Ce ne andiamo nel sottosuolo bituminoso/paludoso di Latina un tempo Littoria

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Il 24 giugno 2002 (festa di San Giovanni e compleanno di altro), Concita De Gregorio, da par suo, scrive un articolo dedicato a Latina e alla sua gente. Un pezzo di giornalismo superiore che, partendo dal Duce, passando per gli avvocati Angeloni, arriva al super nostalgico Giuseppe Ciarrapico. E nel farlo descrive la Latina di quei giorni. Secondo me, la De Gregorio, mai avrebbe potuto immaginare che quella “melma riscattata” avrebbe fatto da terreno fertile per quello a cui si sta assistendo, da alcuni anni, nella cittadina un tempo chiamata Littoria e in particolare intorno al suo Tribunale. Oggi, a sentire chi è pronto a ribellarsi ai despoti organizzati che sembrano controllare il territorio e la Giustizia non certo giusta, quel fango nero di palude prosciugata, nel profondo del sottosuolo, genera ancora miasmi asfissianti. Leggete e avvicinatevi all’oggi grazie alla prosa elegante di Concita De Gregorio perché quello che vi testimonieremo (noi scriviamo con i piedi ma andremo, nei prossimi giorni, alla sostanza dei fatti), non ha niente di raffinato. Il Sistema Lollo (vedi post MA CHI È IN REALTÀ QUESTO ANTONIO LOLLO UN TEMPO MAGISTRATO A LATINA? – PERCHÉ NON SIANO VANI GLI SFORZI FATTI PER SMANTELLARE IL SISTEMA LOLLO – IL SISTEMA LOLLO (GIÀ GIUDICE A LATINA) È STATO SMANTELLATO?) ed altri “associati a delinquere” ha potuto radicarsi solo perché il sottosuolo quello era.

Mi piace poter, al momento opportuno, salire a bordo della Macchina del Tempo e andare a capire la genesi dei fatti. Perché le cose che si resiste a credere che accadono a Latina, intorno e dentro il suo Tribunale, invece non solo sono accadute ma continuano ad accadere. Ma più ci penso e più mi informano, quei fatti sconcertanti non nascono, come i fior, dal letame. Sono letame.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Il filmato aiuta ad avvicinarsi al mondo politico (in particolare gli ultimi venti minuti) di Latina che ha consentito, “distraendosi”, a che alcuni magistrati insediati in Tribunale, fagocitassero 800 aziende. Qualcuna di queste certamente in vera difficoltà o mal guidata. Le altre, vitali, perfino vere eccellenze, intrappolate scientemente per essere fagocitate dai mostri allevati da gente come l’ex giudice Lollo.

Spero che vediate con quanta cura e documentazione (anche prudenza) ci stiamo avvicinando al cuore di questa vicenda che ha, a dar retta alle carte, dell’incredibile.

Lo facciamo perché chi di dovere si renda conto, post dopo post, della gravità che ai nostri occhi avrebbe un’indifferenza a quanto stiamo cominciando a denunciare.

Se capiamo di complessità, il Caso Lollo, rivela infatti un sistema che farà impallidire qualunque altra vicenda similare abbiate avuto modo di conoscere. I Tribunali Fallimentari sembrano essere un vero fallimento e mi dicono che il Caso Lollo/Latina potrebbe essere paradigmatico per capire la vastità del tumore. Loro, i Tribunali, sono il cancro e non gli imprenditori che ci arrivano per avere giustizia.

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