È ARRIVATO IL TEMPO DEL “POLIDIALOGO”

Quando dico “partire lunghi”, per prefigurare ragionamenti consoni alla complessità contemporanea, intendo cose tipo quelle implicite nel post del 5 agosto 2013 quando i lettori di Leo Rugens era pochi pochi. Da quella data molti filosofi (parlo di riunioni di migliaia di pensatori) si sono incontrati nuovamente a Pechino nel 2018 e in quella sede hanno deciso di vedersi il 2 luglio 2023 (per otto giorni) in Australia al Centro congressi ed esposizioni di Melbourne:

“Il Congresso mondiale di filosofia è un incontro globale di filosofi che si tiene ogni cinque anni sotto gli auspici della Federazione internazionale delle società filosofiche (FISP). Organizzati per la prima volta nel 1900, questi eventi si stabilirono saldamente dopo la seconda guerra mondiale. Ogni congresso mondiale è sponsorizzato da una delle società membri in un paese diverso, che si assume la responsabilità dell’organizzazione di quel congresso. Lo scopo di questi eventi è di contribuire allo sviluppo di relazioni professionali tra filosofi di tutti i paesi, promuovere l’educazione filosofica e contribuire all’impatto della conoscenza filosofica sui problemi globali. Il congresso attira in genere 3000-4000 delegati da tutto il mondo.”

Se avete voglia di leggere cosa segnalavo nell’agosto del 2013 capirete perché sono interessato a questa catena di appuntamenti/avvenimenti. Non certo perché mi senta filosofo (a vedere come mi va nella vita quotidiana al massimo posso essere un fesso) ma perché dalla forte presenza di pensatori cinesi (e indiani) in quel di Atene mi dissi che ciò che da anni ipotizzavo era in rapido avvicinamento: l’asse geopolitico si stava definitivamente spostando. Come ritengo sia ormai sotto gli occhi di tutti.

Se date uno sguardo alle date dei Congressi e alle nazioni ospitanti le 24 precedenti edizioni, non solo vi farete una vostra idea ma certamente noterete che l’Italia dal lontano 1958 (12-18 settembre), a Venezia, non ha mai più ospitato una edizione dell’avvenimento. Nel 1911 i filosofi si erano incontrati/scontrati a Bologna e, a prima guerra mondiale consumata, a Napoli nel 1924 (5 – 9 maggio) con il fascismo che si stava strutturando in dittatura. Bisogna poi arrivare al ’58, come ho detto, e poi mai più l’onere/onore di ospitare i pensatori.

Come ormai in molti sapete mi do da fare perché il nostro Paese riprenda un ruolo, almeno nel Mediterraneo. Ruolo e egemonia intellettuale che, in alleanza con altri Paesi europei, non la lascino maglia nera, come, viceversa, ritengo oggi sia. Sto proponendo di immaginare il Congresso Mondiale di Filosofia, nuovamente assegnato all’Italia, da tenersi nel 2028. Puntualizzo: Settembre 2028, a Rimini, nella splendida Villa Des Vergers, da dove, con ritrovata lungimiranza, in sinergia con la capiente e ben organizzata Fiera di Rimini, si possa raccogliere l’appello di inizio millennio, proprio lanciato da Rimini, da Edgar Morin, durante le indimenticate Giornate internazionali di studio del Centro Pio Manzù sulla assoluta necessità di fare massa critica di cervelli capaci di rigenerare il pensiero e l’azione che, “se non si rigenerano, degenerano a cominciare dalla libertà e dalla amica-complice democrazia”.

Anche gli stupidi che mi leggono per denigrarmi (un loro diritto) o cogliermi in fallo (ci provino seci riescono) avranno capito che, senza ormai più timori o tatticismi, sto delineando, stanco di cincischiamenti, un primo aspetto del ruolo strategico da affidare alla nostra Italia, pronta a tornare ad essere colta, intelligente, sensibile e organizzata per partecipare/gestire ciò che potrebbe accadere. E lo può fare proprio rialzando la testa a partire dalla Rimini malatestiana e in special modo dalla villa monumentale di cui ho fatto cenno.

Per rialzare la testa si deve saper partire lunghi con contatti, incontri, confronti che non possono non tenere conto della fragilità in cui versa attualmente la Repubblica.

Il 4 febbraio p.v. presso il Centro Studi Americani sarà premiato il filosofo dell’informatica Luciano Floridi. Ho conosciuto, per mia visionaria volontà Floridi, sin dal finire del 2011 e ho avuto l’onore di averlo relatore e ospite nel Convegno “Lo Stato Intelligente. I finanziamenti europei per l’innovazione e per la sicurezza” di cui avete letto più volte. Uso il blog per ipotizzare proprio Floridi (se ne avrà piacere) motore primo di quanto sento necessario avvenga, da subito, nella residenza strategica Villa Des Vergers. Per pensare al lontano 2028 ma, soprattutto al molto molto più vicino 2 luglio 2023 a Melbourne.

Oreste Grani/Leo Rugens

 



AL CONGRESSO MONDIALE DI FILOSOFIA DI ATENE, PLATONE PARLA CINESE. È ARRIVATO IL TEMPO DEL “POLIDIALOGO”

La_scuola_di_Atene

Il Corriere della Sera di oggi, 5 agosto 2013, porta, in prima pagina, una lieta sorpresa: una foto, sia pur di pessima qualità, dello splendido affresco di Raffaello Sanzio che va sotto il nome di “Scuola di Atene”.

Nella tanto vituperata Grecia, in questi giorni si tiene il Congresso mondiale di Filosofia. Filosofi da tutto il mondo impegnati a ragionare se “etica e politica sono la stessa cosa”.

Proprio come nelle piazze d’Italia.

Tutto nello stesso post vi sorbettate, con 45 gradi all’ombra, tutto l’articolo del Corriere a firma di Danilo Taino e, peggio ancora, un vero omaggio alla mia amata filosofa matematica Ipazia di Alessandria. Se resistete fino alle ultime parole … il pensiero razionale, ne saprete di più di Raffaello, di geometria, di Vaticano, di filosofia, di squadra, di compasso e di sezione aurea. Ma soprattutto della centralità di Ipazia di Alessandria.

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Arriverà il tempo dei filosofi alla guida dei popoli! Tornerà il tempo di Ipazia e del suo amore per la cultura. Tornerà il tempo dei dialoghi sapienti.

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Oreste Grani