Il Sistema Lollo/Latina continua indisturbato ad operare come Vanessa Mandara afferma?

Moventi adeguati” mi dico di cercare (come sempre si dovrebbe fare quando si è in presenza di aggressione criminale) per capire come sia possibile che uno come Antonio Lollo, già giudice a Latina, possa essere il capo pensante di una organizzazione tanto sofisticata e complessa come è quella che si ha la netta sensazione abbia avuto (o ancora ha?) la capacità di operare in quel territorio, scegliendo vittime e modelli criminali tali da non dare scampo, nel tempo, a decine di realtà imprenditoriali a suo tempo cadute nella rete.

Mi avvicino prudente (ormai chi conosce Leo Rugens sa che questo sta accadendo) al Sistema Lollo/Latina ma, al tempo, fortemente attratto da avvenienti che non possono essere lasciati senza esaustive risposte. Impossibile che il tutto sia solo frutto di una sacca malavitosa sviluppatasi nel Tribunale Fallimentare della città laziale. Sento odore d’altro e come spesso mi è accaduto, non credo di sbagliarmi.

In particolare sono attratto dalla vicenda giudiziaria, etica, morale, umana della imprenditrice Vanessa Mandara (una delle vittime della banda annidata nel Tribunale di Latina), vicenda che ho cominciato a studiare quale esempio emblematico di quanto, da alcuni anni, è accaduto e potrebbe continuare ad accadere lungo la Pontina, a prescindere dallo stop giudiziario circoscritto ad Antonio Lollo e a qualche suo complice minore.

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“Nasce su Facebook il gruppo “Vittime dell’ex giudice Lollo”, con la finalità di raccogliere testimonianze e supportare le vittime della corruzione nel tribunale di Latina. Si tratta, soprattutto, di imprenditori che si ritengono beffati dal comportamento dell’ex giudice. In particolare in riferimento ai procedimenti seguiti dall’ex giudice Lollo sia nella sezione fallimentare che nelle altre sezioni affinché possano emergere ulteriori fatti sfuggiti alle attuali indagini. «Spesso il giudice Lollo – si legge tra le informazioni del gruppo su Facebook – è intervenuto in molti procedimenti senza mai citare il suo nome nei verbali e siglando in maniera incomprensibile, preparando e pilotando le cause e facendo firmare i provvedimenti a colleghi più o (tutto da dimostrare) meno ignari. Facile che molte vittime ignorino tali interferenze che possono essere individuate solo con il confronto delle calligrafie dei verbali. Difficile anche per chi è incappato in questa banda trovare avvocati affidabili e non direttamente o indirettamente compromessi o condizionati dalla “cricca”». 

Gli iscritti al gruppo sono pronti ad incontrarsi ed a «promuovere azioni legali – scrive Vanessa Mandara – contro “il sistema Lollo”, ma non solo, anche per contrastare un sistema che continua indisturbato ad operare. Tanti nomi non sono emersi e anche questa è la nostra missione. Dobbiamo incontrarci per parlare della possibilità di iniziare un’attività congiunta di risarcimento del danno e anche di nullità perché l’ex giudice Lollo, reoconfesso, ormai è colpevole dopo il patteggiamento che gli ha riconosciuto una pena ridicola. Abbiamo la possibilità, riunendo le forze, di essere incisivi e decisivi in una vicenda vergognosa che non può finire a “tarallucci e vino”».

Il 23 agosto 2018, oltre un anno addietro, si poteva leggere sulla testata locale di Latina, quest’articolo/annuncio.  Sperando di non trovarsi davanti ad una ipotesi preveggente (…una vicenda vergognosa che non può finire a “tarallucci e vino”), Leo Rugens, sia pure nella sua marginalità e ininfluenza (ma per altri versi blog notorio per capacità di addentare e non mollare la presa come si è visto accadere con personaggi di ben altra levatura che il Lollo), ha deciso di tenere un diario degli avvenimenti avendo come “Orizzonte e Stella Polare” oltre la Giustizia Giusta, proprio questo testo in cui la signora Mandara, coraggiosamente, afferma che ha intenzione di contrastare, con tutte le sue forze, un sistema che continua indisturbato ad operare. Mi andava di scrivere che Vanessa Mandara, per quello che vale questo annuncio, non è più sola e che la sua volontà di fare chiarezza e contrastare questa atipica ma radicata e violentissima Mafia, da oggi diventa anche la nostra.  E forse di qualche altro.

Comunque come diceva mio padre Giovanni, mo’ vediamo.

Oreste Grani/Leo Rugens e la Redazione tutta

P.S.

Ma questa Latina non doveva essere un’oasi felice? Anche di questa superficialità professionale ci stiamo per cominciare ad interessare. Dovessimo trovare risposte ai moventi adeguati?