Dafne chi era costei? L’onomastico, comunque, si festeggia oggi, 19 ottobre

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Sono responsabile, nel bene e nel male, di tutto quanto accade dentro questo luogo telematico. Mi piace ribadirlo ad ogni vigilia di fatti sostanziali o formali che riguardano la vita del blog. Che in un certo senso è divenuto una sola cosa con la mia. Doverosa premessa.

La questione LinkCampus/Giuseppe Mifsud/Vincenzo Scotti e l’interazione stretta tra alcuni del M5S (il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, in particolare, per la funzione plurima svolta, in questi anni, da entrambi di bonding, brinding, linking con l’ambiente che faceva capo a Scotti e al suo strumento relazionale) assume, di ora in ora, significati sempre più complessi oltre a quelli “complicati”, già noti, che spero non debba faticare a ricordare/descrivere in quanto sotto gli occhi di tutti. Loro facevano casino (ed altro) con la Link (forse credendola un luogo autorevole a dal positivo effetto alone?) e noi, inutilmente, passavamo il tempo ad avvertirli che avrebbero pagato pegno altissimo. Loro (e quindi Di Maio/Tofalo) sono ciò che sono (potenti e determinanti per la collettività) e noi, viceversa, altro. Cioè ininfluenti e marginali. Comunque altro, caro Tofalo, che invidiosi o concorrenti.

Oreste Grani/Leo Rugens   

P.S.

In greco daphne significa “alloro”. Nome mitologico: Dafne era la ninfea amata invano da Apollo, Zeus la trasformò in albero d’alloro.

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SONO LA FONTE DAPHNE E CON ME AVETE CHIUSO

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Riceviamo e pubblichiamo (con qualche imbarazzo):

“Sono Daphne, collaboratrice una tantum (non per i soldi perché neanche mi avete offerto un cappuccino) che aveva scelto tale pseudonimo in omaggio a Daphne Caruana Galizia uccisa il 16 ottobre 2017 a Malta (chi se la ricorda più povera donna coraggiosa come tra un po’ nessuno si ricorderà di Jan Kuciak?) e sono seccatissima per come avete trattato le mie anticipazioni su cosa si stava apparecchiando dalle parti (non cosa minore) del M5S, rispetto ai legami che sempre più mi apparivano esistere e rafforzarsi con la Link Campus University.

A cosa pensate mi stessi riferendo quando vi segnalavo/scrivevo di Vincenzo Scotti, di Joseph Mifsud, di tale Maurizio Venafro e dell’avvocato Amara (quello arrestato da poco con tale Ezio Bigotti) e, soprattutto, della meravigliosa e vastissima sede  di cui vi avevo segnalato la vastità immobiliare che, dopo aver lasciato macerie a Via Nomentana, qualcuno aveva deciso potesse essere data in affidamento (how much money?) a quella centrale di complessità (vi piace come definisco un luogo dove entrano ed escono vecchie glorie dello spionaggio internazionale a volte anche di profilo discutibile?) passate, presenti e, temo, vista la considerazione in cui quel luogo di formazione e di legami internazionali è tenuto dai dirigenti pentastellati, anche future?

In Leo Rugens vi auto descrivete tanto attenti e lungimiranti (anche per questo vi avevo scelto – era l’ 1 novembre 2017 – come buca delle lettere) ma in questo caso (vedrete se mi sbaglio e quanto LINK, vero hub, logistico ed intellettuale, si dimostrerà al centro di questioni che, al quel punto, sarà tardi definire delicate e gravi nelle loro implicazioni) siete stati delle vere e proprie pippe. Ve lo avevo detto 95 (!!!) giorni prima che la Link era da tenere d’occhio e che sarebbe stata al centro di cose che certamente non posiamo chiamare “girare pagina”. Anzi! Mi sembra che ci si trovi di fronte ad un gattopardismo abile ma nella piena tradizione di questo nostro Paese  sempre di più senza futuro se non quello che i gattopardi decidono che debba avere.  Dovevate essere più espliciti (come in altri casi siete stati) e fare in modo che l’amica rete facesse il resto. Invece avete scelto, con eccesso di prudenza, un basso profilo, prudenza che adesso, a frittata fatta, ce la facciamo fritta. Inoltre una frittata, ri-fritta, poterebbe divenire indigesta e vi sconsiglio di provarci. E andata, ma con me avete chiuso”. 

