“Le attività essenziali” – Una intervista radiofonica

Grazie a Massimo Graziani per la registrazione e il montaggio del video

Domenica 22 marzo alle 18.30 sono stato intervistato da Jacopo Morroni nel corso di una trasmissione radiofonica di Radio Rock che ringrazio per l’ospitalità e con la cui redazione mi complimento per la qualità musicale e l’intelligenza e preparazione dei collaboratori.

Una parola a proposito della forza di una radio; nel 2017, proponendo ad alcuni cittadini nigeriani in diaspora nonché all’allora membro del Copasir Angelo Tofalo la creazione di una web radio che raccogliesse le voci degli onesti lavoratori di quel grande paese sparpagliati per l’Italia e per il mondo, uno di loro, un intellettuale e poeta, dopo averci ascoltato ma incupendosi via via, sbottò: “Che tipo di radio volete fare? Lo sapete che con una radio è stato fatto il genocidio in Ruanda”. Sì, la risposta è che lo sapevamo. Ciò che stava per nascere fu distrutto dalla ignavia di alcuni e dalla prepotenza di altri, ex servitori dello Stato inclusi.

Tornando all’oggi, tema dell’intervista la pandemia di Covid-19.

A commento di quello che ritengo il nocciolo della questione parto dal documento: Le attività essenziali (pdf),  che esplicita l’elenco dei lavori ammessi nel decreto governativo recente 21-22 marzo.

I lavori o le attività menzionate ricadono precisamente in una delle nove aree – di cui fornisco l’elenco all’inizio dell’intervista – delle quali, chi volesse progettare una Strategia di Sicurezza Nazionale deve interessarsi, al fine di elaborare un documento, meglio sarebbe dire un “piano”, in grado di fornire al decisore politico gli elementi indispensabili per compiere le scelte che la sua funzione lo chiamanano a prendere giorno dopo giorno a volte con “tempestività”.

Tale piano lo immagino di dimensioni pari a quelle di un muro di carta di una decina / ventina di metri quadrati o a qualche terabyte di dati, a essere ottimisti.

La Strategia di Sicurezza Nazionale, ovvero il tentativo di diffonderne la cultura presso il decisore, è una delle ragioni per le quali, in diverse occassioni, Oreste Grani, Ariela Parracciani e il sottoscritto si trovano sul marciapiede a combattere a mani nude con gaglioffi di svariata natura, forza e pericolosità. Fortunatamente non manca chi si appassiona e ci da una mano, così eccoci qui. Ammaccati ma in  piedi.

La prima occasione, per me, di assaggiare la polvere, fu a seguito del convegno “Lo Stato Intelligente” del 23 marzo 2012, occorre in questi giorni il suo ottavo anniversario, in occasione del quale, come più volte è stato ricordato nel blog, fu annunciato in sede istituzionale, il Parlamento della Repubblica, la necessità per lo stato di dotarsi di una intelligenza adeguata alla complessità del mondo globalizzato, requisito senza il quale una Strategia di Sicurezza Nazionale risulta impossibile elaborare. I fatti ci danno ampiamente ragione, purtroppo, come evidenziato nel “Il mistero del virus mancante“.

9 aree SSN

Pagina tratta dagli elaborati in tema di Strategia di Sicurezza Nazionale di nostra proprietà intellettuale

Nello scusarmi per le divagazioni e i toni autobiografici, data la gravità del momento e la serietà del tema, tengo a dichiarare che non vi è alcun piano dietro l’elenco elaborato dal Governo, farei un torto a voi lettori lasciandovelo immaginare ma soprattutto alla Verità.

Se il piano vi fosse lo sapremmo e lo avremmo letto.

Alberto Massari