Qui rido io: El mundo perdido

   

Agli amici che hanno giustamente a cuore le sorti del Venezuela faccio una proposta che più bizzarra non potrebbe essere: per parlare di come sia ridotto oggi quel grande Paese (e per ridotto intendo anche insicuro per le troppe fazioni, interne ed esterne, che se lo contendono), suggerisco un convegno o una giornata di ricordo (potrebbe essere un incontro da tenere il 9 ottobre 2020) sulla figura dello spagnolo Juan Pujol Garcia, soprannominato Garbo, per molti anni agente dei servizi segreti inglesi, considerato unanimemente dagli storici e studiosi di questa materia particolarissima, il miglior agente doppiogiochista della Seconda Guerra Mondiale.

Garcia fu straordinario nell’interpretare la parte della fedele spia tedesca mentre nel suo intimo era uno che odiava Hitler e i nazisti sin dalla sua forte esperienza di combattente nella guerra civile spagnola.

Joan Pujol García, o Juan (Barcellona, 14 febbraio 1912Caracas, 10 ottobre 1988), è stato un agente segreto al servizio sostanziale di se stesso e della sua visione del Mondo . Conosciuto anche con i nomi in codice Garbo e Arabel, rispettivamente presso i servizi segreti inglesi e tedeschi, è noto per aver passato false informazioni ai tedeschi. Ebbe un ruolo cruciale nel successo dell’operazione Fortitude, operazione di controspionaggio intesa a depistare i tedeschi circa la data e il luogo esatto dello sbarco in Normandia durante la fase finale del conflitto: le false informazioni fornite da Pujol convinsero i servizi segreti tedeschi che l’attacco principale si sarebbe svolto a Pas de Calais.

Nato a Barcellona, Pujol aveva maturato un forte astio nei confronti della Germania nazista e dell’Unione Sovietica in seguito alle sue esperienze nella guerra civile spagnola.

Prese la libera decisione, intorno al 1940, di contribuire alla seconda guerra mondiale aiutando la Gran Bretagna, unica avversaria della Germania al tempo. Inizialmente tentò di instaurare rapporti con gli inglesi, ma questi non mostrarono alcun interesse nel reclutarlo come spia: decise perciò di farsi assumere prima come spia dai tedeschi, per poi offrirsi come agente doppio-giochista ai servizi inglesi. Operando inizialmente a Lisbona, fece credere ai tedeschi di risiedere in Gran Bretagna.

Choronì

Redasse falsi rapporti circa i movimenti della flotta basando le proprie informazioni su testi della biblioteca di Lisbona e su documentari e cinegiornali che poteva vedere nei cinema della città, riuscendo a convincere i tedeschi che aveva accesso ad informazioni reali. Dichiarò di essere in viaggio per la Gran Bretagna e inviò persino i rendiconti delle spese di viaggio consultando una lista di prezzi da una guida delle ferrovie britanniche. Ebbe tuttavia alcune difficoltà nel comprendere il sistema monetario inglese con valute non decimali espresse in sterline, scellini e penny, in particolare non riusciva a sommare fra loro due o più prezzi. Risolse brillantemente la situazione limitandosi ad elencare le proprie spese e dicendo di presentare in futuro una somma completa. Altri errori riguardarono l’ambiente inglese, di cui effettivamente non aveva nessuna esperienza, come nel rapporto circa una immaginaria visita aGlasgow “dove”, scrisse, “è pieno di gente disposta a fare qualsiasi cosa per un litro di vino”.

In questo periodo creò una rete estesa di agenti subalterni fittizi residenti in varie parti della Gran Bretagna. Alla fine tentò nuovamente di mettersi in contatto con gli inglesi, offrendo ancora una volta i suoi servizi: questa volta accettarono. Fu trasferito in Gran Bretagna nella primavera del 1942, ed operò in qualità di agente del controspionaggio sotto l’égida del XX Committee. Il suo superiore fu Cyril Bertram Mills, che conosceva solo con il nome di “Mr. Grey”.

