La famiglia Caparini

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Teresina Gasparotti e il mitico Bruno Caparini, mamma e papà di Davide Caparini, l’assessore al bilancio della Regione Lombardia

Quanti di noi hanno o hanno avuto un padre o/e una madre ingombrante? Chi non ha dovuto almeno una volta fare i conti con il desiderio dei genitori di farci intraprendere una carriera lavorativa precisa o di ereditare il mestiere di famiglia?

Questa domanda me la pongo confrontando i curricula di Bruno Caparini, classe 1939, e di Davide Caparini, classe 1996; padre e figlio.

A leggere la carriera del primo c’è da fare un salto sulla sedia e provare orgoglio di fronte al classico esempio di laboriosità italiana esportata in tutto il mondo in settori delicati quali l’oil & gas e il nucleare, soprattutto.

Istruzione e Formazione

Diploma Istituto Tecnico Professionale F. Tassara – Breno
Master in prova dei materiali Università di Leeds
Corso di formazione per il creep testing machine alla Daw Castel Laboratori di Shiffield (UK)
Specializzazione nel creep testing sui motori a reazione Fanton nei laboratori della FIAT AVIO di Torino
Abilitazione alla certificazione dei componenti nucleari in collaborazione con Laboratori N.E.I.L Laboratory Glasgow (UK), CEMATH Laboratory Aix en Provance (Francia), Laboratory di Flourusse et Mol (Belgio)
Corso di formazione in sistemi di supervisione e gestione depositi gas e combustibili nei laboratori Tokio Keiso (Giappone)
Corso di formazione ANIMP (associazione Nazionale di Impiantistica Industriale) e OICE (Organizzazione di ingegneria, architettura e consulenza tecnico–economica)
Trainer training in measurement control testing dell’ANIMP-OICE

Esperienze professionali

Dal 1969 al 1987 Fondatore e Presidente della Tecas Spa di Edolo (BS)
Dal 1974 svolge attività di progettazione e realizzazione impianti e componenti industriali In Italia e all’estero.
1979 Fondatore Tecas India Spa.
1979 – 1982 Responsabile Ricerca – Sviluppo – Produzione – Montaggio dopo l’incidente nucleare di Tre Miles Island USA del Sistema di protezione Incore Thermocouple System – Reattori Westinghouse – Doel IV – Thiange III
Dal 1982 al 1987 Fondatore e Presidente della Tecas Engineering Spa.
Dal 1982 al 1987 Membro del Consiglio Direttivo del FIEN (Forum Italiano dell’Energia Nucleare) membro attivo per l’Italia del FORATOM (Forum Atomique Europeen).
Dal 1987 Consulente tecnico commerciale Mesit Srl.
Dal 1988 al 1995 Agente esclusivo Tokyo Keiso per l’Europa e l’Africa per i sistemi di controllo e strumentazione impianti di stoccaggio gas/combustibili.
Dal 1988 al 1995 Agente esclusivo per l’Europa e l’Africa per sistemi di controllo e retrofit su impianti turbocompressori e turbogas per la HSDE (UK).
Dal 1996 Membro del comitato direttivo sezione componentistica ANIMP (Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale)
Dal 2002 Agente esclusivo Ansaldo Sistemi Industriali per l’Algeria.
Dal 2003 Agente esclusivo Marelli Motori per l’Algeria.
Dal 2003 Membro del Comitato Generale di Coordinamento e programmazione della Dike Aedifica nominato dal Ministero di Grazie e Giustizia.
Dal 2005 Consulente Hofstra University – USA – Advice and Guidance in Foreign Affairs.
Dal 2008 Agente esclusivo Turbocare Americana (ex Fiat Avio Power Services) per l’Algeria.
Dal 2009 Presidente del Consiglio di Amministrazione di Sviluppo Tecnologico srl.
Dal 2009 al 2012 Membro del Consigliodi Sorveglianza di a2a S.p.A.
Dal 2010 Membro del Consiglio Direttivo dell’Energy Cluster – Lombardia.
Dal 2010 Membro del CDA Teatro Grande di Brescia.
14-15.10.2010 membro alla Terza Conferenza Internazionale Energetika XXI – Sant Petersburg – Russia – membro della missione in Usa e Canada dell’Energy Tour
Dal 2012 appartenente al Consorzio CCR (Consorzio Calcolo e Ricerca con sede legale a Roma) per lo studio e la realizzazione di decommissioning di impianti nucleari, impianti di energie alternative, impianti termotecnici.
Dal 2012 Membro del Consiglio di Gestione di a2a S.p.A.
MIT di Boston settore energetico
Università di Toronto: dipartimento di ingegneria – settore fotovoltaico
McMaster Institute for Energy Studies (Canada):

