Radio Rock, raffinata emittente radiofonica. Un vero ibrido di Musica e parole intelligenti

Una quindicina di anni addietro (forse un po’ meno) sono andato, in questo mio girovagare da scultore vagabondo di strutture transdiciplinari alla cui creazione mi dedico da tempo non sospetto, ad incontrare, a Firenze, Peppino Ortoleva, un tempo professore (forse lo è ancora) di Storia dei media (la cattedra era a Torino) e presidente di Mediasfera. Un fuori classe. Durante il colloquio appresi che sapeva bene chi fosse Ipazia Alessandrina in quanto, tra l’altro, sua moglie, filosofa, ne era studiosa ed appassionata. Io gli regalai alcuni libri che avevo editato e lui mi fece dono di “Le onde del Futuro – Presente e tendenze della radio in Italia” che aveva concorso a scrivere con Giovanni Cordoni e Nicoletta Nerva. Parlando con lui e leggendo il suo libro mi convinsi di alcune cose che oggi sia pure rivolte formalmente a voi scrivo, in questo post, per me. Ad esempio, come si legge a pagina 161-62 del suo prezioso saggio, nel capitolo “La presenza dei generi musicali”, si poteva leggere:” Sulla base di una distinzione per generi musicali , le emittenti  che dedicano la propria programmazione in modo univoco a un determinato stile di musica sono piuttosto rare”.

E dopo aver dedicato al genere “Dance” alcune frasi e informazioni relative al mercato si trovava, a proposito del Rock:

Il considerevole e persistente seguito di cui gode il genere (era il 2006 ndr) ha permesso la nascita, e la crescita, di emittenti locali come Rock Fm a Milano e Radio Rock, a Roma. Quest’ultima in particolare ha recentemente (Radio Rock esiste dal 1984! ndr) dato vita anche ad una emittente che focalizza il suo formato sul rock di produzione nazionale: Radio Rock Italia.”

Una nota nel libro evidenziava inoltre, in calce alla pag.162, che Radio Rock era passata dai 127 mila ascoltatori nel giorno medio per l’anno 2000, ai 209 mila del 2004. Mi piacerebbe sapere quanti sono gli ascoltatori medi al tempo del Corona Virus.

Questo perché Radio Rock, da qualche settimana, mostrando una grande sensibilità al divenire delle cose, ospita alcuni esponenti della società civile a cui pone domande sulla fase complessa (e scelgo un eufemismo) che attraversiamo. Agli ospiti scelti dall’emittente, in particolare negli ultimi giorni, dedicherò quanto prima un post specifico (ritengo che sia doverosa la giusta attenzione a questa “contaminazione intelligente” di parole e musica). Con oggi mi limito a segnalare che, alle 19:00, si potrà ascoltare una conversazione con Marco Dotti, figura egregia di intellettuale complesso, di questi tempi impegnato, tra l’altro, quale insegnante di Professioni attinenti l’editoria al corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Professionale dei Media dell’Università di Pavia.

Oreste Grani/Leo Rugens