Qualcuno sta tirando un pacco a Trump?

Fornisco un dato: il testo sulla pandemia (punto 56: Potenziale emergenza di una pandemia globale) che non poteva non essere tenuto nella debita considerazione dall’amministrazione USA che l’aveva fatto elaborare, pagato, archiviato e reso pubblico tanto che perfino un signore ininfluente e marginale quale il vostro amico Leo Rugens, sin dal finire del 2008, ne era in possesso, mi fu tradotto dalla collaboratrice Chiara F. a cui lo avevo affidato per saggiarne la reale capacità di comprensione anche di testi di quella natura non certo scolastica. Per anni ho conservato il fascicolo e l’ho mostrato a non pochi amici e collaboratori per convincerli della necessità di non rimuovere una tale impegnativa previsione. Su quello stimolo iniziale (fine 2008 con cambio della guardia alla Casa Bianca), nel 2009 ho dato il giusto peso alle carte che, intitolate “Pandemia e Business Continuty: perché le aziende si devono preparare a questa emergenza” da alcuni mesi cito. Le cito accompagnandole con la doverosa determinazione ad avere risposte su questo ventilato/citato piano GlaxoSmithKline, a suo tempo illustrato da quel Giuseppe Zuppini, dirigente d’impresa GSK e, a quella data Vice Presidente del Centro Studi ItaSForum, che sembro essere l’unico a ritenere “persona vera”. Quasi fosse un novello Mifsud poi un giorno sparito. A tal proposito, proprio come inciso, evitiamo di rimuovere che il professore della Link Campus University non è più ricomparso, vivo o morto che sia.

Questo lo lascio scritto perché la pandemia deve servire a fare chiarezza (e quindi anche sulla sparizione di Mifsud) su come si trattano le complessità geopolitiche e non, viceversa, come alibi per ripulire le tracce dei grovigli bituminosi che qualcuno vuole, zavorrandoli, “calare in fondo al mare”. Torniamo alla Casa Bianca e all’autorevole personaggio che firmò quel report (C. Thomas Fingar direttore National Intelligence Council). L’OMS, signor presidente Trump, ha altre colpe (e, per chi scrive, le ha), ma l’OMS non c’entra con il fatto che la sua amministrazione aveva ereditato le informative e che doveva non solo aggiornarle ma relazionargliene, più volte entrando con forza nel merito essendo, come si sta vedendo, materia “bomba fine di mondo”. Sono i suoi che dovevano guadagnarsi la pagnotta. I cinesi? Si fanno, dal loro punto di vista patriottico, i fatti loro. Ancora una volta dimostrando che i loro servizi segreti sono i migliori del mondo. Come questo marginale e ininfluente blogger ritiene sin dal 18 ottobre 2012: IL PIÙ GRANDE SERVIZIO SEGRETO DEL XXI SECOLO?

All’OMS lei affidava la sicurezza degli USA? E come se Luigi Di Maio (il ministro degli Esteri della mia Italia) desse la colpa a Lino Banfi, dopo averlo nominato ambasciatore all’UNESCO, degli oltre 20 mila nostri compatrioti che, in parte traditi, sono morti sotto l’attacco del virus. Eviterei di commettere la gaffe dell’OMS “che si fa i fatti suoi”. E a tal proposito sono interessato, anche come cittadino italiano, a sapere perché, se questa OMS è tanto inattendibile, le strutture USA NAMRU-3 (e spero di non turbare il sonno di nessuno) e l’US Centers for Disease Control (CDC) ha collaborato proprio con l’OMS per perfezionare il trasferimento dall’Egitto (quello) a Sigonella (quella in Sicilia) di un laboratorio di ricerca e prevenzione sui virus e armi batteriologiche, impianto tanto complesso (e segreto?) da aver richiesto, per il solo smantellamento e la nuova istallazione, quasi un anno. Lo sanno anche i paracarri, si dice a Roma, che gli interessi dell’OMS potrebbero non essere gli stessi degli USA. Che sono anche, fino a prova contraria e fino a quando alcuni irriducibili non avranno perfezionato il loro disegno separatista, gli alleati della mia Italia. E voi, per tornare a bomba, con le donne e gli uomini dell’OMS ci collaborate per un impianto top segret o quasi?

Ma siete scemi o ci fate? Oppure dobbiamo pensare che con i cambi della guardia da lei troppo compulsivamente ordinati nei settori della sicurezza nazionale, qualcuno, in spirito vendicativo, le ha tirato un pacco? Lei non mi è certo simpatico ma, probabilmente, senta a me, è stato tenuto all’oscuro della minaccia pandemica incombente. E così ora, nel bene o nel male, vedrà messa in discussione la sua rielezione. E questo lo dico tenendo conto che il GIG (Grande Iettatore Grani) aveva, viceversa, previsto la sua elezione quando (tranne la scrittrice Stefania Limiti a cui mi ero ispirato) nessuno, in Italia, scommetteva su di lei. Ora dico che se non rimette in ordine subito la scena, lei, a novembre p.v., cambierà mestiere.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Se avete tempo approfondite cosa faccia il Centro Studi ItaSForum così ne parliamo a lungo di cosa si intenda essere “agenti d’influenza e formatori di operatori di intelligence” (in accordo con la solita foglia di fico LUISS) in questa nostra povera Patria pronta, come non mai, ad essere fagocitata. Certo mi riferisco a quel poco che è avanzato ma, evidentemente, pezzi di una scatola di meccano che alcuni ritengono utili ai propri disegni planetari.