Occasionalmente era costretto ad inventare ragioni plausibili per il fallimento dei suoi agenti fittizi nel riportare informazioni di cui i tedeschi sarebbero potuti essere, facilmente, a conoscenza.

In un caso riferì che il suo (immaginario) agente a Liverpool si era ammalato poco prima di un importante spostamento della flotta dal porto di quella città e che in conseguenza di ciò non era riuscito a riportare l’accaduto. Per supportare con prove plausibili la malattia dell’agente, lo dichiarò morto in un rapporto successivo, sincerandosi di far pubblicare la falsa notizia anche su un giornale locale: i tedeschi furono convinti da questo ulteriore riscontro della veridicità di quanto affermato e acconsentirono a pagare alla vedova una pensione di mantenimento.

Le informazioni fornite da Pujol ai tedeschi erano prima revisionate da Mills ed includevano una certa quantità di eventi veritieri, con lo scopo di renderle il più convincenti possibile.

Alcune volte era possibile ottenere questo risultato trasmettendo informazioni vere ma ritardandone l’arrivo a destinazione, fin tanto che l’informazione così ceduta non fosse divenuta ormai completamente inservibile per il nemico. Per mantenere la sua credibilità fu deciso che Garbo avrebbe dovuto riferire ai tedeschi la data esatta e altri dettagli dell’imminente sbarco in Normandia, facendo in modo, ovviamente, di ritardare l’arrivo del rapporto per lasciare loro un ristrettissimo margine di azione.

Furono fatti accordi speciali con gli operatori radio tedeschi per rimanere in ascolto di Garbo nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1944, col pretesto che un agente subalterno stava per fornirgli un’informazione molto importante. Tuttavia, quando gli operatori tentarono di chiamarlo, non fu data risposta fino alle 8 di mattina: inviando solo allora delle notizie attendibili e dando colpa alla sfortuna per il ritardo, che era invece stato pianificato, Garbo riuscì ad acquisire ancora più credibilità agli occhi dei tedeschi. Il 9 giugno (tre giorni dopo il D-Day), Garbo inviò un messaggio all’alto comando tedesco dicendo che in un importante incontro con i suoi agenti aveva sviluppato un ordine di battaglia che mostrava 75 divisioni in Gran Bretagna (mentre in realtà erano solo 50).

Il messaggio inoltre affermava che le unità del First United States Army Group (un gruppo di armate fittizio inventato dal Comando Alleato e dai servizi segreti britannici) non aveva partecipato all’invasione e che perciò il primo sbarco era da considerarsi come un diversivo.

Un messaggio tedesco fu inviato da Madrid a Berlino due giorni dopo e diceva “tutti i rapporti ricevuti nella scorsa settimana da Arabel (il nome in codice tedesco di Pujol) sono stati confermati senza alcuna eccezione e sono da considerarsi estremamente affidabili”. Nel tardo giugno Garbo ricevette istruzioni dai tedeschi di fornire le coordinate di caduta di bombe V1.

Non trovando alcun modo per dare informazioni false senza sollevare sospetti e non volendo cedere al nemico informazioni utili, Mills decise di inscenare un arresto di Garbo.

Ritornò in servizio pochi giorni dopo e fu ricompensato da una lettera di scuse dalla segreteria di Stato per la sua illecita reclusione.

I tedeschi pagarono a Garbo (o Arabel, come era codificato da loro) un’enorme quantità di denaro per la sua rete di agenti subalterni sparsi in tutta la Gran Bretagna, per un totale complessivo di 27 agenti interamente inventati.

Per il suo aiuto agli Alleati Garbo fu fatto membro dell’Ordine dell’Impero Britannico. Per ironia del destino alla fine della guerra Garbo incontrò uno dei suoi superiori tedeschi, che gli conferì la Croce di ferro per il suo contributo alla Germania. I nazisti non capirono mai che Garbo li aveva ingannati per tutta la durata della guerra e questo lo rese l’unica persona ad aver ricevuto decorazioni militari da entrambe le parti.