Daphne.

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La signora ha ragione e le cose stanno sostanzialmente così. Sono in forte imbarazzo per non aver saputo utilizzare al meglio ciò che sapevo da sempre (la prescrizione salvò Vincenzo Scotti e Agazio Loiero dalla vergogna di una condanna per peculato a danno del SISDE, struttura d’intelligence che doveva essere utilizzata per altre finalità che fare la campagna elettorale per i politici di turno) e ciò che lei, con sensibilità, mi suggeriva.

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Dovevo ricordare inoltre che i più qualificati (e stimatissimi in Italia e nel Mondo) relatori del convegno (23 marzo 2012) sui fondi europei legati alla sicurezza (i fondi sono il vero movente di quanto accaduto anche in queste ore in Slovacchia) mi posero la condizione, per collaborare, di non sentire neanche nominare la LinkCampus e l’ambiente internazionale che intorno le ruotava. E non solo perché amministrativamente inadempiente con i collaboratori. Dopo gli stimoli di Daphne, dovevo essere più risoluto e con 95 giorni a disposizione vedere di suggerire maggiore attenzione nel legarsi (o, semplicemente, dare segnali ad ambienti che anche di segni vivono) a Vincenzo Scotti e a chi aveva ritenuto quel luogo didattico consono a cambiare il paradigma culturale che connota, da decenni e drammaticamente, i nostri servizi segreti e la nostra politica della difesa. Perché la questione di LinkCampus, come matrice formativa o come luogo dove esercitare docenza, potrebbe  riguardare più di un esponente di rilievo del M5S. E se su piccoli numeri (il Governo fra ministri e sottosegretari poche decine di persone sono) ci si dovesse trovare a percentuali alte, non potrei mai più spacciarmi per uno che sa estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede e, spento, seduta stante il blog, dovrei onestamente aspettare l’impari scontro con il granchio di ferro.

Oreste Grani


JOSEPH MIFSUD È IL LINK (CAMPUS) TRA TRUMP E PUTIN – BEL COLPO VINCENZINO!

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… proprio questa mattina ho avuto occasione di conoscere la novella sede della sua [Vincenzo Scotti ndr] creatura, la famigerata Link University, ed ho saputo che ha vinto un bando per l’assegnazione di uno spazio (pubblico), enorme (quasi 10mila metri quadri di immobili, su 4 ettari di terreno) e bellissimo, in Via del Casale di Pio V (vicino a Piazza Carpegna), che era nella disponibilità della Regione Lazio; ho anche saputo che lavora con la Link un personaggio discretamente chiacchierato – anche se pare uscito indenne dalle indagini della magistratura – ovvero quel Maurizio Venafro, già a Capo di Gabinetto del Presidente Nicola Zingaretti… […] Mi limito a segnalare che si tratta della ex sede dell’Ipab regionale “Sant’Alessio” (alias “Centro Regionale S. Alessio – Margherita di Savoia per i ciechi”), ed evito ulteriori insinuazioni…

Maurizio Venafro, altro che chiacchierato: “secondo i pm avrebbe «percepito 72 mila euro da società riconducibili all’imprenditore Fabrizio Centofanti (anche lui indagato), espressioni della Energie Nuove Srl, in concorso con Amara, titolare di Dagi Srl».” 23.10.2017 fonte il Messaggero

