La Centralità tecnologica di Mazara del Vallo. La località è in Sicilia

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Qualche tempo addietro (non mi dispiace quando mi posso permettere di scrivere così, avendo – di fatto – sconfitto il granchio di ferro da quella data ad oggi) ho lasciato in rete un suppostone (era formato da più post) che ragionava della centralità della Sicilia. Confermo quanto detto e vorrei saper scrivere ben altro. Comunque, per cultori (ormai otto gatti e non più i soliti quattro) delle cose di questo blog, è arrivato il tempo di lasciare scritto qualcosa di meno marginale e ininfluente. Anzi, ad essere meno ipocriti, per il mio piacere, lascio un indizio che ribadisca “la centralità della Sicilia” ma letta e vista da un’altra angolazione. E, dopo aver lasciato questa traccia di natura tecnologica, il bello sarà aspettare speranzoso che qualcuno che ne sa più di me (cosa semplice a verificarsi) aggiunga altro. Altro utile per tanto a ritornare a riflettere sulla centralità, non solo culturale, della Sicilia nel Mediterraneo. Centrale oltre che nel Mediterraneo.  

Ho letto che a ottobre del 2013, Snowden (vi ricordate di lui e del suo gesto iconoclastico?) rilasciò una nuova notizia che, questa volta, coinvolgeva l’Italia. Lo spunto viene rapidamente recuperato dai periodici «l’Espresso» e «il Mattino di Sicilia».

Lo scoop interessava Mazara del Vallo, dove afferiscono nove tra i più importanti cavi sottomarini internazionali, tra cui quello che rappresenta il più alto livello di criticità: il SEA-ME-WE 3 (South-East Asia – Middle East – Western Europe 3). Completato nel 2000, oltre a essere il cavo più lungo del mondo con i suoi 39.000 Km, è capace di trasportare 960 Gbit/s e collega numerosi paesi del Nord Europa al Medio Oriente, fino al Sud-Est asiatico. Alla sua realizzazione hanno partecipato ben 92 operatori di telecomunicazioni anche se, attualmente, è gestito da Singtel, un operatore di proprietà del governo di Singapore.

ventimila cavi sotto i mari

La notizia rivelata da Snowden è riconducibile alla scoperta che la Nsa e il Gchq, da tempo, analizzerebbero i dati che vi transitano. Al Clp siciliano approdano molteplici cavi: Columbus-3 (proprietà di Telecom Sparkle) che dal 1999 trasmette dati dagli Usa attraverso la Spagna e il Portogallo; Didon (gestito da un consorzio italo-tunisino, con la partecipazione di Interoute) che collega Mazara alla Tunisia; GO-1 Mediterranean Cable System che collega la Sicilia a Malta; Hannibal (gestito da Telecom Tunisia) che dal 2009 collega Mazara alla Tunisia per ben 178 km; Italy-Lybia (proprietà di Telecom Italia Sparkle e della Libya International Telecommunications Company) il submarine cable di 570 km che collega la costa siciliana con quella libica; Janna, risalente al 2005, che collega il Clp siciliano con Cagliari, Olbia e Civitavecchia. Anche in questo caso, la realizzazione è stata effettuata da un consorzio di imprese pubbliche e private, tra cui, ancora una volta, Interoute. Infine, troviamo il Lev Submarine System (realizzato nel 1999 e proprietà di Telecom Italia Sparkle) che con i suoi 2.600 km collega il nostro paese con Israele (Tel Aviv), passando per Cipro. Da questi dati possiamo immaginare quale sia il valore, soprattutto in termini strategici, dell’approdo di Mazara del Vallo.

Non a caso, secondo Kevin Summers, direttore del Submarine Telecoms Forum, «avere un approdo in Sicilia vale oro». Secondo le rivelazioni di Snowden citate nell’articolo del settimanale, l’agenzia di intelligence di Londra avrebbe intercettato 600 milioni di telefonate al giorno (200 miliardi di conversazioni per anno), solo sui cavi SEAME-WE 3, SEA-ME-WE-4 e il Flag Europe-Asia (Fea). La Nsa ha parzialmente ammessi di aver condotto intercettazioni di dati circolanti nei cavi sottomarini italiani, ma in funzione del suo principale obiettivo, che «ha come unico scopo la lotta al terrorismo».

Quei dati non servono solo a questo sia pur nobile scopo e avrei voluto che i 50 parlamentari del M5S, eletti in modo trionfante, con percentuali che avrebbero dovuto stupire e rassicurare, solo nella primavera del 2018 (e sembra invece essere  passato un secolo), avessero avuto maggiore attenzione a queste diverse e tutte importantissime “centralità”, scoprendo il valore culturale e geopolitico della propria terra e conseguentemente organizzandone una valorizzazione all’altezza, ad esempio, anche di questo indizio che può sembrare cosa minore: partono ed arrivano in Sicilia i cavi vitali per lo svolgersi la vita stessa del Pianeta così come lo conosciamo. Senza l’approdo all’HUB Trinacria nulla sarebbe possibile.

cavi sub

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Di chi è SINGTEL di Singapore?

Telecom Italia Sparkle cos’è e da chi è controllata?

Ma il valore di questa “miniera d’oro” che giace nel profondo del mare a chi porta giovamento ? E a quali condizioni?

P.S. al P.S.

I dati “centrali” di questo post provocatorio/esca sono tratti da un pregevole articolo di Antonio Teti comparso sul trimestrale Gnosis Rivista Italiana di Intelligence nel 2014: Spionaggio sottomarino: attività di intelligence e siti segreti.

LA CENTRALITÀ DELLA SICILIA NEL RAPPORTO CON LA LONTANA CINA