Todo cambia, anche il M5S!

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Certo che non siete più gli stessi di dieci anni addietro! E se vede pure! Tra dieci anni addietro ed oggi ci sono cose, cosette, cosone, cosacce  che vi riguardano e che vi hanno visto protagonisti che è veramente difficile spiegarsi. Ma c’è stata una mutazione, una maturazione, un legittimo cambiamento di idee (come un Chicco Testa qualunque) o alcuni di voi sono sempre stati dei sola?

Io mi trattengo sul “lato mio” (come diceva quel ternano) e mi chiedo, ad esempio, cosa ci sia di tanto inspiegabile (o inconfessabile?) nella frequentazione intercorsa tra Annamaria Fontana, il di lei consorte Mario Di Leva e la coppia di ferro Angelo Tofalo (attuale sottosegretario “simil-leghista” alla Difesa e già specialista, all’epoca dei fatti, di sorveglianza sui comportamenti dei servizi segreti) e Michele Maffei, a sua volta grande estimatore/frequentatore di Sabina Guzzanti e della fantasmagorica attività informativa che si elaborava in Porco TV. Quella Guzzanti che, da brava cittadina irreprensibile (quando ancora si ritmava nelle piazze Onestà-Onestà e Rodotà-Rodotà), evitava di pagare le tasse e affidava i suoi risparmiucci a tale Giampi, il Madoff dei Parioli, recandosi a Via Luciani, nella speranza di rendere introvabili i suoi troppi guadagni. Per fortuna che c’è un dio dei sola e che anche dei soldi della Guzzanti non si è trovata più traccia. Dedico ancora una riga allo schifo a cui stiamo assistendo per riportare la frase che il Di Leva, quasi fosse un Sibillo Cumano, mi ha indirizzato: “PER QUANTO MI RIGUARDA ED IN RIFERIMENTO AI RAGAZZACCI POLITICI, CHE LEI SANTIFICA, SAPPI CHE LA COSA È BEN PIÙ GRANDE DI QUANTO LEI POSSA SOLO IMMAGINARE ANCHE DANDO SFOGO ALLA SUA FANTASIA“. Chissà cosa sa il raggiratore del “competentissimo Tofalo” che io non so?

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Forse addirittura sa come, negli anni del ruggente craxismo, mentre ci radicavamo come petrolieri, in Nigeria, siamo riusciti a finanziare Boko Haram? Quello. Forse è ora di cominciare a chiederlo ad altri, e ad altri ancora, e ancora ad altri, fino a quando non si dovesse arrivare a sapere ciò che il magistrato, Catello Maresca, sia pure volenteroso e onestissimo (mi dicono un gran signore come pochi), non ha potuto appurare. E per farlo comincio a chiederlo al Senatore Francesco Castiello, lui si, specialista di servizi e di complessità normative (da giurista valente quale dicono che sia) che, intorno a quei luoghi spesso oscuri (e non per prudenza), si è fatta una grande esperienza, difendendo gli interessi retributivi di decine di servitori dello Stato in organico al Sismi/Sisde. E, se ben ricordo, tutto prima di quando il giovane Tofalo pervenisse, con Vito Crimi e Bruno Marton all’onore di vigilare sulle notti della Repubblica. Tenendo d’occhio (ma vi rendete conto quale occasione storica è stata dissipata oltre agli 11 milioni di voti) i comportamenti delle Agenzie di Intelligence e dei loro Direttori. Che qualche chiave per aprire armadi dovevano pur avercela.

Qualcuno vorrà, prima o poi, arrivarmi a spiegare cosa intendesse dirmi (o mandarmi a dire?) la famiglia Di Leva-Fontana? Cominciamo dal Sen. Castiello appunto e vediamo se anche lui passa la mano e mi risponde, banalmente, che non sa a cosa mi stia riferendo. Oppure, onestamente (come io spero, vista la statura morale del senatore), mi vorrà dare una mano.

Poi chiederò ad Umberto Saccone, già carabiniere e poi ENI, che potrebbe anche lui, avendo frequentato a lungo Tofalo, aver raccolto uno sfogo su quella disavventura. Poi ci sarebbero tutte le personalità d’ambiente e tutti gli agenti d’influenza che hanno sfilato quando Maffei e Tofalo si accreditavano, a spese della Repubblica, come capaci di pensieri complessi e innovatori nel mondo dell’Intelligenza dello Stato. Quasi fossero stati veramente loro a pensarli e non a recuperarli nel web dove gli stessi ragionamenti, si dice, siano stati lasciati appositamente a che potessero epifanicamente, al momento opportuno, fare la loro comparsa. E tutto dopo che Tofalo fosse andato a sciacquare, idee e linguaggio, in quel fiume carsico che oggi tutti sanno essere stato (perché è finito) la Link Campus University. Come avevo inutilmente pre-detto proprio a Tofalo e a Maffei.

