Aldo Giannuli, Covid-19 e i futuri possibili

Il 23 febbraio 2020, cioè 18 giorni addietro (pochi/molti), Aldo Giannuli, uno che in passato si è misurato sul futuro (mi riferisco al volume del 2010 – Ponte delle Grazie “2012: la grande crisi” – Le guerre finanziarie segrete, la possibile fine di Obama e il debito USA, l’incognita Cina, l’Europa sotto attacco, l’Italia a rischio secessione: il peggio deve ancora arrivare?) ha lasciato detto, usando la testata Formiche, che se la questione del Covid -19 non si fosse risolta in poco tempo (marzo-aprile?) i guai sarebbero cresciuti a dismisura. Secondo il professore barese le nuvole si sarebbero addensate minacciose per degenerare in burrasca se il contagio fosse durato, così virulento come oggi appare, fino a maggio-giugno. Mi sembra che così sarà. Anzi, nella mia marginalità e ininfluenza direi che assisteremo alla danza macabra, visto come l’aggressore si è organizzato, almeno fino all’inverno prossimo. Se così dovesse essere questo aprile (cioè quello in corso) potrebbe essere l’ultimo di un Pianeta come lo abbiamo conosciuto. Almeno a partire dallo sbarco in Normandia e dalle bombe atomiche sul Giappone.

Leggere Giannuli è sempre piacevole e utile soprattutto tenendo conto che il professore/consulente ha accesso a fonti di governo e ad ambienti legati al mondo della sicurezza nazionale che altri non hanno. In questo caso, gli ambienti che cito, sembrano essere rimasti all’oscuro di ogni significativa dinamica. Almeno a quanto si dice e i documemti ufficiali fanno intendere. Ma non sempre ciò che appare, è. Anzi.

Oreste Grani/Leo Rugens