Casino Italia

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Gina Haspel, alias Mrs. Waterboarding, la prima capessa nella storia della CIA certo non la prima e più importante donna nella storia dell’intelligence statunitense, è l’ultimo personaggio pesante, pochi giorni dopo Mike Pompeo e un paio di mesi dopo Barr, che si è presentato in questo fine d’anno, 2019, a Roma per cercare di districare il “Casino italiano”.

Tutto cominciò, si fa per dire, con l’arresto degli Occhionero, sorella e fratello, a gennaio 2017; più o meno negli stessi giorni, Anna Maria Fontana e il consorte Di Leva venivano arrestati per traffico di elicotteri con l’Iran avendo coinvolto il membro del Copasir Angelo Tofalo, deputato dei 5 stelle. Sempre nel 2017 “Russia unita”, il partito di Putin e la Lega siglano un accordo di collaborazione basato sullo scambio di informazioni tra le due entità (la trattativa Stato – mafia è uno scherzo al confronto). Per non farci mancare nulla, a Roma, scompare sul finire del 2017 Joseph Mifsud, il maltese della Link Campus di Vincenzo Scotti e D’Alema, che nel 2016, al Papadopulos, membro dello staff elettorale di Trump, cerca di piazzare mail trafugate dai russi a Hilary Clinton. Qui sarebbe la ragione di tanta agitazione in via Veneto. Che annata eccezionale!

Nel 2018 nasce il governo giallo verde (blu secondo l’ultima virata del Capitano) ma nel 2019 i nodi vengono al pettine dopo che un bel po’ di personaggi si sono prese condanne pesanti e hanno cominciato a cantare / disinformare alla grande.

Ultimo in ordine di apparizione sulla scena di tanto casino, il Prof. Avv. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei due governi italiani più pazzi della storia repubblicana; non c’è da ridere. Ebbene, la figura di Conte, che incontra più o meno istituzionalmente ministri e uomini di intelligence statunitensi, lo vede in un batter d’occhio contrapposto al giovane caimano, alias Renzi Matteo, il politico che definì Trump un pericolo per la democrazia (forse aveva ragione) a favore della campagna della Clinton. Il cerchio di chiude?

Mi ricordava un uomo d’esperienza, in queste ore incontrato, che l’ultima cena di Obama, siamo nel 2016, come Presidente, vide il Renzi e altri personaggi: “due registi premi Oscar Roberto Benigni e Paolo Sorrentino, lo stilista Giorgio Armani, la campionessa paralimpica Bebe Vio, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, la direttrice del Cern Fabiola Gianotti e la curatrice del dipartimento di Architettura e design del Moma, Paola Antonelli”, riuniti intorno a un tavolo.

Tre anni più tardi, nello scontro furibondo tra il toscanello e l’avvocato “fiorentino”, a essere tirati in ballo ci sono i vertici dei servizi nazionali: Vecchione, Carta, Manenti, rei, secondo il figlio di cotanti genitori, di avere trescato a favore di Trump, l’amicone di “Giuseppi”. Aggiungo che, quatto quatto, il Carrai Marco, l’uomo che si è definito “devoto a Israele” ne è diventato console onorario per la Toscana e qualche altra regione, nonostante i fallimentari tentativi di mettere le mani sulla cyber security nazionale.

Nel frattempo, Mark Zuckerberg si incazza con i fascisti nostrani (Casa Pound [pagati anche dai francesi] e Fronte Nazionale [gli agenti di Londra ndr]) e ne chiude tutti i profili Facebook e Instagram, limitando così lo spazio di manovra digitale dei mazzieri di Lega e Fratelli d’Italia in vista del 19.10.19, giorno dell’Apocalisse politica nazionale. È evidente che gli algoritmi di Mark devono avere sentito puzza di sangue e sono corsi ai ripari; spero stiano facendo altrettanto le nostre forze dell’ordine preposte alla Sicurezza dello Stato per evitare che a Roma scorra il sangue. Dicono che l’ANPI non tiene più i centri sociali, il che non è una bella notizia.

A questo punto, nel casino italiano, basta gettare un nulla che tutto si incendi, giacché il contenitore dello scontento, il MoVimento 5 Stelle, è un vaso rotto e in molti sono pronti a gettarsi nella mischia, dentro e fuori i confini nazionali.

Chi getterà la prima molotov? I francesi, gli spagnoli, gli israeliani, i tedeschi o gli inglesi? Ai russi dovrebbe bastare il casino che hanno creato mentre i cinesi potrebbero entrare nel gioco mettendo tutti a cuccia, se volessero. Certo è che i due cinesi onorari, Prodi e GEV hanno ormai raggiunto una certa età, il primo alle prese con quello che sta per diventare l’ennesimo casino a San Marino, il secondo preda di una apparente crisi di coscienza affidata a “Scatole cinesi”, proiezione dei suoi intrighi e fallimenti (la mia risposta a chi si stia rivolgendo: a se stesso ammirando il panorama di rovine che ha contribuito a creare).

Come anteprima e protagonisti del Casino Italia aggiungo: ENI, Bisignani, Mach di Palmstein, Amara, GDF Suez, Veolia, Bolloré, Montante, Marcegaglia et alii perché meritano una puntata a parte, senza dimenticare il capitolo Calabria e il riciclaggio di Stato.

Continua…

Alberto Massari