  • McMaster Nuclear Reactor
  • Canadian Center for Electron Microscopy
  • McMaster Manufacturing Institute
  • Center for Emerging Device Technologies

Se fosse tutto oro quello che luccica, complimenti davvero.

Bruno Caparini è uno che ha lasciato poche tracce di sé nella rete, non mi sorprende vista la delicatezza e i rapporti che può vantare con le maggiori aziende del settore energetico e nucleare, però a volte salta fuori, per esempio il 30 marzo 2011, nella classica contesa per la spartizione dei posti.

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Bruno Caparini, uomo molto vicino a Umberto Bossi, pare sia addirittura uno dei fondatori della Lega, è forse uno di quei personaggi di livello internazionale che hanno aiutato il partito dell’uomo in canottiera ad avere ascolto garanzie e altro all’estero, a ovest come a est?

L’uomo, che tanto ritiene di avere dato al Paese, il suo, Edolo, Val Camonica (BS), non manca di un po’ di vanità, esibita in due premi: il “Premio impresa etica” e “Anello sigillo longobardo”.

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Il premio “Anello del Sigillo” è voluto da tale Epis che ne da l’annuncio l’11 luglio 2019, indicando nel 7 luglio la data del conferimento del suddetto, in concomitanza della “ricorrenza della prima elezione del Consiglio Regionale avvenuta nel 1970”. Il termine “Anello” evoca pagine drammatiche e sanguinose del Paese, oltre a pretendere di dare un qualcosa di culturale a un partito politico che non ne ha. Mi chiedo ora come sia possibile che Caparini Bruno abbia ricevuto tale premio se la prima edizione deve ancora svolgersi, ben 10 anni dopo il conferimento del suddetto nel 2010. Ma il documento che segue spiega tutto.

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Quindi, dal 1999 esiste un premio che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale assegna, ma è solo nel 2019 che la Epis con una pdl n 84 chiede l’istituzione del premio “Anello Sigillo Longobardo”.

Vengo al Premio impresa etica, dove scopro solo oggi per impegni vari, che a dicembre 2019, ovvero mentre il SARS-Cov-2 iniziava a diffondersi aggressivamente, il Caparini Bruno incappa in un problema, dimostrandosi però all’altezza, dichiarando che il “Bruno Caparini” incastrato dalla giustizia americana è un omonimo e inoltre che, a quanto pare da documenti difficili da reperire, il di lui figlio, Davide Caparini, imprenditore, aveva avuto a che fare con la sorella nelle società coinvolte.

Andiamo con ordine perché se tutte le principali testate e agenzie del mondo danno la notizia che: “Gli Stati Uniti hanno accusato il cittadino russo Oleg Nikitin e la sua società KS Engineering, nonché il connazionale Anton Cheremukhin, altri due cittadini italiani [Gabriele Villone e Bruno Camparini ndr] ed un americano [Dali Bagrou] di aver cospirato per eludere le sanzioni commerciali” (fonte Sputnik) la notizia c’è.

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Ebbene, secondo l’ottimo Jacopo Iacoboni e il collega Gianluca Paolucci, co protagonista della vicenda è la “società della famiglia Caparini […] la Mesit, e Teresa, moglie di Bruno, risulta amministratore unico. La proprietà della Mesit è schermata da due trust. Ma prima dei trust era di Elena e Davide Caparini, figlio di Bruno nonché ex parlamentare leghista e assessore al bilancio della Regione Lombardia”. Oplà ecco come si sostanzia parte delle attività imprenditoriali di un uomo, Davide Caparini, che vive di politica da sempre a meno che nel breve lasso di tempo che incorre tra la laurea (1992) e l’elezione in Parlamento (1996) non abbia lavorato come uno Stakhanov, il che dal curriculum non risulta.