Dopo la guerra Pujol inscenò la propria morte e si trasferì in Venezuela (ecco lo spunto, immaginando oggi se mai uno potrebbe scegliere il Venezuela per starsene in pace) , dove visse nell’anonimato, mentre addirittura anche Mills lo credeva morto. D’altro canto anche allo stesso Garbo fu detto che Cyril Mills, o “Mr. Grey”, come lo conosceva lui, era stato ucciso.

Soltanto nel 1982 i due si ritrovarono nella casa di Mills a Londra. Garbo continuò a vivere a Choronì, una cittadina all’interno del parco nazionale Henri Pittier in Venezuela, e morì nel 1988. Fu seppellito nel cimitero cittadino.

Troppo audace il tema? Di difficile lettura? In passato ho ideato e organizzato un convegno su Alan Mathison Turing quando in pochi sapevano chi fosse in genio matematico e, per farlo, a parlare di Turing, della Quarta rivoluzione industriale, di Infosfera chiesi al professor Luciano Floridi di venire da Oxford. Era il 2012 e solo un’elité, a quella data, capiva che avremmo “respirato”, negli anni a venire, immersi letteralmente nell’infosfera. Se ci state, è ora di parlare seriamente del Venezuela, del suo dramma, di come può tornare ad essere un luogo in cui andare a vivere. Al sicuro.

Oreste Grani/Leo Rugens più bizzarro del solito.

P.S.

Saprei chi, spagnolo, invitare a parlare di Joan Pujon Garcia, detto Garbo. Saprei chi scegliere tra gli storici tedeschi per parlare di Arabel.

Saprei proporre, tra autorevoli studiosi di storia dell’Intelligence, chi, partendo dal gioco metaforico e analogico (quel Venezuela e quello odierno), sia capace di rimettere, quel grande Paese, lasciato colpevolmente oggi nelle mani dei peggiori, al centro del dibattito internazionale. Partendo dalla conoscenza degli avvenimenti.

P.S. al P.S.

Operazione Fortitude fu il nome collettivo dato dalle forze Alleate a una serie di operazioni di depistaggio svolte prima e durante lo Sbarco in Normandia nella seconda guerra mondiale. Queste facevano parte anche del piano generale per il 1944, chiamato Operazione Bodyguard. Fortitude aveva due forme: Fortitude Nord (poi Operazione Skye), che aveva lo scopo di instillare in Hitler e nei suoi generali il timore di uno sbarco anfibio in Norvegia, e Fortitude Sud, che tentava di raggirare l’alto comando tedesco facendogli credere che gli sbarchi avrebbero avuto luogo sul passo di Calais, piuttosto che sulle spiagge della Normandia.

Le operazioni di depistaggio di Fortitude Sud erano molteplici e attentamente congegnate. Queste variavano dalla costruzione di finti aeroporti con aeroplani di cartapesta nell’Inghilterra dell’Est alle false comunicazioni radio lungo la costa meridionale dell’Inghilterra che simulavano movimenti di armate fasulle. In quel periodo i tedeschi avevano in Inghilterra circa 50 agenti segreti, ma vennero tutti catturati grazie al lavoro della divisione B dell’MI5 e molti di questi divennero falsi agenti al servizio degli Alleati.

