Il concetto di ius sconcerta Luigi Di Maio

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Ben altro dovrebbe sconcertare il giovane adulto che l’idea riporti a ragionare di ius. Ma il diritto non è materia affine alla giovane termite onnivora e dissipatrice del patrimonio valoriale che gli era stato affidato.

Difficile infatti trovare in queste due foto, tanto per fare un esempio, un principio di diritto, foto che lo inchiodano come responsabile di una degenerazione nepotistica del M5S. E su cui tace in un “rombo di silenzio”. Niente meritocrazia nel MoVimento a trazione dimaista e quindi niente ius, impianto concettuale, che si porta dietro il principio di equità e di convivenza civile. E in quanto tale pacifica.

Così come è difficile trovare un principio di diritto nei “trucchi giuridici” messi in atto per impadronirsi, in accordo con Davide Casaleggio, Claudio Vito Crimi, Giovanni Carlo Cancelleri (ma non è quello della foto n°2?), Roberta Lombardi, Nunzia Catalfo, Paola Carinelli, Riccardo Fraccaro, di quel che avanzerà del M5S. Trucchi che, in questo momento, come sapete sono a giudizio presso il Tribunale di Genova. Certo direte che il Tribunale, a Xena, potrebbe sentenziare, sia in modo equo che, viceversa, acquiescente al dato di fatto imposto alla comunità nazionale e internazionale proprio dalle “sconcertanti” attività del furbo (è un reato dare del furbo a uno come Di Maio?) oligarca pentastellato. Ma noi abbiamo fiducia e siamo in trepida attesa. E se no ce ne faremo una ragione anche della sentenza di Genova, se fosse favorevole ai furbetti di quel 20 dicembre 2017, riunitisi, in Milano, Largo Donegani n.2, davanti al Notaio, Valerio Tacchini. Torniamo alle attività sconcertanti che sono tornate utili per “dissipare milioni di consensi”. Perché, il dato è certo, il giovane adulto nato ad Avellino il 6 luglio del 1986, domiciliato in Roma, via del Colosseo (minchia che location da scontrino!) è un incapace o di suo o perché glielo abbia ordinato il medico, l’attività distruttiva realizzata dalla cricca (come si chiama una cricca se non cricca?) che circonda Di Maio al fine di cancellare, in pochi mesi, dall’orizzonte politico nazionale e internazionale la speranza di milioni di cittadini che si sono sentiti, per una breve stagione, sovrani, è andata a buon fine. Il MoVimento non esiste più se non per formalmente consentire a Di Maio di far emettere comunicati utili anche a provare a denigrare l’ex Ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, per una questione di alloggi.

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Dopo averla reclutata lui (o c’è stato anche in quel caso un puparo?) per la delicatissima posizione (o l’attuale Ministro degli Esteri ci vuole sconcertare dimostrando di essere ignorante anche della complessità del ruolo di Ministero della Difesa?) l’Uomo della Farnesina, l’ha fatta “sfrattare dal Governo”, con grande superficialità, barattando la politica anti follie salviniane che, comunque, la Trenta aveva attuato, con quanto un “assicuratore” saprà “assicurare” alla Repubblica.

Dopo essersi fatto le ossa al COPASIR ora alla Difesa c’è Lorenzo Guerini. Non si lasciava neanche ad Haiti, quando regnava Papa Doc, un ministro della Difesa (a conoscenza di procedure e informazioni) senza un minimo di forma e di garanzie. Anche personali. Ma dove lo avete pescato questo capo politico che si “sconcerta” perché sente parlare di ius e non di come viene lasciato allo scoperto il Ministro della Difesa “smontante”? Guerini si insedia il 5 di settembre u.s. Questo dettaglio deve sconcertare, noi che dovremmo sapere un po’ di più di altri. Lo dico con il massimo rispetto che, tutti sanno, porto all’Istituzione, questa aggressione dovrebbe “sconcertare” anche il  Presidente della Repubblica. Dopo poche settimana dalle consegne (che consegne si possano attuare a vantaggio della Repubblica in un mondo conflittuale “interno” come è quello che l’ondivago Di Maio ci ha consegnato?), si mette sotto attacco un Ministro della Difesa e in uno dei momenti più turbolenti che si possono immaginare sul terreno geopolitico mediterraneo? C’è da chiedersi chi ordisca questi attacchi, per farci sembrare (ed essere) anche più deboli di quanto siamo. Sconcertati siamo noi di come tutto questo stia avvenendo. Mettono a nudo, per piccole vendette personali, materia che riguarda la sicurezza nazionale? Ma chi è il responsabile di tale sguaiato modo di procedere se non il capo politico del M5S che aveva espresso alla Difesa (cioè “quasi” tutto con i tempi che corrono) Elisabetta Trenta?

