Cuculo Vigile ed Elisabetta Trenta unite nella mia stima

La lettrice Cuculo Vigile scrive cose che amerei saper scrivere. Viceversa, come sapete, mi arrampico, con le dita, sulla tastiera. Faccio quello che posso. Comunque, lo ammetto, provo una forte emozione per aver costruito, alla mia età, un luogo telematico capace di queste interazioni. Che auspico, sempre di più, in chiave femminile. Anche nel nome di Ipazia Alessandrina e del suo indimenticabile sacrificio.

Oreste Grani/Leo Rugens

 

Cuculo vigile

Al cittadino comune le parole della ministra Trenta appaiono di clamoroso buon senso. Clamoroso in quanto “merce rara” nonostante l’estrema accessibilità.
Non è un caso che sia una donna a delineare il possibile sistema integrato di sicurezza nazionale utilizzando esempi concreti ed un linguaggio comprensibile a tutti.
E, d’altra parte, non è un caso che gli elementi migliori del Conte1 fossero donne, così come non è affatto un caso che, anche in quanto donne (e non soltanto in un settore certo non “femminista” come la Difesa) siano state fatte fuori (utilizzo una sgradevole locuzione tipica di contesti ancora dominati da presunti maschi alfa).
Che il coronavirus venga spudoratamente usato per alimentare retoriche in fondo ancora “muscolari” e di corto respiro lo raccontano i ripetuti (e costosissimi) viaggi in Cina di viceministri imbolsiti per “portare a casa” i connazionali, buoni per ottenere i titoli di quegli stessi quotidiani che relegano nelle pagine interne le notizie su Graviano & Berlusconi o sulla sentenza sulla strage di Bologna.
Né si può dire che si intraveda un approccio lungimirante sulla questione dei primi infettati in Africa, cioè un continente che non solo è molto più vicino della Cina, ma che ha strutture sanitarie ancora molto deboli e che genera flussi migratori ben più consistenti di quattro turisti cinesi (tra l’altro pare che solo adesso ci si sia accorti che un consistente flusso turistico arriva con i pullman del tour europeo che fa tappa a Venezia).
La saggia ministra Trenta, non a caso, parla di un progetto e di esercitazioni che coinvolgono la Marina, mentre si preferisce utilizzare, con finalità tanto propagandistiche quanto rozze, l’Areonautica ed i suoi costosissimi aerei Pare che l’alto costo sia dovuto al fatto che ce n’era solo uno, il più dispendioso,
attrezzato o attrezzabile alla bisogna ed un quotidiano ha riportato l’affermazione di Far-ne-si-na “per la salute non badiamo a spese” (tanto i soldi non sono suoi!).
Uno si domanda se l’autorevole (ahahah) ministro degli Esteri abbia accennato alla questione sanitaria nei suoi incontri certamente risolutivi del groviglio libico (ahahah). O, visto che il primo infettato africano è un egiziano, lo abbia fatto nel relazionarsi, con la fermezza e l’autorevolezza che il mondo intero gli riconosce, con gli assassini ancora impuniti di Giulio Regeni.
A questo proposito, segnalo come gli strepiti di questi giorni del rettore Ubertini di Bologna non siano altro che una cortina fumogena per coprire i numerosi esposti che lo riguardano, dai quali pare stia cercando di difendersi anche con intrusioni nelle pagine fb di privati cittadini.