Da Matacena a Fazzone… Forza Italia è stata anche questo

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Difficile capire cosa si delinei dietro ad un guazzabuglio quale quello descritto dal testo che trovate a seguire, ma un dato rimane certo: questo è un Paese reso fragile da una pluralità di fattori sofisticati e di difficilissima interpretazione ma certamente anche dal fatto che quando si deve selezionare un politico per fargli fare, ad esempio, il ministro dell’Interno, i criteri di selezione sono tali per cui gente come Claudio Scajola viene prescelta.

Fidatevi che questo è il vero elemento inquietante: durante la carriera di queste figure ci sarebbero indizi (se non prove) sufficienti per “scartarle a tavolino” (ma un apposito NOS  lo vogliamo elaborare con criteri strettissimi?) e invece proprio su di loro cade la scelta.

Questo non senso (o, viceversa, questo meccanismo malandrino) è dovuto al fatto che i criteri di reclutamento, selezione e formazione del personale politico non solo non sono stati elaborati per salvaguardare gli interessi della collettività ma, paradossalmente, il setaccio é concepito e utilizzato per scegliere i peggiori. Spesso a questo criterio di malandrinità si accoppia  l’incompetenza assoluta.

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Nell’attuale governo la scelta è stata fatta cadere, obbligatoriamente, su un tecnico (in questo caso il prefetto Luciana Lamorgese) perché la misura era colma e ogni altra soluzione sarebbe stata follia. La dottoressa Lamorgese è una pausa che la partitocrazia (è tornata alla grandissima e più scaltra di prima dopo il fallimento pentastellato) ha dovuto accettare, obtorto collo. Ma per anni la miscela tra amoralità e inadeguatezza culturale (è un dicastero dove, tra l’altro, ci vuole una preparazione giuridica elevatissima) ha prodotto danni, danni, danni. Immaginate solo, appunto, Claudio Scajola e le sue debolezze, Marco Minniti e le sue di fragilità (o dei suoi congiunti), o Bobo Maroni, anche ieri condannato. Per tacere di Matteo Salvini e della sue frequentazione euroasiatiche su cui aspettiamo novità e chiarimenti. Tutti bei campioni soprattutto nel campo che prioritariamente dovrebbe allarmare la comunità: il contrasto strategico alla sempre più intelligente criminalità organizzata non dovrebbe mai mai mai contemplare non dico scheletri nell’armadio ma sia pur semplice commensalità. Altro che contiguità e stili di vita che espongono a forme di pressione se non veri e propri ricatti.

Claudio Scajola era ed è ciò che le aule di tribunale (chissà se sto commettendo reato a mezzo stampa esprimendomi in tali termini?) ogni giorno di più confermano (a volte non con la severità che il soggetto meriterebbe). Direi per tanto che invece di ritrovarlo sempre citato in storie oscure per la sicurezza della Repubblica (pensate inoltre cosa sia, in realtà, il COPASIR se il primo a guidarlo fu proprio Claudio Scajola?), prima si riesce ad interdirlo definitivamente da cariche che riguardano la P.A., meglio è.

Altro che posso dire se non che anche a me incuriosisce questa ennesima spy story che si sviluppa in Italia e poi si articola  in giro per il Mondo.

Leggete.

Oreste Grani/Leo Rugens

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P.S.

Cosa si intende quando si scrive “gli uomini di Chaouki” riferendosi ad un ex parlamentare del PD, tale Khalid Chaouki appunto? E quali sono, sarebbe bene un po’ di chiarezza che ci consenta di farci una nostra idea, le accuse all’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, anche lui, come Scajola, non estraneo agli ambienti COPASIR/SERVIZI?

Guazzabugli, guazzabugli, guazzabugli perché, alla fine, nessuno capisca nulla e le mafie (e i nemici interni ed esterni della Repubblica) ci sguazzino.

