Non è mai troppo tardi. Certo che James Dean era meglio di Alberto Manzi

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È una elegante citazione quella di Rebel Without a Cause che compare su NEXT. Il giornalista utilizza il titolo originale del film di Nicholas Ray del 1955, con James Dean, che in Italia è noto come Gioventù Bruciata per inoltrarsi su un terreno particolarmente drammatico per il futuro di questo nostro già travagliato Paese. Nel pezzo si dice inoltre:

“Come il protagonista anche alcuni parlamentari del M5S ultimamente hanno tanta voglia di ribellarsi, ma non si capisce bene né per cosa né contro chi. Chi sono questi ribelli senza causa? Ad esempio quelli di cui parlava sabato Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: ex ministri, e soprattutto ex ministre, del governo gialloverde che da quando il M5S si è alleato con il Partito Democratico hanno scoperto un’irresistibile voglia di denunciare quello che non funziona e che non va nel MoVimento”.

E via così.

Alberto Manzi

Forse (anzi, certamente), signori di NEXT, qualcuno arriva tardi a saper manifestare il proprio dissenso ma certamente non si può, per questo ritardo, rimuovere la sostanza delle critiche e la loro oggettiva gravità.

Intendendo (peccato che non sappia scrivere come il delicatissimo argomento meriterebbe) anche dei comportamenti del gruppo dirigente (il boss e i suoi bossetti) che si sono, un giorno, impadroniti del MoVimento e, da quella data, adoperati solo ed esclusivamente per radicare il loro controllo. Questa del controllo (oltre a tutto in una struttura ideata secondo canoni ferrei e funzionali a che non si possa sviluppare senso critico e percezione di cosa accada in un labirinto ideato appositamente perché si rimanga intrappolati senza “altezza” sufficiente a che si veda cosa accade oltre la siepe) spero si sappia, è la scienza di tutti gli usurpatori e tirannelli. Loro fanno full time questa attività e tu povera pecora puoi solo belare (e pure part time) perché nessuno, reclutandoti, ha messo in moto processi formativi a che tu potessi sviluppare senso critico.   

E se anche fosse che uno arriva tardi a capire che razza di dissipatori e oligarchi siano  Luigi Di Maio e i suoi amichetti (solo di adolescenza spensierata?), questa consapevolezza, maturata in ritardo, avrebbe meno valore?

tosatura pecore

E se il clima di controllo organizzato, modello STASI (con le debitissime differenze ovviamente), scientemente costruito, da una certa data in poi, da alcuni rispetto ad altri, avesse generato solo ora la nausea di cui parla il senatore Mario Michele Giarrusso, sarebbe una colpa arrivare a ribellarsi? Ma cosa scrive questo NEXT? Siccome la Casaleggio (ed altri) si inventano il tosaggio (altra attività prevista con un gregge) il ribellarsi è disdicevole e non il tosare perché i parlamentari della Repubblica non abbiano, in proprio, il denaro per far stampare un volantino o indire un convegno? Ma veramente vi sentite di dare ragione a questi furbi costruttori di idrovore di denaro pubblico e non a chi, sia pure in ritardo, alla fine, esasperato, si ribella?

Ma in un luogo politico dove nessuno ha speso un centesimo di euro per reclutare, selezionare e formare  il gruppo umano destinato “a cambiare il mondo” veramente vi meravigliate che i “parlamentari/pecore” (così li volevano per tenerli a bada) non abbiano saputo organizzarsi “in tempo” per esprimere il loro dissenso?  Ma in un luogo fatto di piccole conventicole, avvelenato da maldicenze e pettegolezzi come mai si era visto nelle Repubbliche precedenti, “comitive” avvezze a stili di vita perfino troppo intimi, veramente pensate che sia facile esprimere la propria opinione? “Non è mai troppo tardi” (trasmissione televisiva del 1960, nata, cinque anni dopo quel James Dean) di Oreste Gasperini, Carlo Piantoni ed Alberto Manzi, è stata la testimonianza, nel titolo e nella sostanza, che, appunto, non è mai troppo tardi per uscire dall’analfabetismo (in cui vi volevano artificiosamente tenere) politico e che “ribbbbbellllarsi è giusto”. Anche se in ritardo. Quello che non è giusto è difendere, anche con gli sfottò in rete (oggi è il 50° di internet e il mondo telematico si meriterebbe di più che queste ironie su chi non ha saputo fermare, in tempo, il complotto dei ragazzotti dimaisti), lo schifo (“da vomito” ha ragione il sen. Mario Michele Giarrusso) dell’appropriazione indebita della speranza  (questo hanno fatto Di Maio e i suoi) in una Repubblica più giusta e più pulita.  Appropriazione indebita e dissipazione.

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E questo a prescindere dai ritardi (incolpevoli quindi) di Barbara Lezzi o Mario Giarrusso.

Questo penso e questo scrivo sapendo da quando penso e dico che il sabotaggio della speranza (11 milioni di voti cosa erano se non un grido di speranza?) ha avuto in Luigi Di Maio (e i suoi) il migliore dei sabotatori/dissipatori possibili. E mi sento libero di pensare e scrivere, da autentico complottista quale sono, che questa attività dissipatrice e sabotatrice non sia stata casuale. Come la scelta di questo damerino sempre ben vestito. Come consentire a Vincenzo Spadafora di fare il resto.

Pronto alle querele.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

C’è chi pensa che i 300 parlamentari dovevano servire (sotto stretto controllo della GPU) a pompare denaro; c’è chi sogna di appropriarsi (perché nulla cambi) di parte degli 11 milioni di voti; c’è chi spera che una pattuglia tornado alle origini, salvi il salvabile. E, salvato il salvabile, ricordarsi che “…domani  è un altro giorno“. Sempre per rimanere al cinema.

P.S. al P.S.

Minchia, che scuole di pensiero complesso avete messo su con centinaia di migliaia di euro prelevati forzatamente dalle tasche degli italiani!?!?!? Che doppia minchia di formazione a distanza avete messo in opera tanto da aver “sconvolto il mondo”. Il Cile infatti è agli antipodi. Così come l’Argentina. Come il Venezuela. Ma questo è un altro discorso. O lo stesso? Come la Libia, l’Iran, la Turchia tre paesi non a caso dove è opportuno seguire le indicazioni di Annamaria Fontana e Mario di Leva. Sempre spendendo i soldi della collettività. Evidentemente è un vizio diffuso. Sentite a me: meglio qualche ritardo che la difesa ad oltranza di questi dissipatori. Meglio tardi che mai. Sentite a me.