa, pensare all’acqua perché, notoriamente, senza acqua, dopo 4/5 giorni, si comincia a sragionare mentre, senza mangiare, è solo intorno al 43/44 giorno di digiuno che si muore.  

Oreste Grani/Leo Rugens