Trenta e Tofalo

Ma la signora l’ha scelta Grani o lui? Per decisione di “Di Maio lo sconcertato” è stato confermato nel Governo Conte n°2 il “salviniano/putiniano” Angelo Tofalo, perdonandogli leggerezze senza limiti (Annamaria Fontana) e proprio le sparate contro la Trenta, quando era il suo ministro gerarchico, e si caccia, su due piedi, la non parlamentare Trenta? E mentre non la proteggete (e non in quanto pentastellata), sempre su suggerimento di Angelo Tofalo (così si lava la coscienza?) la volete posizionata tra “gli specialisti” che dovrebbero guidare la “rifondazione del MoVimento”? Ma come state con il cervello? Chi veglia sulle notti della Repubblica? Chi ha dato la stura a questa campagna soprattutto denigratoria? E non mi riferisco al sacro diritto di cronaca della giornalista che ha imbracciato l’asta. Chi prende ordini contro gli interessi basilari dello Stato? Il rischio reputazionale in gioco deve far riflettere subito. E non nell’interesse della Trenta. Che deve essere considerato, ma solo dopo quello dell’Italia. I processi decisionali pubblici, dovrebbero sempre presentare quelle caratteristiche presupposte dalla teoria razionale della decisione, che in una catena sequenziale, vede prima la determinazione degli obiettivi quindi la selezione dei mezzi più idonei per il loro ragionamento (io amo la massima coerenza della scelta dei mezzi che devono anticipare il fine ma io, notoriamente e per mia fortuna e scelta non sono nessuno per mettere bocca), infine la scelta di un corso di azione.

Ma chi decide che è ora di suggerire al corriere.it che l’ex ministro della Difesa (lo ripeto “smontato” poche settimane addietro) deve essere messo alla gogna per un alloggio? Neanche fosse stato il bunker del Soratte messo ad uso privato docce anticontaminazione comprese o la vecchia gloriosa base Tuono, per andarci a sciare.  Chi decide le politiche pubbliche e le conseguenti scelte di un corso di azioni coerenti? Chi comanda in questo Paese e, comandando, veglia sulla sicurezza nazionale? Perché, sentite a me, fare tutto questo casino è questione di sicurezza nazionale.   

Nessuno sano di mente (e intellettualmente onesto) avrà l’ardire di mettere in discussione che le sconfitte che ha inanellato Luigi Di Maio, lo mette in competizione con le vittorie della Nazionale di calcio, ormai alla decima performance positiva.

Le sue sono tutte negative. Uso il calcio così chiunque capirà cosa deve essere considerato sconcertante o meno: se il mister di turno avesse inanellato le sconfitte che Di Maio ha ottenuto, senza alcuna discontinuità (che paroloni sono stati evocati per questo signore!) lo avrebbero cacciato dagli stadi di tutta Italia. Ma, evidentemente, perfino nel degenerato calcio esiste un “qualcuno” che può licenziare un incapace meno che nella politica, come è stata ridotta proprio dai troppi Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Senza escludere gli altri di cui pensavamo di esserci liberati. Di Maio si sente padrone della squadra (invece ha fatto solo lo stuart al Fuorigrotta) e al tempo si è fatto mister.

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Per schiodarlo ci vorrebbe un miracolo della Madonna di Pompei, che, indignata e dopo essersi coordinata con quella di Loreto e del Divino Amore, facesse la sua parte. Tenete conto che ci potrebbe mettere una buona parola perfino San Francesco d’Assisi, notoriamente protettore dei Magistrati. Intendendo che la sentenza che si aspetta venga emessa dal Tribunale Ordinario di Genova, Sezione XI, potrebbe fare giustizia di tutto questo marasma.

Oreste Grani/Leo Rugens