Piazza vuota cimitero pieno

Venerdì Santo, Papa Francesco celebra la Via Crucis da piazza San Pietro Venerdì Santo, Papa Francesco celebra la Via Crucis da piazza San Pietro

Penso che papa Francesco stia fronteggiando ostinatamente il vuoto e preghi al suo cospetto nel tentativo di far comprendere all’umanità che avere rifiutato l’altro ha portato alla scomparsa di noi stessi.

Il vuoto davanti al quale si presenta il papa è la non esistenza di chi ha negato il Cristo assetato affamato nudo ferito bambino debole malato povero – Francesco di Assisi avrebbe aggiunto alla schiera il fratello lupo. E mentre l’io era obbligato a saziare il proprio desiderio senza tregua e senza possibilità di saziarlo, azzardo a dire che solo l’amore per l’altro può mitigare questo incesante moto a divorare, non ascoltava le voci che insistenti si levavano ad avvertirlo che nel vuoto che si creava sempre più tra soggetto e soggetto, la natura si sarebbe incuneata, perché in natura il vuoto non esiste, esistendo però nell’anima, da cui la fame instancabile.

Non pensando più come “noi” bensì come io insaziabile, l’umanità non ha saputo o potuto immaginare il pericolo cui andava incontro poiché l’unico rischio che riesce a pensare un “io” è quello che nel proprio orto si affacci un affamato mentre la minaccia che si alimentava del sangue di creature della notte, percepibile tuttavia con gli occhiali potenti della scienza, non aspettava altro che l’io insaziabile se ne cibasse. Ma non è sufficiente migliorare la propria dieta per avere salva la vita, perché la malattia che ha fatto scomparire gli individui è prima una malattia dell’anima piuttosto che un grumo di informazioni che si replica solo distruggendo chi lo accoglie. In fondo non è ciò che gli umani stanno facendo nei confronti della Terra e dei suoi abitanti, umani compresi?

In verità, ciò che i tanti “io” hanno divorato è quel noi che solo è capace di prevedere e arginare il pericolo, visibile o poco visibile che sia. Certo né contro la morte né contro un sasso lanciato nello spazio il noi può qualcosa, ma senza il noi, anche il menico più debole può aver facilmente ragione dell’io, perché trova nella paura che dimora nell’io stesso il suo maggiore alleato.

Oggi il pericolo maggiore è che il vuoto si possa riempire dei mostri che dormono nell’io e che solo un noi può tenere a bada.

Alberto Massari