Perché nulla cambi. Anzi – se è possibile – peggiori

In questi giorni dicevo all’amico Massari che sentire parlare di ricostruzione e non far andare il pensiero (e i ricordi) alla Banca Commerciale Italiana o al Credito Italiano mi era impossibile. Ricostruire cosa, con quali fini, in che contesto planetario e usando quali strumenti culturali? Mi sembra impresa impossibile. E mentre ero preso a pensare a figure quali Antonello Gerbi (ve ne parlo in altro post) mi chiedevo come fosse possibile che il gattopardismo criminal-partitocratico avesse prevalso fino a portare gli avanzi della Repubblica ad essere sbrindellati, per essere spartiti, tra i soliti o gli eredi dei soliti. E questo mentre altri italiani, alcuni milioni, sono in trepida attesa di vedersi o meno riconoscere (dalla loro stessa cassa) seicento euro per non morire di inedia o vedersi staccare le utenze erogate da quegli stessi organismi di servizio (ENI, ACEA, ENEL, POSTE) per cui, in totale oscurità, alcuni stanno per accoltellarsi per decidere di chi debbano essere i consigli d’amministrazione e le poltrone di comando. Finche avrò dita continuerò a scrivere che questa è la maggiore colpa di Beppe Grillo e derivati. Spero che a nessuno sfugga quale Idra stia per venire alla luce (si fa per dire luce!) nel momento in cui tutti, tutti, tutti (ovviamente tranne “loro”)  sono distratti dall’evento pandemico. Cornuti e mazziati, si dice.

Mattei Enrico

Stanno organizzando banalmente la loro (e dei loro servi) continuità. Sarà cosa gravissima ma ormai non contrastabile. Faranno tutto come si delinea e solo un fatto traumatico (ormai auspicabile) potrà mettere riparo successivamente ai danni che si preparano ad infliggere alla collettività. Immaginate che si stanno per spartire quel poco che avanza e ancora una volta, dovendo piazzare/accontentare/tacitare anche uomini che erano stati parcheggiati nei “servizi”, alcuni mesi addietro e dopo averli fatti salire, senza un vero perché, sulla giostra del potere, non solo si metteranno mano alle nomine nelle partecipate ma per il gioco del 15, ancora una volta, si faranno frenetici giri di valzer a Forte Braschi, Piazza Dante, se non al DIS. L’ennesimo casino perché nulla cambi. Ricostruzione affidata, quindi, agli stessi che hanno demolito e ci hanno fatto trovare, loro necessariamente distratti, impreparati sotto attacco della pandemia? Evento previsto e prevedibile.

Mattioli Raffaele

Per introdurvi alla fase convulsa che li/vi aspetta scelgo un articolo che nel web appare a firma Enrico Matteioli (“crasi” tra Mattei Enrico e Mattioli Raffaele, due grandi del dopo guerra e della prima ricostruzione) uno pseudonimo che, come spiegano i redattori della testata, ha una sua qualche originalità. Il pezzo è lucido ma non fa altro che registrare il saccheggio in corso.

Altro anch’io non posso fare. Chi doveva fare non ha fatto nulla perché non ci fosse questa continuità. Anzi. E mi riferisco ovviamente agli ex per bene/onesti a cinque stelle.

Oreste Grani/Leo Rugens