Foglie che solo il cuore vede e cui la mente non crede

leaves

La poesia di Caproni pubblicata un paio di giorni addietro ha portato, come il vento, Foglie, troppo adatta al tempo presente, purtroppo. Il giovane uomo saggio che me l’ha regalata non poteva avere intuizione migliore, richiamandomi, tra l’altro, al dovere di scrivervi e di incitarvi a ravvedervi, forse anche a redimervi. Non è necessario credere in un dio per farlo e la bellezza non è sufficiente.

Per un caso fortunato, i versi di Caproni si sono sovrapposti a quelli di Gianni Rodari che una voce radiofonica ripeteva.

Alberto Massari

 

Giorgio Caproni

“Foglie”

Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confuso d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.

Giorgio Caproni

geiser

Gianni Rodari

Dal secondo libro delle filastrocche

Le parole di Manziana
Con le parole di Manziana
Voglio fare un A B C
Le metto in fila indiana
E comincio così:

A.. è l’Acqua Precilia,
è l’Acqua Acetosa,
è l’Acqua della Callara
che ribolle senza posa.

B… Boccalupo… e per fare
I tuffi senza trampolino
Il Bottegone del Pecoraio
Il Bottegone di Tomassino.

C… il Camillo, tra i cerri,
dove la macchia è più bella
e d’inverno dietro il cinghiale
la canizza, la cacciarella.

D… è il ponte del Diavolo,
il quale però è innocente:
l’hanno fatto gli antichi Romani,
il Diavolo non sa far miente.

E… l’Eremo, la montagna
Che copre le spalle al paese
Con un sipario di pini
Sempre verde, ad ogni mese.

F… sta nella Fontana
Del Vignola, ma ancora
Ce n’è una, tutta fiorita,
nei boschi della Fiora.

G… le Grazie, le Grottacce
Dove abita un vecchio gufo;
le “grotte”, dove il vino
matura nel fresco tel tufo.

H… ne ha una Ughetto
E mi hanno raccontato
Che la mette nel pistacchio
Quando ci fa il gelato.

La I… sta fuori mano,
all’Imposto, agli Imbastari,
dove una volta usava
mettere il basto ai somari.

L… nuota nella Lenta,
M… naviga nel Mignone,
ma di casa sta al Mattiolo
con altre brave persone.

N… sento un profumo
Che incanta i ragazzetti:
sono le “nocchie” croccanti
nel dolce dei tozzetti.

O… la strada di Oriolo,
P… il Poggio, la Piscina,
Q… i Quarti, i Quadroni
Dove l’aria è più fina.

R… è forse il “rimissimo”
Dove quando stracche
E sazie di pastura
Si chiudevano le vacche.

S… sono le Scalette,
ma anche gli Scaloni,
Solfatara e Solfaraticchia
E là, gli Scopettoni.

T… l’ho vista al Travertino…
Ma ne ha tre, con tre trattini,
il busto di Fittoni
tra le aiuole ai giardini.

U… è l’Università Agraria,
istituto dei più rari,
dove anche i contadini
sono universitari.

V… è certo il Vicinato
Dove a scuola si va
A imparare che l’alfabeto
Comincia con la A.

La Zeta è l’ultima lettera
della nostra canzone:
sta proprio dentro Manziana
e ci si trova benone.

Siamo così arrivati
In fondo al nostro A B C,
ma chi sa altre parole
potrà aggiungerle qui…