In morte di due compatrioti: prima ve ne andate “tutti a casa” meglio è

stellone rep

Soli in prima linea? Certo, e come pensavate di stare? Pensavate che qualche felpa paraculescamente indossata fosse sostanza? O, peggio, qualche arma, alla Difesa, impugnata per fare scena?

Il personale si rispetta e si serve (avete letto bene!!!), rispettandolo e servendolo. Pensando, per tanto, non solo all’equipaggiamento e alla formazione oltre all’ovvio addestramento ed esercitazioni, ma alle situazioni di disagio economico in cui opera. Capitolo questo che, lo prometto/lo giuro, affronterò quanto prima, a cominciare da chi se ne fregato (sto arrivando cretino) quando ho segnalato, con ampia documentazione, quanti donne e uomini, con le stellette, risultassero indebitati, dopo la cessione del quinto dello stipendio. Questione di sicurezza nazionale come lo capirebbe anche l’ultimo degli sprovveduti paracadutato a interessarsi di intelligence o prevenzione/contrasto alla criminalità organizzata. Così come quando ho indicato la strada del supporto preventivo a chi, soffrendo, in divisa, arriva perfino a togliersi la vita. Conti aperti che non ho nessuna intenzione di far “passare in Cavalleria”.

Circolano (sono confermate ma per ora diciamo che circolano) le notizie che attribuiscono, anche, ad una fondina “inadeguata/obsoleta” la morte avvenuta, all’interno di una struttura della Polizia di Stato di Trieste, di due compatrioti.  Addirittura si dice che ancora la mattina delle morti, in sede ministeriale, si era preso tempo per dare risposte certe sul tema sollevato, con civiltà e rispetto, dagli uomini e dalle loro legittime organizzazioni “sindacali”. Qualcuno, così si dice, aveva chiesto ancora tempo per decidere e dare risposte concrete.

Mi sovvengono pensieri rispettosi e memori per, ancora una volta, maledizione, due servitori dello Stato, giovani, onesti, dedicati che potevano non solo non morire ma continuare a fare la loro parte in questa società permanentemente condizionata/minata dall’assenza di equità e di meritocrazia.

Siete in troppi (come prima se non più di prima) che state al caldo, mentre i ragazzi che vi difendono rischiano ciò che non ha senso rischiare. Si può morire facendo il proprio dovere, ma non in questo modo.

Pierluigi Rotta - Matteo Demenego

Ho scritto più volte che non tutte le morti pesano in modo eguale. Queste morti dovranno pesare più di altre. Così non si dimenticano i colleghi. Pierluigi Rotta e Matteo Demenego sono morti ingiustamente (e non sono i soli) per sciatteria e menefreghismo di chi, viceversa, dovrebbe tenere nelle migliori condizioni possibili questi italiani onesti da quando vengono reclutati, selezionati, formati avendo i superiori e preposti (e in quanto tali pagati) il dovere di considerarli la parte migliore della Repubblica. Così non è e, tra pochi giorni, cessate le polemiche, il politicante (siete entrati nella categoria senza se e senza ma) di turno, avrà altro da fare e rimuoverà dal suo orizzonte politico-professionale, il dovere di salvaguardare, per prima cosa, la vita e la motivazione del personale delle forze armate e, in generale, di chi serve la collettività indossando una divisa con le stellette. Ce lo voglio vedere uno come il buon Vito Crimi (vice ministro) a capire cosa in realtà si celi dietro ai ritardi e alle scelte sui materiali! Anche di questo siamo delusi, signori del MoVimento, perché nulla è cambiato di sostanziale da quando siete arrivati, a posti di responsabilità governativa, nei quali ormai, da ex bravi cittadini pentastellati, vi siete piazzati. Ex, perché è notorio che quando passa il tempo senza che nulla accada (e nulla è accaduto) la situazione si deteriora e si incancrenisce. Dietro alla conservazione spesso – se non sempre – si cela l’illecito. E l’illecito ha mille forme. Fino al quieto vivere per vasellinare il proprio futuro. Ma noi non vi abbiamo eletto perché nulla cambiasse. Quelli erano i Gattopardi che vi precedevano. Così dicevate quando andavate a raccattare voti. Di tempo ne è passato anche troppo e la salvaguardia autoconservativa di questo nuovo ceto politico di cui fate parte, è l’unico obiettivo raggiunto. Ora volete distrarre gli ultimi non contagiati dall’apatia con l’ipocrita taglio dei parlamentari. Ho scritto unico obiettivo raggiunto e così è. Vi siete sistemati con indici di nepotismo sconvolgenti. A giudicare da queste sacrosante fotografie (che a ragione ripubblico), “indici” mai mai mai mai mai raggiunti dalla vittoria al Referendum Repubblica/Monarchia.

Sembra, infatti, da quando vi siete piazzati, con la Destra e con la Manca (questo voleva dire il superamento del condizionamento delle ideologie del Novecento?) che di monarchia si tratti, dove contano solo i cortigiani e le cortigiane e il legami di sangue. O quelli/e che vi “vanno a sangue”? E scusate, amici lettori, per la “schifosa espressione a sfondo sessuale” che ho deciso di usare.

Poca retorica, pochi stereotipi, poche promesse di tempi migliori, moltissima autocritica o, credete a me, anche nella pacifica e distratta Italia, finisce in un bagno di sangue.

Oreste Grani/Leo Rugens