Vedete che il vostro marginale e ininfluente blogger (non sono un giornalista e mai ho sostenuto di esserlo) quando pensa male a vedere frequentato il COPASIR da alcuni soggetti non si sbaglia?

Tanto che sento il dovere di approfittare di questo post per portarmi un po’ avanti nel lavoro a proposito proprio del COPASIR che è nelle mie intenzioni .

Da alcuni mesi mi chiedo, ad esempio, chi sia in realtà questo Claudio Fazzone (attualmente parlamentare di cosa avanza del berlusconismo nel Lazio) che dopo essere stato un “costituzionalista” (a suo tempo lo hanno piazzato alla Commissione Affari Costituzionali avendo una preparazione garantita dagli studi in geo-metria!!!) è ora membro autorevole del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (sarebbe come a dire qualcuno che sa di Intelligence culturale o meno che la si voglia intendere e di complessità geopolitiche) dopo essere stato tante cose compreso il Presidente del Consiglio regionale del Lazio dal 16 aprile 2000 al 4 aprile 2005. Sono interessato a lui da quando ho cominciato a capire (si fa per dire) la complessità, anche criminale, che si cela in quel territorio (Latina, Fondi, Terracina) e come l’esperienza politica (sono molti anni che Fazzone conta da quelle parti) non lo abbia mai portato neanche ad intuire i grovigli bituminosi del Sistema Lollo di cui, passo dopo passo, sentenza dopo sentenza, prepotenza dopo prepotenza scoperta, cominciamo a capire la vastità e il radicamento criminale sul territorio proprio di Latina, Fondi, Terracina, Gaeta. Se uno non sa vigilare nel giardino di casa sua (intendo il territorio) mi dite per quale motivo dovrebbe sapere attuare  la vigilanza sui “servizi segreti”, compito principe per cui ora è anche pagato?

Jack of Hearts

Che Fazzone dorma in piedi è certo altrimenti dalle “sue parti” cose oscene (in chiave di giustizia ingiusta) come quelle di cui ormai sono resi edotti non solo i tribunali, l’opinione pubblica, la rete (perfino un blog marginale e ininfluente come Leo Rugens comincia a capire non solo chi sia questo Antonio Lollo ma quale sistema di complicità para-istituzionale lo abbiano protetto fino ad ora) e, si dice, perfino il massimo garante della legalità repubblicana, non potevano accadere. Intendo dire, per chiarezza, che , questo si dice, anche il Capo dello Stato è stato informato della gravità della situazione  a Latina e “indotto”. E questo dovrebbe fare la differenza, certi della lealtà repubblicana di Sergio Mattarella e dei suoi collaboratori. E della loro competenza.  Qualche traccia di segnalazione a chi di dovere (che so alla stampa locale, qualche interrogazione parlamentare, qualche sprone alla Gdf, CC, Polizia di Stato) dovevamo rintracciarla ad opera di Claudio Fazzone. E invece di Fazzone si trova nella grande memoria del web altro (anche qualche insinuazione che non gli fa onore) ma non certo che di un paladino della legalità si tratti, vigile almeno nel suo collegio elettorale.

Ma se non dovesse essere un paladino della legalità e degli interessi superiori della Nazione, Fazzone che minchia ci fa al COPASIR?

Ed è quello che ci chiediamo mettendo in un solo paniere concettuale la prima parte di questo post e la seconda, non sapendo quale delle due sia la più inquietante ed urgente. Direi a conti fatti che entrambe abbiano bisogno di chiarezza.

MA CHI È IN REALTÀ QUESTO ANTONIO LOLLO UN TEMPO MAGISTRATO A LATINA?

CHI DI FATTO PROTEGGE ANTONIO LOLLO IL GIUDICE CORROTTO DI LATINA?

IL SISTEMA LOLLO (GIÀ GIUDICE A LATINA) È STATO SMANTELLATO?

E rifirmo vista la delicatezza del tema.

Oreste Grani/Leo Rugens che con oggi è chiaro si è fatto un altro nemico: Claudio Fazzone.

 

 

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