In confronto a un ruba galline come Venafro, Joseph Mifsud, il maltese, è un gigante se risulterà vero che, come sostiene l’FBI, sia l’anello di congiunzione tra Trump e Putin. Il fatto che li unisce è tuttavia quella “famigerata Link Campus” della quale il maltese è un pezzo da Novanta:

lo studioso che avrebbe offerto ai collaboratori del futuro presidente Trump migliaia di e-mail hackerate di Hillary Clinton, sorride gentile e sornione: “Sorry, sono in silenzio stampa a Londra e anche in Italia”, dice osservando il telefono che s’illumina ogni istante di chiamate senza risposta. Lo cercano da mezzo mondo. “E io mi sono nascosto nel mio ufficio”, sorriderà un’ora dopo l’inizio dell’intervista che non avrebbe voluto concedere, salutando gli altri docenti della Link [Campus ndr] University di Roma in cui presiede il corso di Relazioni internazionali. […] Joseph Mifsud è il docente maltese – che secondo quanto trapela dall’inchiesta sul Russiagate – avrebbe avvicinato George Papadopoulos, consigliere di Trump durante la campagna elettorale, aprendogli le porte del Cremlino per un incontro tra lo stesso Trump e Putin; e offrendogli il ” dirt”, le informazioni infamanti, raccolte dai russi sul conto di Hillary. “Sciocchezze. L’amicizia è amicizia, ma quello che ha raccontato Papadopoulos non è vero”, dice Mifsud. “Tutto quello che ho fatto è favorire rapporti tra fonti non ufficiali, e tra fonti ufficiali e non, per risolvere una crisi. Si fa in tutto il mondo. Ho messo in contatto think- tank con think- tank “, gruppi di esperti con altri esperti, dice.

Mifsud calca da anni il palcoscenico culturale nazionale se nel 2009 diviene Presidente del Consorzio universitario di Agrigento; non abbiamo notizie di che cosa abbia combinato da quelle parti, salvo che si esprimesse in un ottimo italiano e propugnasse una apertura ad ambiti internazionali da parte del Consorzio.

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Che il maltese orbiti intorno alla “Link” non vi deve suonare strano se considerate che:

La Link Campus University of Malta è stata fondata nel 1999[8] come filiazione italiana dell’Università di Malta[4][9] ed è autorizzata dal 2007 a rilasciare titoli ammessi al riconoscimento.[10]

Il 20 Ottobre 2004, il quotidiano Milano Finanza ha pubblicato la notizia che CEPU aveva acquisito il 51% del controllo della società di gestione della Link Campus University of Malta.[6][11]

Dal 2011, con decreto ministeriale n. 374 del 21 settembre 2011[12] ha cessato l’attività come filiazione italiana della University of Malta e, prendendo il nome attuale, è diventata un’università non statale legalmente riconosciuta nell’ordinamento universitario italiano.

Si aggiunga che il suo fondatore, Vincenzo Scotti: “cofonda, assieme a Luciano Consoli (in area D’Alema), “Formula Bingo”, società nella quale è presidente, che svolge consulenze per l’apertura delle sale bingo… Scotti è anche presidente di Ascob, l’associazione dei concessionari. È lo stesso Scotti, infatti, che, in Senato, preme per rendere abusive le tombole nei circoli e consentire l’introduzione di slot machine e videopoker.” Nel curriculum, Scotti vanta anche l’essere stato “Rinviato a giudizio per peculato e abuso d’ufficio per lo scandalo Sisde, le accuse penali sono poi decadute per sopravvenuta prescrizione. La Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all’ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri.

BINGO!!!

Giratela come volete, “famigerata” è termine forse inadeguato per descrivere la complessità di un luogo dedicato alla formazione di aspiranti operatori di intelligence, come li intendiamo dalle nostre parti. Se poi l’FBI stabilirà che il maltese sia l’autore dei gravissimi atti dei quali lo incolpano, allora riteniamo indispensabile che il COPASIR intervenga lestamente, conflitto di interessi o meno.

Daphne

Nota della redazione

Una nuova collaboratrice si affaccia al blog e in onore della coraggiosa Daphne Caruana Galizia, anche lei maltese, che coincidenza, ha deciso di assumerne il nome come firma.