TokTok-riskhaw, le ambulanze delle manifestazioni irachene

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Tutto è andato come da copione. Giovedì sera, 24 ottobre, le persone hanno cominciato a radunarsi a Baghdad in piazza Tharir, in attesa del 25 ottobre, giorno della manifestazione generale indetta dal Comitato centrale per coordinamento delle proteste che tramite blog sensibili al tema e a quelli degli attivisti avevano pubblicato anche una serie di indicazioni sul comportamento da tenere e un invito ai professionisti di ogni ordine e grado di astenersi dal lavoro. Una sorta di chiamata allo sciopero nazionale.

A differenza della prima ondata di manifestazioni, questa volta c’erano ordini precisi sul mantenimento della connettività alla rete internet e il divieto di utilizzo della forza contro i manifestanti. Nel governatorato di Bassora, il governatore ha chiesto alla sicurezza di spogliarsi delle armi di fronte ai manifestanti. Di fatto la rete internet è stata rallentata e sono morte molte persone anche oggi. Addirittura ci sono stati manifestanti che hanno arrestato persone che dal flusso delle proteste cercavano di uccidere uomini della sicurezza con colpi di armi da fuoco.

Il timore è infatti che infiltrati agiscano per far precipitare quella che è una situazione tesa scatenando un fuoco diretto tra chi scende in piazza e le forze di sicurezza.

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Anche il Comitato si è espresso in maniera netta: fuori i politici dalle nostre manifestazioni, primo tra tutti Moqtada al Sadr che è stato il primo a appoggiare i manifestanti.

Il Comitato ha detto che non permetterà a nessuno di appropriarsi di un qualcosa che non è politici ma è sociale: le manifestazioni. Canti si sono uditi contro Faleh al Fayyad, capo delle PMU (Milizie popolari irachene).

Nel frattempo i funzionari politici, vista la mala parata hanno deciso di inviare le loro famiglie al sicuro all’estero. Nei Paesi vicini. Segno questo che ci si aspetta un lungo braccio di ferro con il governo.

Adel Abdul Mahdi, primo ministro, mentre in piazza a Bghdad, Dhi Qar, Bassora, Mysan, Muthanna, Bassora erano in corso gli scontri tra manifestanti e forze della sicurezza, che hanno usato abbondante gas lacrimogeno tanto da soffocare la gente in piazza, è apparso in diretta tv davanti alla nazione. Un lunghissimo discorso in cui ha definito la crisi di un regime che politica e forze dello stato non hanno capito a differenza della popolazione; principale obiettivo è ora assicurare libertà, sicurezza e servizi basandosi sui principi costituzionali abilitando il Freedom Act; a lavoro su emendamenti ministeriali per abolire quote e concentrarsi su competenze, giovani e donne oltre che sulla creazione di posti di lavoro; Consiglio Giuridico supremo formerà Corte centrale per la lotta alla corruzione. E ancora  accordo per rivedere il funzianamento e il costo dei  tre uffici di presidenza per renderli più efficaci e meno costosi. Resta tuttavia contrario alle dimissioni del governo che senza alternativa costituzionale lascerebbero il paese nel caos.

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Il risultato della giornata, della rivoluzione del 25 ottobre, questo è l’ashtag delle manifestazioni irachene,  è che ci sono stati nuovamente dei morti e dei feriti, l’ultimo censimento di giornata ma non certamente quello definitivo parla di 21 morti e 1779 feriti accompagnati in ospedale dai TokTok-riskhaw. Ci sono interi video on line che mostrano queste ape car modello indiano, formato famiglia, correre avanti e indietro per la città portando i feriti in ospedale. Le uniche a fare servizio pubblico, una forma di resilienza anche nel soccorrere i feriti laddove le ambulanze non arrivano e se arrivassero sarebbero comunque in ritardo.

Gertrude Bell e Elijah Baley

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