NSA? Un pessimo esempio! Mai nessuno ha sprecato tanto per “nulla facere”

Come la NSA?

L’Umanità ha bisogno d’altro e un tempo il M5S lo sapeva.

Fare riferimento, nella povertà strutturale e finanziaria in cui si dibatte il Paese, all’ipotesi di un organismo italiano che ricalchi la celeberrima NSA è come dire che Annamaria Fontana e il di lei marito, Mario Di Leva, messi nelle migliori condizioni di azione, avrebbero potuto illuminare il campo delle scelte geopolitiche mediterranee quando il promettente pentastellato Angelo Tofalo si piazzava al COPASIR in attesa di proiettarsi, anima e corpo, nel business della guerra cybernetica.

Perché, sentite a me, ventilata/organizzata da questi apprendisti stregoni, la guerra elettronica (come le obsolete reganiane Guerre Stellari con annessi scudi spaziali) è solo un business. Soprattutto se uno si è mosso, negli anni, in modo evidente, solo per posizionarsi in Leonardo o in quel che si chiamano i Servizi Segreti.

La guerra cybernetica è un affare sufficientemente oscuro (di difficilissima interpretazione per i cittadini) per essere gestito soprattutto da chi si è piazzato “sulla porta” degli uffici brevetti, dei laboratori di ricerca, delle cattedre universitarie asservite al mondo guerrafondaio, con l’intento di “staccare biglietti”. A questo si capisce mirano alcuni.

Lo aveva capito, se volete seguirmi in un audace ragionamento, ad esempio, un politico di razza eccelsa come Pio La Torre che, oltre di mafia in senso stretto e tradizionale, si interessava, prima di essere ammazzato in terra di Sicilia, proprio di complessità che ruotavano intorno alla Base di Cosimo, alle sue tecnologie missilistiche e a quella galassia informatica che è implicita in quel tipo di evoluzione degli armamenti. Un tempo erano i missili oggi la Cyber. La Torre aveva capito molto di quel mondo dove alcuni politici, in combutta con affaristi e mafiosi, si organizzavano per cavalcare le opportunità di affari che l’industria bellica costruisce. Come sia finito La Torre è noto. E questo perché, pur con la grande passione e visione politica che lo contraddistingueva, nell’avvicinarsi a quei mondi, era solo. Nel suo caso non certo inadeguato sul piano etico-morale ma, lo ripeto, solo. In questo caso i ragazzotti in questione si inoltrano senza avere, a protezione e garanzia di tale complessa impresa, certamente rigore etico-morale (altrimenti non sarebbero i pupi di Vincenzo Scotti), competenza, accordi certi con quei Paesi mediterranei che mai hanno accettato di condividere, con l’Italia, la funzione di sentinella di questa parte del Pianeta.

Oreste Grani/Leo Rugens opportunamente allarmato da tanto attivismo su un terreno dove l’odore dei soldi lo percepisce l’ultimo dei sensori ideato a tal fine.