Niente mafia: lo avevamo detto sin dal 4 dicembre 2014

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Ora che la sentenza tombale della Cassazione è uscita, scrivere che, fin dal 4 dicembre 2014 (e date a seguire) ve lo avevamo detto, è troppo troppo troppo facile. Eravamo tentati di lasciare perdere ma siccome sono un marginale e ininfluente vecchio blogger almeno lasciatemi questo ininfluente e marginale gusto: lo avevo detto. Criminali violenti ma non mafiosi. Soprattutto se non ci dite chi ha protetto, per anni, Massimo Carminati è come se non fosse successo nulla, a Roma e in Italia. Il solito esagerato? Vedremo un giorno e allora sì che potremo scrivere: ve lo avevamo detto. Speriamo che accada prima di essere trapassati.

Oreste Grani/Leo Rugens


E SE AVESSE RAGIONE GIULIANO FERRARA? DETTO DA LEO RUGENS È IL MASSIMO

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In questo post ci sono alcune affermazioni che io  stesso ho voluto rileggermi. La prima (forse la più intrigante) è che qualcuno fermo l’ipotesi della candidatura di Franco Angioni (generale e non prefetto) a sindaco di Roma. Quell’idea geniale venne ad Antonio De martini che non può non ricordare come andò che quella vicenda alla fine non andò.

La seconda è che alla luce di come si è deciso di non sciogliere il Consiglio Comunale di Roma e di andare a nuove elezioni, la tesi di Giuliano Ferrara continua ad avere una sua validità. Questi arrubbavano facendo anche i malandrini prepotenti  ma non avrebbero mai osato uccidere (per conto di terzi) il gen.Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Al massimo, Carminati, in gioventù, potrebbe essere stato capace di favorire l’uccisione di Carmine Mino Pecorelli e Buzzi uccidere uno con cui discuteva di soldi. Pardon, Carminati fu assolto dall’accusa di aver ucciso il fondatore/direttore di OP. Chissà come va a finire questa volta?

Oreste Grani/Leo Rugens.

6/9/2015: come passa il tempo quando si è anziani!




Semel in anno, anche l’ex agente della CIA, già funzionario del PCI, già studente diligente nelle scuole moscovite, già consigliere (doppiogiochista) di Craxi, già ministro della Repubblica con Silvio Berlusconi e Cesare Previti, ne dice una vera o, comunque, una che si potrebbe avvicinare alla realtà.

L’articolo dell’Elefantino di oggi sul Il Foglio, coraggiosamente, sostiene che ci si trova di fronte a una eccessiva valutazione del peso dell’inchiesta Carminati/Buzzi in cui i due ex galeotti, vengono presentati come i capi di una Cupola Mafiosa. Anzi, l’Elefantino dice che è tutta una bufala. Cosa io pensi di Carminati, dei Mokbel e compagnia cantando, lo si può dedurre da una attenta lettura di tutti i miei post. Che il problema di Roma sia ben altro che mettere in galera, oggi a buoi scappati, i 139 (più, in arrivo, altre decine di “mariuoli”) lo penso da sempre e in modo particolare da quando fui d’accordo con la preveggente geniale pensata di Antonio de Martini di eleggere, a Sindaco di Roma, il Gen. Franco Angioni, fresco reduce, in quel momento, dalle complessità della guerra nel Libano e stimato, positivamente dal 90% degli Italiani. Se lo avessero lasciato fare, De Martini, con il suo sindaco atipico, Angioni, ci avrebbe evitato l’amico Francesco Rutelli, Walter Veltroni e, soprattutto, Gianni Alemanno. Un giorno varrebbe la pena di capire chi fermò il binomio De Martini/Angioni e come avvenne lo stop.

Torniamo alle cupole che a Roma (parliamo di quelle delle chiese cristiane, della Sinagoga, del Panteon, dei palazzetti dello sport), sono più di ottocento.

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Segnaliamo, in mero spirito di servizio, che la Coop 29 Giugno aveva un vero amico/sponsor proprio nel giudice scrittore Giancarlo De Cataldo, giustamente citato dal Foglio. Il massimo esperto di Carminati e della ex Banda della Magliana, curava una rubrica sul “magazine” della 29 giugno. Cosa sorprendente, alla luce degli avvenimenti come si presentano, oltre ogni ragionevole volo di fantasia.

Eppure è così!

Di seguito il link per leggere il pezzo magistrale di Giuliano Ferrara.

Oreste Grani/Leo Rugens

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