Questi agenti segreti doppi inviavano all’intelligence tedesca messaggi falsi e fuorvianti, uno dei più famosi fra di loro fu appunto G&G, Garcia-Garbo. Gli inglesi, per mantenere credibili agli occhi dei tedeschi questi falsi agenti, li inviavano a fare attentati in edifici pubblici vuoti per dimostrare le loro “attività”. Nell’Operazione Quicksilver gli alleati crearono un intero esercito finto. Il FUSAG, il First United States Army Group, era in gran parte finto ad eccezione del comandante, il generale George Patton, alcune unità token (cioè rappresentate da un minimo numero di personale) e l’intera sezione di trasmissioni che generava un falso traffico di comunicazioni radio tra unità inesistenti. Venti divisioni, raggruppate nella 14th Army, due corpi d’armata, una divisione corazzata, cinque divisioni aviotrasportate e quattordici divisioni di fanteria, vennero fatte credere operative, supportate da carri armati gonfiabili, mezzi da sbarco gonfiabili, cannoni antiaerei ed aerei leggeri da osservazione anch’essi gonfiabili; per esse vennero inventate delle insegne da spalla, che subito alcuni imprenditori (anch’essi all’oscuro dell’inganno) provvidero a riprodurre nella speranza di un consistente acquisto da parte delle forze armate, acquisto che venne immediatamente effettuato per aggiungere un nuovo realismo alla cosa ed utilizzate da reparti fantasma che si muovevano tra porti, infrastrutture, basi militari. A questa “forza” si aggiungevano una divisione aviotrasportata e nove di fanteria che erano state formalmente attivate ma non ancora formate (in realtà gli Stati Uniti ne avevano parecchie in questo stato ancora in patria e la cosa era di per sé credibile), e quindi il FUSAG veniva a contare su un totale di 30 divisioni potenziali. Una centrale logistica con serbatoi di carburante, condotte di distribuzione e magazzini venne inscenata da esperti scenografi cinematografici.

Patton era impopolare presso l’alto comando alleato ma era considerato, anche dai tedeschi, uno dei maggiori esperti di guerra con carri armati, facendo così sembrare il FUSAG una temibile minaccia. Il FUSAG venne concentrato nella parte di costa più a nord, in modo che l’intelligence tedesca deducesse che il nucleo centrale della forza di invasione fosse dinnanzi a Calais, il punto della costa francese più vicino a quella inglese e quindi il più adatto e prevedibile per uno sbarco. Gli Alleati furono in grado di valutare facilmente i risultati prodotti dalla loro opera di depistaggio. A questa operazione si aggiunse Quicksilver II, mirata a generare il traffico radio fittizio che doveva rappresentare il centro trasmissioni di un comando di armata, riuscendo a far sì che ogni apparato radio trasmettesse fino a sei canali differenti; un esperto radiotecnico, il Second Lieutenant Richard Kolk, addestrò alcuni operatori in modo che acquisissero una particolare cadenza in trasmissione, potendo essere così riconosciuti agevolmente dagli intercettatori tedeschi ed abbinati alla loro “unità”, e nel traffico radio vennero inseriti alcuni particolari, come ad esempio messaggi di vita quotidiana in chiaro, come “Il cane del generale è di nuovo malato”, riferito al cane di Patton, a confermare la sua presenza nell’area.

Il sistema di spionaggio ULTRA — che era riuscito a decifrare i messaggi crittografati tedeschi come ad esempio quelli della macchina Enigma — riusciva a fornire indicazioni circa l’effetto che sortivano presso l’alto comando tedesco le loro operazioni. Essi mantennero la finzione del FUSAG e di altre forze minaccianti il Passo di Calais per un tempo considerevole dopo il D-Day, fin quasi al settembre 1944. Ciò fu vitale per il successo del piano alleato perché forzò i tedeschi a mantenere molte delle loro forze di riserva bloccate ad aspettare un attacco a Calais che non arrivò mai, permettendo quindi agli Alleati di costruire e mantenere la loro testa di ponte per l’avanzata in Normandia.

Quando potete mandate qualche euro alla meritevole Wikipedia (Libera la cultura. Dona il tuo 5×1000 a Wikimedia Italia. Scrivi 94039910156).

Se avanza qualche centesimo invialo a Oreste Grani – IBAN  IT98Q0760103200001043168739