Vittorio Colao: di uno così sentivamo proprio il bisogno

Chi lo ha deciso che esponenti certi del passato (per certi intendo dire con tutta la negatività implicita) dovrebbero essere capaci di una tale catarsi da divenire i portatori di quel profondo cambiamento culturale tale da non commettere gli errori che negli ultimi venti anni sono stati commessi? Un banale esponente dello stereotipato marketing telefonico (non c’è nulla come quel mondo pieno di luoghi comuni e di stili di vita incentrati su di se, avrebbe detto il vecchio prof. Calvi) perché mai dovrebbe saper interpretare il profondo bisogno di cambiamento paradigmatico che la falce mortifera del Corona Virus ha innescato? In particolare da ore mi chiedo chi abbia ingaggiato (e a che condizioni) i nuovi e vecchi “amici e collaboratori” di Vittorio Colao repentinamente (o ci dovete far insospettire?) radunati nella forza di sfondamento che ora dovrà ideare e guidare la ricostruzione, figure professionali selezionate e rapidamente formate per essere pronte ad affrontare l’invisibilità? Ma dove stava tutta questa gente geniale mentre l’Italietta sbandava, da anni e certamente molto prima dell’attacco sferrato dal virus? Tutto questo, ad una prima verifica/riflessione, appare un vero e proprio golpe notturno ad opera di un generale, Giuseppe Conte, da sempre senza truppe e che, viceversa, la sorte e una certa dose di audacia, ha fatto trovare a cavallo di un caval! O è Massimo D’Alema che ancora decide per tutti noi? E se non è Massimo D’Alema, è Mario Monti? E se non è Mario Monti come potrebbe mai essere che sia ancora Luigi Bisignani? Non è Bisignani ma è Giancarlo Elia Valori, come ritiene che sia il mio amico Matteo? O forse, finalmente, è una donna, Mariana Mazzucato che, tramite Conte, decide tutto? Gente comunque cresciuta a Londra (e in altri ambienti internazionali) dove non sempre la criminalità, massonica o meno, ben coperta da istituzioni prestigiose, non prefigura il destino dei “babbei”. L’affare si ingrossa e si fa intrigante. Almeno così appare agli occhi, ingenui e stanchi, del vostro amico, un tempo Leone Ruggente, Orestino Granetto.

P.S.

Vista la percentuale di calabresi che emergono in questa fase delicatissima e che sembrano assumere grandi responsabilità per il futuro della Repubblica, i mal pensanti cominciano a mormorare che sia in realtà un vertice ‘dranghetista (con il colletto e i guanti candidi) che prende decisioni direttamente per tutti. In passato cose di tale natura perversa, in questo Paese senz’anima democratica, sono accadute. Evitiamo quindi di darmi del complottista o questa volta mi incazzo duro. Oreste Grani senza diminutivi.