Momento opportuno che, a giudicare dagli avvenimenti, non era proprio arrivato, se tali spunti di cambiamento paradigmatico culturale hanno fatto la fine che hanno fatto. Perle ai porci?

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Siete cambiati troppo e in troppi per non essere sospettati di essere, nel recondito della vostra testolina, dei giovani/vecchi “sola”. In molti – forse – anche manovrati e progressivamente corrotti. Comunque, Hic Manebimus Optime, fiduciosi di poter assistere alla vostra fine (in essere) ingloriosa. Pronti alla nostra stessa dipartita, sereni però di aver tentato perfino di affidare “perle concettuali” a dei porci. Perché, tra “porci” e “Porco TV” ritengo ci sia una certa assonanza. E questa affermazione/offesa mi sembra proprio da querela. Speriamo così di poter discutere, da qualche parte, con serietà e capacità ricostruttive, di questa questione (irrisolta) di chi abbia dato alla Fontana l’indicazione di sputtanare, attraverso la cazzafrullaggine di Tofalo-Maffei, tutto il M5S. Quello che abbiamo amato. Quello di dieci anni addietro. Quello che, come dice l’esausto ed esaurito Beppe Grillo (non più Giuseppe da Genova, grande innovatore /fustigatore /nuotatore) non tornerà mai più perché, lasciato nelle mani di Luigi Di Maio, è stato messo in liquidazione per “poche palaaancheeee”. Come avrebbe detto, strabuzzando gli occhi, Gilberto Govi. È andata. Peccato.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

A dir la verità, per tornare sul tema delle “palaaaaaancheeeeee”, a guardare bene gli elenchi dei contributi che sono stai versati nelle casse di non si è capito molto bene chi e a quali condizioni fiscali, la mia affermazione denigratoria “poche palaaancheeee”, non è adeguata. Si tratta infatti di una montagna di soldi, che i parlamentari, idrovore impiantate nel finanziamento pubblico, hanno dovuto canalizzare. Montagna di soldi che mi appare movente più che sufficiente per ordire un tale “cambiamento”. Infatti, mentre dieci anni addietro, una tale sola non l’avreste mai potuta confezionare, oggi tutto è possibile. Soprattutto dopo che il Tribunale di Genova la Superba, ha sentenziato come ha sentenziato. È tutto di Grillo, Di Maio (capo politico e tesoriere), Davide Casaleggio. Io pensavo che il MoVimento 5 Stelle fosse nato per restituire qualcosa (forma e sostanza) al Popolo Italiano, che ora, viceversa, si ritroverà allo sbando nelle disponibilità di Matteo Salvini (grazie alla complicità di Luigi Di Maio) o costretto a mangiare sardine. Che almeno sono un pesce azzurro (con tutti i vantaggi salutistici) poco costoso.

Anche sarda o sardella, la sardina vive nell’Oceano Atlantico orientale e nel Mar Mediterraneo a circa 30 metri di profondità, ma, al momento della riproduzione, si riunisce in banchi assai numerosi e migra nelle acque costiere superficiali per deporre le uova. Ha corpo slanciato, compresso sui fianchi e provvisto di grosse scaglie cicloidi caduche; la colorazione è verde-azzurra sul dorso e argentea sui lati e sul ventre. La bocca, munita di piccoli denti, è rivolta verso l’alto. La sardina si nutre di piccoli crostacei e di organismi planctonici. Le femmine depongono circa 60.000 uova, che rimangono a galleggiare sull’acqua per 2-4 giorni, fino a che si schiudono e nascono i cosiddetti bianchetti, cioè larve trasparenti lunghe circa 3 millimetri. Grazie al suo alto valore nutritivo e alla facilità con la quale viene sottoposta ai processi di conservazione, la sardina, è uno dei pesci più pescati al mondo.

In queste specifiche ci sono allusioni metaforiche che, ad un ligure non abelinato, dovrebbero dire molto. Sulla fine del Movimento.