Evviva evviva, il M5S è al sicuro

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Luca Frusone – Vi basta? Stiamo parlando del “nulla organizzato”, scientemente, perché nulla avvenga in questo settore delicatissimo della vita interna della Repubblica e al tempo nodale per le complessissime situazioni internazionali emergenti. Ma, direte, che agli esteri c’è Luigi Di Maio e quindi non c’è da preoccuparsi.

Schermata 2019-12-16 a 11.06.18

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Umberto Saccone – Il professore, viceversa e rispettosamente, è un vero campione (la mia non è facile e invidiosa ironia) del “tutto organizzato”, scientemente, da decine di anni, perché la cosa pubblica vada nella direzione utile ad “altri”, ma – certamente – non agli italiani. Comunque a tutti tranne che a voi, visti i risultati raggiunti dalle strutture in cui, per decenni, Saccone ha operato, strapagato. Se siete interessati all’articolo vedete sotto la voce Emanuela Corda.

Luigi Piccirillo – Persona degnissima che in questa vicenda entra come i cavoli a merenda visti i compagni di team con cui ha lo stomaco di accompagnarsi.  Mi chiedo, conoscendolo (ora si che l’ho rovinato), perché stia li.

Emanuela Corda – Al già citato generale (ma è un generale?) dei Carabinieri, Umberto Saccone, per anni silente al SISMI (in quali anni sarebbe utile ricordarlo per vedere le compatibilità con quella che un tempo era l’etica grillina), istituzione repubblicana di Intelligence al cui servizio morì Nicola Calipari, e mi pare proprio in Iraq, dovrebbe fare, se è ancora un carabiniere, una certa impressione epidermica e valoriale lavorare in team con la Corda. La Corda così si espresse a suo tempo: “Nessuno ricorda il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage (Nassiryia 2003 ndr). Quando si parla di lui se ne parla come di un assassino, e non anche come vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice”.
Queste le agghiaccianti parole pronunciate in parlamento da una deputata del 5stelle, tale Emanuela Corda – recitano le fonti aperte – il giorno in cui in Italia si ricordano gli Italiani, militari e civili, vittime del vile attentato di Nassiriya (Iraq). Ma chi è l’onorevole Emanuela Corda? Il Bollettino ha fatto qualche ricerca.
Emanuela Corda, classe 1974, vignettista. Trombata alle elezioni comunali di Cagliari dov’era candidata a Sindaco per grillology e prontamente reciclata e candidata nel listino bloccato (elezione garantita) per la camera dei deputati sempre con il movimento 5 stelle. Un bel regalo in un movimento che da sempre denuncia il recupero e salvataggio dei trombati, sarà stato forse merito dell’ottimo risultato ottenuto dalla Corda alle suddette elezioni comunali di Cagliari: DUEPERCENTO.
Cosa ricordare di lei? Beh, innanzitutto non possono sfuggire i suoi simpatici post su Twitter, il migliore è quello in cui scrive “Prendiamo i Fucili” (!!!) e sicuramente non possiamo dimenticare la curiosa (o strategica?) assenza in parlamento della Manu Corda proprio quando si votava per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti: un argomento ormai diventato il cavallo di battaglia di zio Beppe.
Attività politica? Da una veloce occhiata a open polis emerge una certa propensione verso le tematiche portate avanti dall’estrema sinistra e, a parte qualche interrogazione, si nota che è stata promotrice di un unico disegno di legge nel quale – guarda a caso – chiede “l’Abrogazione dell’articolo 535 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante la disciplina della società Difesa Servizi Spa”. Insomma sembra che i militari alla Manu non piacciano poi tanto…. preferisce forse gli autisti di camion imbottiti di esplosivo che si lanciano contro una base italiana in Iraq.
E altre amenità del genere.

