Mi ero permesso – 20 anni addietro – di richiamare l’attenzione su Big Pharma

Alcuni stanno tentando di rianimare il mondo del petrolio ma temo che l’impresa sarà ardua. Cercheranno comunque di farlo a qualunque costo. Anche con “colpi bassi”. Intanto segnaliamo che ieri una prima società USA del settore è fallita. E non era una nanerottola.

Cala il business del petrolio (con annessi e connessi) quindi e lievita, a dismisura (quasi fosse un fatto pandemico) quello di Big Pharma.

Che – notoriamente – è un mondo finanziariamente e industrialmente marginale frutto in realtà della fantasia complottistica di alcuni pistaroli nevrotici.

A cominciare da quel farneticatore di John Le Carrè finendo al vostro marginale e ininfluente amico Leo Rugens che comunque, nella sua invisibilità, quando ha deciso di mettere in rapporto concettuale la Potenziale Emergenza di una Pandemia Globale (e tutto quello che in termini farmacologici si porta dietro a prescindere dal taumaturgico vaccino) l’ha tenuta in stretto rapporto con Vincitori e Perdenti in un Mondo Post-Petrolio. Cioè quello a cui state assistendo.

Possibile che nessuno di questi cialtroni che si sono fatti re e regine (parlo delle classi dirigenti europee e in particolare di quella italiana e, con essa, il sottosistema di potere denominato MoVimento 5 Stelle) abbia mai letto a proposito niente? E lo scrivo pensando che non c’era bisogno di andare troppo in la, bastando banalmente ricorrere alle fonti aperte/rete di cui, in fin dei conti, i grillini/grilloni sono stati figli prediletti. Una tale inadeguatezza culturale potrà mai essere perdonata dal momento che ha generato l’assoluta impreparazione in cui ci ha colto l’attacco pandemico e dove, cominciate a non dimenticarlo, stanno morendo migliaia di nostri compatrioti?

Oreste Grani/Leo Rugens