Nelle salde mani di Luigi Di Maio (e dei suoi fedelissimi) il M5S tende a zero. Forse è ora di cacciarlo

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Il grande dissipatore di valori etico-morali Luigi Di Maio, rivelatosi esclusivamente un  abile piazzatore, ovunque gli fosse possibile, dei suoi fedeli compagni di gioco e di seminfanzia, ha colpito ancora (temo in modo definitivo) il sogno di cambiamento degli italiani che gli avevano affidato, solo il 4 marzo 2018, in 11 milioni, il proprio futuro.

Come da tempo non sospetto ormai affermavo, il M5S, lasciato nelle mani di questo ragazzotto (è un reato dare del ragazzotto ad un ragazzotto senza arte ne parte?) tende a zero (meno dell’8% in Umbria provenendo dal 28% del 2018 come lo chiamate?) e spalanca la strada ad ogni avventura possibile. Di quanto Far-ne-si-na Far-ne-si-na aveva “ricevuto in dono” rimangono infatti solo le prebende per i suoi amici messi a fare i ministri, i sottosegretari o i dirigenti di qualcosa di attinente alla cosa pubblica.

E, cosa ancor più grave, la sicurezza nazionale. A cominciare da Angelo Tofalo.

Tutti straordinariamente ben retribuiti. Di fronte a questo disastro, evitiamo rivendicazioni di “proprietà” sancite da contratti anti costituzionali: a casa subito, a cominciare dall’usurpatore parcheggiato al Ministero degli Esteri. Salviamo il salvabile (c’è una parte onesta e tradita anche tra i 300 parlamentari del MoVimento) e organizziamo il futuro prossimo di ciò che avanza del mondo a cinque stelle, tornando a pensare al bene del Paese, motivo per cui, un decennio addietro, era nato il MoVimento.

Il futuro remoto della Repubblica va individuato dopo ragionamenti coraggiosi (sempre mancati nel MoVimento fino a non avere sedi reali dove effettuarli!) a sfondo politico-culturali preparandosi ad uno scontro che potrebbe risultare anche molto molto duro. Che Conte rifletta (da alcune ore sotto attacco velenoso sul piano personale essendo stato individuato e denunciato dalla stampa estera – Financial Times – un macro conflitto di interessi in cui anche lo Stato Vaticano risulterebbe coinvolto) che se uno dice che vuole cambiare e poi accetta di avvallare, come esempio di “personalità di altissimo spessore professionale”, donnette e ometti quali quelli che ha accettato di guidare nel Governo BIS, si era predisposto a raccogliere tempesta. Tempesta che ora lo travolgerà a prescindere da quanti palleggi consecutivi sappia fare o meno. Vi avevamo detto che la specializzazione vera di Giuseppe Conte era il calcio, sia quello discusso al bar che quello giocato sui campetti dei circoletti, ed ora siamo confermati nel nostro giudizio. Conte è inoltre, personalmente, come ho accennato, sotto attacco dei soliti ambienti internazionali che sanno aspettare al varco la nostra Italietta per mangiarsela (quel che avanza) pezzo a pezzo. E in un Paese normale, tra poche ore, il Premier potrebbe essere costretto alle dimissioni lasciando la Patria allo sbando. Forza e coraggio, amici miei, la Repubblica è in pericolo e la parola (Gianfranco Pansa ipotizzava perfino una guerra civile) si fa profezia. Conte ha inoltre rilasciato dichiarazioni al COPASIR. Vediamo di non dimenticarlo. Casini su casini.

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Si mette male e il tappo artatamente costruito sin da quel non arrivare a Roma quella sera (Rodotà-Rodotà) di Beppe Grillo, è saltato. La funzione di pompieraggio del M5S dimaista si è esaurita e l’avventura anche per l’Italia (dopo mezzo mondo) è dietro l’angolo. Non doveva finire così. E soprattutto spero che in tanti pensiate che gli usurpatori/dissipatori/appropriatori (la Carta Costituzionale non la si può usare come quella igienica) non devono cavarsela lasciandogli il tempo di piazzare centinaia e centinaia di culi di amichetti su poltrone delicatissime per la sicurezza nazionale. Tema che cominceremo a trattare nei prossimi post.A cominciare dalla Cyber Security.

Per ora cominciamo a chiedere l’azzeramento (a furor di popolo pentastellato sopravvissuto) del vertice dimaista. Azzeramento senza se e senza ma. Come si fa con i traditori. Chissà se è un reato dare del traditore ad un traditore?

Oreste Grani/Leo Rugens