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Direte che se uno ha avuto lo stomaco, per molti anni, di fare il responsabile della sicurezza dell’ENI (se ricordo Beppe Grillo criticava, opportunamente, quel mondo di corrotti e di corruttori) quando l’Ente era dominato dalla figura condizionante di Paolo Scaroni e quindi di Luigi Bisignani (forse è ancora oggi così), deve essere non solo un uomo per tutte le stagioni ma come, si dice per detto popolare, “pronto a tutto”. Scrivo questo perché dovrebbe creare un certo imbarazzo, anche intestinale, farsela, per chi è stato carabiniere, con Emanuela Corda, valente grafica ma nota a tutti gli ambienti dell’Arma e patriottici nazionali, e a me, per quello che ha detto, lo ripeto così anche gli asini capiscono cosa penso di quanto sta accadendo dentro e fuori il M5S, nel Parlamento Repubblicano, all’età adulta di anni 40 (non è Luigi Iovino che quando è stato eletto ne aveva solo 25 e a cui si può perdonare quasi tutto), di quel giovane marocchino (poveretto lui in quanto suicida, secondo lei) che portò a termine, guidando il camion, la strage di Nassiriya.

Darvi degli spregiudicati è un eufemismo ed etichettarvi così – infatti – non basterà.

Siete veramente dei traditori della Patria repubblicana! Non a caso, quando avete dovuto scegliere, vi siete candidati al ruolo di sospensorio della Lega, da sempre organizzazione antinazionale e al servizio di interessi terzi. Da quando è stata fondata. Per solo questo movente del vostro agire (ma c’è altro e di più corposo), prima o poi, in qualche modo, fieri di come siamo, riusciremo a fare i conti. Anche con voi. E a qualunque costo. Come siamo usi fare venendo da una vecchia e durissima scuola.

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Marcello La Rosa – Se ho capito bene chi sia, staremo a vedere come farà a sentirsi in buona compagnia.

Aniello Prisco – È quello che ha anticipato, preveggente, candidandosi a Sindaco di Sarno, qualche mese addietro, la fine del M5S a guida Luigi Di Maio/Angelo Tofalo. Andava premiato per aver dissipato, in un solo anno, nella sua cittadina dove tutti lo conoscono, il voto di speranza (oltre il 37%) raccolto, in quel territorio, alle politiche del 2018. E poi Prisco è di Sarno, provincia di Salerno. E allora grazie a lui (un genio in materia), Angelo Tofalo, Michele Maffei e Umberto Saccone, la Sicurezza è assicurata. Ripeto: in 13 mesi Aniello Prisco ha il merito di aver ridimensionato il M5S a Sarno, facendolo passare dal 37,23% al 2,74%!!! E poi quando dico che “tendete a zero”, sono uno che esagera. Tendete zero, se si eccettuano i voti dei clientes cioè ormai, nel salernitano e in Campania, fino a Vallo della Lucania, il 2/3%. Punto.  Consapevoli inoltre della fine che state per fare, vi organizzate, cinici, i fatti vostri. Fin che potete. Anche questa struttura, si vede nel telemetro a miglia marine di distanza, è funzionale a pilotare ipotesi e opportunità professionali. Basta che vi state attenti perché, vista la posta in gioco, non vi lasceremo respirare, fin che avremo fiato nei polmoni. In queste strutture e in altre che vi siete apparecchiate (notoriamente si apparecchia la tavola per mangiare), in una logica a cavallo delle istituzioni repubblicane che i puristi del diritto considerano la delicatissima terra di mezzo tra il pubblico e il privato e, solitamente, l’anticamera del mandato di cattura.

Andrea Grigoletto – Non potendo essere il suicida, rimango in attesa di sapere chi esso sia.

Antonio Teti – Spero che sia il tecnologico (Chieti-Pescara) che dell’ICT Governance, ICT Security e Cyber space scienze (materie affascinanti dove dentro c’è di tutto e di più e anche molti soldi pubblici) ha fatto la sua ragione di studio. Dedico ad un suo scritto comparso sulla Rivista Italiana di Intelligence Gnosis, nel 2015, quando era direttore il Gen. Arturo Esposito (quello che oggi è chiamato dalla Repubblica Italiana a rispondere dei suoi comportamenti a favore di criminali) un post a se stante in attesa che miei lettori esprimano il loro rispettoso pensiero nel merito.

Vincenzo Siani – Il magistrato salernitano? Potrebbe essere perché l’indizio territoriale ci sta tutto.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. Rendicontazione a chi? E de che?