Ciò che leggiamo invece è che perito meccanico e laureato in ingegneria, il “Caparini Davide Carlo” ha la passione per l’editoria e di quello si occupa principalmente nelle sue attività parlamentari per ben cinque (5) legislature; non sappiamo se così facendo deluda le aspettative famigliari o meno, certo è che diversifica e amplia il fonte di azione famigliare.

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Torniamo all’intrigo internazionale perché il duo Villone-Caparini l’ha fatta grossa, cercando di piazzare un turbina per estrarre petrolio  o gas su una piattaforma russa (ma non sono dei super ingegneri questi ex sovietici da dover ricorrere a matriale americano?) e non è chiaro se la suddetta turbina sia mai partita o sia sequestrata in Kazakhstan (sempre lì mi porta il cuore). Certo è che gli arresti sono avvenuti grazie all’attività di un agente sotto copertura, attività che gli americani studiano nei film da bambini.

Alcuni lettori penseranno che le colpe dei padri non devono cadere sui figli, giusto, tuttavia se padre e figlio frequentano lo stesso club, lo stesso bordello o nel caso lo stesso partito, la Lega Nord, non è che ci si possa nascondere dietro il classico la mano destra non sa cosa fa la sinistra, perché se uno cerca di aggirare l’embrago americano verso la Russia anni dopo che al Metropol l’uomo del Papeete si fa incastrare su questioni petrolifere, che coincidenza, portato da un Savoini che col figlio di Bruno Caparini, Davide, ci deve avere campato perché il Davide era editore e il camerata Savoini giornalista:

Dal 1996 è socio dell’Editoriale Nord scarl editore de laPadania, Radio Padania Libera, il Sole delle Alpi, e la casa editrice Bruno Salvadori. Dal 1999 è amministratore unico di Mediapadania S.r.L. società concessionaria pubblicitaria ed organizzatrice di eventi come Miss Padania (dal 1997 fino al 2013) e Capodanno Celtico. Dal 1999 è amministratore unico di Celticon S.r.L. editrice di TelePadania diretta da Max Parisi, Max Ferrari, Aurora Lussana in onda su Telecampione e Sky fino alla sua chiusura il 30 giugno 2014.

A giudicare da alcuni dettagli non escluderei che tra i due vi sia una condivisione di sentimenti politici innominabili; per questo rimando a Claudio Gatti autore de “I demoni di Salvini”.

Chi avesse voglia di guardare i bilanci delle società che Caparini ha gestito poi mi dice se essere assessore al bilancio della regione Lombardia, una delle più ricche d’Europa non sia garanzia di dissesto, o di “buchi”. laPadania nei 17 anni di vita ha incassato 61 milioni dallo Stato quali contribuiti all’editoria.

Ebbene, poiché una intervista in ginocchio non la si nega a nessuno, nemmeno a Caparini, “il Foglio” a firma di Fabio Massa il 29 aprile 2018 ci presenta così l’assessore al bilancio della Regione Lombardia:

“Mica mi farai risultare come un personaggio, eh?”. Davide Caparini è tutto qui, in questa domanda off the record, all’inizio del suo dialogo con il Foglio. Camuno di poche parole, rifugge i riflettori ma non scappa dalle riunioni operative. Anzi. E’ uno degli uomini più attenti e più vicini al presidente Attilio Fontana. Leghista della prima ora, ingegnere meccanico, figlio del mitico Bruno, che a Brescia e dintorni conoscono tutti. Come tutti conoscono il figlio Davide, deputato per cinque legislature. La cosa buffa della vita è che Caparini non vuole fare il personaggio, e ragiona sulla comunicazione in termini di understatement. Fare e minimizzare.

E ci mancherebbe altro, con un padre che fa cose e vede gente in giro per il mondo, il “mitico Bruno”, mettersi in mostra, giammai.

