I soldi vanno a Mackie Messer ma le prove chi c’è l’ha?

Una lettrice, amica e colta, mi obbliga a ricordare. Pubblico, per non lasciare la palla (viceversa ben alzata sotto rete) in stallo, un editoriale comparso il 13 gennaio 1990 su la Repubblica. Tolgo la firma dal pezzo perché il suo autore, Eugenio Scalfari, mal vissuto e malissimo invecchiato, non è degno di essere ricordato per ciò che ha scritto, bene, a suo tempo. Sono fatto così, stronzo e memore come pochi.

Oreste Grani /Leo Rugens

 

Cuculo vigile

Mackie Messer ha un coltello, ma vedere non lo fa
Il Frankfurten Allgemeine, settimanale di riferimento degli imprenditori tedeschi, tradizionalmente orientato verso il centro-destra, dove alcuni politici e amministratori di casa nostra (ho scritto “casa”, con la A) inviano un accorato appello (a pagamento, nelle pagine pubblicitarie) pubblica un articolo sulla richiesta degli italiani dei “coronabond” e, chissà perché, nomina Papi. L’articolo è accompagnato da un trafiletto in cui si dice che la politica italiana è caratterizzata da instabilità ed accenna al peso delle organizzazioni criminali.
Der Spiegel, testata “indipendente” (ma talvolta discussa) non fa alcun cenno alla questione e pubblica, piuttosto, un articolo sulla patrimoniale sulla quale Frau Merkel pare che stia ragionando.
Ziet, il settimanale “di sinistra” amato dagli intellettuali pubblica, invece, un articolo (firmato da un italiano residente in Toscana) che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, descrivendo come i tedeschi vedono l’Italia e viceversa.
A Berlino, del resto, è normale essere multati se si parcheggia nel senso opposto a quello di marcia, anche se la strada è a due corsie.
Repubblica, il Fatto Quotidiano e altre testate oggi pubblicano, invece, la proposta di condono (fiscale e anche edilizio) avanzata da Salvini.

IL RESTO È LOUIS ARMSTRONG!!!