Scienza e fede

«Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è». Francesco

La solitudine di Francesco mostra al mondo e ai cristiani che la fede nella scienza, scusate il gioco di parole, lo ha obbligato a una scelta dolorosa ma necessaria.

Che segno del cielo è un flagello che impedisce o sconsiglia all’ecclesia di formarsi?

Riunire il gregge ed essere accusato di propagare il male non è tollerabile neppure per una istituzione così antica e autorevole. Trovo qualcosa di enigmatico nel trionfo di una ragione che mostra all’umanità il suo volto logico ma arido. Eppure sento che sarebbe un errore pensare che la salvezza del corpo venga prima di quello della comunità, cioè dello spirito che la aggrega.

Questo invisibile che ci tiene lontani mostrando che la paura della morte ha il sopravvento sulla necessità dell’essere comunità è il nocciolo della tragedia in corso. Alla lunga non reggeremo questo assedio e dovremo tornare a riunirci, perché il reale prevale sempre sulla logica non sulla fede.

Conciliare fede e scienza non si deve, opporle neppure, credere nella logica mai e poi mai, utilizzarla semmai.

Dionisia