L’evasione? Non esiste. Il riciclaggio? Fate voi. Ma dopo aver letto i numeri – Il Grande Giocatore

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Nel 2018 l’azzardo legalizzato ha garantito allo Stato entrate per oltre 10 miliardi di euro. Il 47,2% deriva da “macchinette”. I dati sono certificati dal Mef, in allegato al Documento di Programmazione Economica 2019.

A fronte di queste entrate, il movimento di denaro, in sostanza le cifre giocate dagli italiani nel 2018 ammontano a circa 106 miliardi si di euro. 

Follow the money, si usa dire con enfasi nei convegni e nei memoriali. Salvo poi fottersene bellamente quando c’è da seguirlo davvero.

E qui veniamo alla questione, perché il gioco sarà pure la tassa degli imbecilli (lo disse il Giusti, non Cavour!), ma noi imbecilli non siamo. O, almeno, non aspiriamo ad esserlo.

Scrivono i tecnici del MEF: «Nel settore legale dei giochi non si riscontrano fenomeni di evasione fiscale correlati, giacché il necessario collegamento al “Totalizzatore nazionale” (per l’esercizio delle scommesse), ovvero alla “Rete telematica” (per la gestione degli apparecchi con vincita in denaro), consentono il riscontro – pressoché in tempo reale – dei volumi di gioco/scommesse praticati nelle singole tipologie esercitate dai concessionari e, quindi, della base imponibile soggetta a tassazione nonché dei versamenti dovuti ed eseguiti dai singoli soggetti d’imposta».

 

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Bene. Ma non stavano proprio discutendo di questo, nella bozza di decreto fiscale? Ovvero di misure contro l’evasione e di agenti sotto copertura da inviare nelle sale e nei bar per giocarsi (altri soldi pubblici, tanto ne abbiamo!) fino a 100mila euro l’anno?

Per «prevenire il gioco minorile» (ndr: ahhhh!) e, testuale, «contrastare l’evasione fiscale e l’uso di pratiche illegali»? (Fonte: Dl fiscale, per prevenire il gioco minorile arriva l’agente sotto copertura)

E così si arriva al documento di programmazione, dove nell’allegato suddetto leggiamo (occhio ai corsivi, tutti nostri): «tenendo separate le questioni afferenti al riciclaggio e alla possibile infiltrazione criminale nel circuito dei “Giochi pubblici” (fenomeni tenuti sotto controllo da tutti i soggetti istituzionalmente deputati), nel circuito permangono aree di evasione connesse all’esercizio illegale delle diverse attività di gioco».

E a chi si riferisce quel «tutti i soggetti istituzionalmente deputati»? Le istituzioni, ovviamente. Ma anche i privati concessionari: se il controllato è anche il controllore che cosa accade? 

Niente. Non accade niente. 

Come dire: il riciclaggio, se c’è, non ci riguarda. E tu, Umile Giocatore non  seguire il fiume di denaro, ma i suoi rivoli. Accontentati e sarai accontentato.

 Da qui la chiosa fiabesca del MEF:

«Il gioco che si realizza attraverso gli apparecchi da gioco con vincita in denaro (ndr: slot e VLT) contribuisce in modo consistente alle entrate erariali nel settore dei giochi».

E vissero tutti felici e contenti.

Il Grande Giocatore

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