Eppure tutta la sua vita, in Lega, è stata dedicarsi alla comunicazione: editore dell’Indipendente di Daniele Vimercati, fondatore di Radio Padania, editore della Padania, vicepresidente della commissione di Vigilanza della Rai. Il suo stile è tutto qui, ton sur ton, come i suoi vestiti: c’è da lavorare, e dobbiamo lavorare.

Ergo il camerata Savoini lo conosce eccome.

Ora, il resto dell’intervista, aprile 2018 tenetelo a mente, gira intorno a due cose, la prima, i soldi per strade e ferrovie, strade e ferrovie, cavalcavia e ferrovie e via dicendo, non mancando di sottolineare che la Lombardia è il primo contribuente dello Stato e che dalla Lombardia si detta l’agenda politica a Roma. Sanità non pervenuta, perché ci pensava qualcun altro, che però sempre dal bilancio deve passare o no? Si sbalio mi corigerete.

La seconda, l’autonomia, la sacra autonomia, per la quale, nel referendum dell’ottobre 2017 sono stati spesi 23 milioni di euro per inutili dispositivi elettronici acquistati da tale SmartMatic coinvolta in uno scandalo per corruzione in Venezuela, e qui Caparini ci mette la faccia con sprezzo del pericolo e certezza di impunità.

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Leggendo I problemi dei tablet della Regione Lombardia nelle scuole – Giornale di Brescia si capisce tutto e di più.

Ma, c’è sempre un ma, un cigno nero che arriva in volo come un ladro nella notte e ti mette con le spalle al muro rivelando tutta la tua inadeguatezza, la tua gaglioffaggine, la tua non so come definirla; è un discorso generale sia ben chiaro e che vale anche per il sottoscritto.

Oggi, Davide Caparini appare invecchiato, barba lunga, lineamenti segnati, sguardo perso e…

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… preoccupato perché: “Milano, 7 apr. (askanews) – La Protezione civile nazionale ha comunicato oggi a Regione Lombardia che “lo Stato non intende corrispondere le spese sostenute dalle Regioni, tutte le Regioni, per quanto riguarda l’approvvigionamento di dispositivi e apparecchiature medicali” acquistati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Lo ha spiegato l’assessore al Bilancio di Regione Lombardia, Davide Caparini, in conferenza stampa a Milano. Si tratta, ha detto, “di una mazzata” che costerà a Palazzo Lombardia “una cifra che si avvicina a 400 milioni di euro”.

Con la decisione, “una pessima notizia” l’ha definita Caparini, “ciò che abbiamo acquistato ce lo dobbiamo pagare”. Caparini ha ricordato che a inizio emergenza le indicazioni erano diverse, con la Protezione civile che si era detta disponibile a partecipare alle “spese straordinarie” per oltre 1,5 miliardi di euro. “Ora – ha incalzato Caparini – abbiamo una informazione diametralmente opposta. Noi abbiamo spalle larghe, ma mi metto nei panni dei miei omologhi di regioni che ora rischiano la bancarotta”.

Ovvio che il cinque volte parlamentare “romano” Caparini ha imparato che con la Protezione civile bisogna giocare d’anticipo e scaricare il barile perché chi rimane con il Covid-19 in mano,  rischia il linciaggio.

Protezione civile.

Mentre il morbo infuria e l’ospedale manca, così come tutto il resto, il nostro pensa di cavarsela così: “L’assessore regionale al Bilancio, il leghista Davide Caparini, non vuole commentare le tante critiche: «Decidono i tecnici»” Coronavirus a Brescia- centro Covid al Civile, i sindacati contro la Regione di Matteo Trebeschi.

Troppo facile, perché ci sono oltre dicimila morti sul tavolo e chi ne ha la responsabilità dovrà pagare, pagare ma non come sanno fare gli assessori al bilancio.

Alberto Massari

P.S. Fabrizio Gatti nel suo “Educazione americana” fa dire a Simone Pace, tecnicamente una spia italiana della CIA, che il primo governo Berlusconi viene fatto cadere dalla Lega Nord che esegue “il compito gradito agli americani”.

Fine della puntata