Link Campus: notizie false, vere o autentiche a tonnellate! Non era meglio girare alla larga?

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Leo Rugens di questa vicenda aggrovigliata (penso che si possa definire tale senza correre il solito rischio di essere denunciati) di Giuseppe Mifsud e della Link Campus University sa quello che le fonti aperte di mezzo mondo stanno fornendo a chi vuole avere occhi per intendere e abbia capacità sufficienti per trattare le informazioni. Per tanto, tutto e niente, ad oggi, per dire la parola fine sul groviglio bituminoso. L’ennesimo. Certamente se non ricompare Mifsud la cosa appare grave. A noi rimane la consapevolezza di aver avvertito gli amici (all’epoca così ci apparivano) del M5S che era meglio girare alla larga (in tutti i sensi) dalla Link Campus.   

E allora Tofalo questa Link Campus che posto è?

Link Campus University? Ho il ricordo di aver illustrato, in tempi non sospetti (vuol dire anni prima che scoppiasse la spy story Mifsud ed altro), all’attuale sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, con modalità che chiunque avrebbe capito, che non era cosa da fare l’enfatizzare la propria partecipazione, come allievo, ad un master tenutosi presso al Link Campus University.

O, peggio, sentirsi in grado di affrontare le complessità della P.A. solo per aver bazzicato Via Nomentana e Vincenzo Scotti. Questo consiglio fermo (penso che cominciò a “dubitare” di me in quei frangenti di discussione accesa) lo diedi a che il giovane parlamentare non scegliesse la strada di considerare quegli studi sufficienti per giustificare la scelta che il suo amico Luigi Di Maio (e pochi altri) faceva nei suoi confronti affidandogli settori delicatissimi della sicurezza della Repubblica, prima inserendolo nel COPASIR e poi, alla prima occasione di governo, elevandolo al rango di sottosegretario alla Difesa, con delega all’Arma dei Carabinieri, rimuovendo il gravissimo episodio di cui era stato protagonista (Libia, Iran, Turchia e San Giorgio a Cremano) apparentemente raggirato dalla signora Annamaria Fontana e dal di lei coniuge, tale Mario Di Leva.

A leggere le cronache/gli articoli di stampa (e poi vedremo gli atti giudiziari quando alla fine si scoprirà la sorte di Mifsud) che si infittiscono per numero e qualità, Orestino Granetto c’aveva visto lungo. Prima a voce presso la nostra sede di Via Tor Lupara snc dove, a volte, il membro COPASIR veniva a farsi un piatto di pasta e poi ogni volta che, sempre in presenza di buonissimi testimoni, ci vedevamo “in città”. Tutto inutile. A Tofalo sembrava super fico essere stato allievo di Vincenzo Scotti e dei suoi docenti. Fino a quando, preoccupato di tale deriva autolesionistica, cominciai a scrivere post dedicati alla Link.

Ed anche i miei sgrammaticati ragionamenti non lasciavano adito a dubbi su come la pensassi. Perché, per me, a quella data, Tofalo era ancora un bravo ragazzo da mettere sull’avviso. Per lui, viceversa, scrivevo con quella fermezza di giudizio perché ero invidioso dei successi della Link che consideravo una mia “concorrente”. Potete immaginare come leggessi con preoccupazione questa incapacità di analisi e comprensione delle finalità degli interlocutori. Mi chiedevo in che mani fosse la sicurezza della Repubblica se il parlamentare salernitano prendeva fischi per fiaschi a questo livello macroscopico. Perché Grani sarà pure uno stronzo, ma ipotizzarlo invidioso di Vincenzo Scotti e del suo stile di vita vuol dire che i parametri valutativi tendono a zero. Così come confrontare dei “masterini sola” a quanto, da anni, predispongo al fine di formare “transdisciplinatamente” cittadini/decisori nel settore della “cosa pubblica” è da ragazzotti cresciuti condizionati da logiche alimentate da piccole invidie, riconducibili al massimo a litarelle tra compagnucci di comitiva o frequentatori degli stessi muretti.

Ora leggete il pezzo illuminante ri-lasciato in rete, poche ore addietro, ad opera della “gloriosa” e competente (lei sì) Adnkronos di Pippo Marra e datevi una regolata.

Come avete capito ormai – da tempo – i conti con Angelo Tofalo sono in sospeso. Lui con il vantaggio dell’immunità ed io con lo scudo termico dell’amica Verità. E non quella di Maurizio Belpietro.

Oreste Grani/Leo Rugens

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