Chi di fatto protegge Antonio Lollo il giudice corrotto di Latina?

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Chi sa di me sa che ho preso a cuore la vicenda politico-giudiziaria che va sotto il nome di Sistema Lollo. Il “caso” della cittadina laziale mi è apparso tanto grave e atipico (una storia al limite dell’incredibile) che ho subito deciso che quello che si era scoperto era una parte di un tutto. E che questo tutto si sapeva dove iniziava ma non dove andava carsicamente a finire.

Grotte e  cunicoli  sotterranei,  sin dai primi riscontri ed arresti, davano la sensazione di trovarsi di fronte ad un groviglio bituminoso come poche altre volte si era visto nella nostra sofferente Italia.

Questione grave soprattutto perché era il sistema giudiziario che risultava inquinato. Antonio Lollo era “commensale abituale” – per sua stessa ammissione – di più persone che svolgevano attività professionale nel Tribunale fallimentare e in altre articolazione degli uffici in cui si amministra la Giustizia in quella città. Lollo, a stare agli esiti investigativi e ai dispositivi della sentenza, non era solo un giudice “parziale”, inidoneo a dirigere il suo ufficio ma era un vero e proprio criminale. Cioè Lollo non era un giudice.

Secondo la sentenza il criminale partecipava ad una specie di associazione che io nella mia ingenuità giuridica chiamo “a delinquere”, ma quello che in questa vicenda mi aveva subito colpito e che gli altri (i sodali e i complici) non venissero trattati con la dovuta severità. Tantomeno giudicati come membri di un’organizzazione. Vi confesso quindi che mi sono sempre portato dietro il dubbio che qualcuno era tanto potente nel territorio (e non solo a Latina) da aver orchestrato la messa in sordina di tutta la vicenda, una volta scoperta, per la tenacia di alcune delle vittime. Ho sempre pensato che da quelle parti ci doveva essere qualcuno tanto potente da aver organizzato una sorte di continuità. Ad ascoltare i racconti e a leggere le carte si aveva la sensazione che si volesse, da parte di potenti entità sofisticate, dimostrare con arroganza e “lungimiranza”, che Lollo era uno di loro, che aveva certo pagato ma, in fin dei conti, in una misura contenuta.

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Gli altri, paradossalmente, sembravano figure destinate a salvarsi. Ad osservare la scena del crimine si aveva la sensazione che a Latina (ma anche per competenza Perugia, Roma, Firenze e ovunque fossero arrivati i rizomi e le metastasi di questo cancro) operasse una associazione in cui potevano essersi realizzate le condizioni di segretezza tipiche di una loggia massonica. Una loggia segreta tanto potente da tessere il rammendo dello strappo. Dai racconti, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad una organizzazione, con vincoli di segretezza e quel dovere di obbedienza assunto con un giuramento o promessa solenne tra complici criminali, che riusciva ad uscire dai confini del comune laziale e capace di esercitare potere fin nella Capitale. Come se tutti dovessero stare tranquilli che il danno alla consorteria sarebbe stato limitato a qualche straccio (e tra gli stracci era compreso Lollo) che era necessario far volare. Ma che poi tutto sarebbe continuato a girare come prima. I racconti riscontrati dei denuncianti e dei pochi testimoni davano la netta sensazione che nulla di sostanziale sarebbe cambiato e che i livelli superiori, non individuati, si sarebbero attivati per restituire, con una sorte di impunità sostanziale, il gesto protettivo nei confronti di altri associati e di altri aspetti attinenti all’attività di questa consorteria. Anche questo modo di operare mi dava la sensazione di essere in presenza di una loggia massonica deviatissima (chissà se si può dire?). Vedremo se gli eventi futuri daranno ragione ai protettori di Lollo o al vecchio Leone Ruggente. Comunque, la strada per tagliare la testa è una sola: tagliarla.

Oreste Grani/Leo Rugens che per un principio di equità tiene informati i nemici della Patria delle riflessioni che li riguardano e che mi passano per la testa. Per non metterli in una situazione di manifesta inferiorità.

IL SISTEMA LOLLO/LATINA CONTINUA INDISTURBATO AD OPERARE COME VANESSA MANDARA AFFERMA?

 

IL SISTEMA LOLLO (GIÀ GIUDICE A LATINA) È STATO SMANTELLATO?

 

PERCHÉ NON SIANO VANI GLI SFORZI FATTI PER SMANTELLARE IL SISTEMA LOLLO

 

MA CHI È IN REALTÀ QUESTO ANTONIO LOLLO UN TEMPO MAGISTRATO A LATINA?

 

NELL’OASI FELICE DEL DIRITTO (LATINA/LITTORIA) CRIMINALI ALL’OPERA PER FABBRICARE FATTURE E RICICLARE DENARO

 

CE NE ANDIAMO NEL SOTTOSUOLO BITUMINOSO/PALUDOSO DI LATINA UN TEMPO LITTORIA