Ci spiegate meglio questa storia della finanza ‘ndranghetista?

Capisco che ammettere che in alcuni settori (cioè quasi tutti) l’influenza (direi il controllo) della criminalità sia assoluta crei gravi problemi di identità e di immagine al Governo impegnato come è ovvio proprio nel settore della sanità ma sarebbe utile che Giuseppe Conte su questa storia della finanza riconducibile all’ndrangheta non solo ci facesse capire cosa pensa lui personalmente ma soprattutto come sia possibile arrivare a dichiarare (così le Generali!!!!!!) “non lo sapevamo” (ce mancava che lo sapessero!!!) e non essere presi a pernacchie di eduardiana memoria? E mentre il premier prova a risolvere lo scandalo internazionale (cercate di non fare cortesemente folclore sulla vicenda o scelte per minimizzare la gravità dela scoperta) come pensa che andrà a finire questa storia delle opere pubbliche che il Governo si prepara a “mettere sul mercato” senza che il problema del contrasto alle mafie sia stato risolto? Delle opere pubbliche e della sanità, a quanto si dice e a quanto di legge, a titoloni, su testate nazionali solitamente bene informate.

Metto insieme due indizi/ricordi e vediamo se svolgo un servizio anche questa volta. Lo sa il giovanotto, una volta avvocato, che la Salerno-Reggio Calabria (tanto per fare un esempio noto a tutti) per anni è stato considerato “il corpo di reato più lungo d’Italia“? E che la criminalità calabrese proprio grazie ai cantieri lasciò la sua condizione “rurale” e passò alla finanza? Una ‘Ndrangheta imprenditrice che si butta nella finanza internazionale è figlia, in gran parte, di cantieri mal gestiti. E quale sarebbe l’evoluzione in positivo della capacità di contrasto dagli anni Settanta?

In ogni cantiere possibile i criminali sanno come accorciare i pilastri (bastano sette o otto metri a pilastro diceva già anni addietro Nicola Gratteri); fare i solai più stretti di 12 centimetri; non fare canali di scolo per l’acqua adeguati e basta un po’ di pioggia ed è tutto fango; o, rimanendo al cemento, passare dal 400% previsto al 150% quando decide la “densità” l’ndrangheta. Secondo indizio.

Cosa sarebbe cambiato, in Calabria e non solo, da quando nel 2002 lo psicologo Pasquale Morabito, che prestava servizio presso l’azienda sanitaria di Bovalino (Reggio Calabria), venne licenziato in quanto assente dal posto di lavoro dal 1992 (dieci anni!) se non perché si era dovuto, suo malgrado, assentare per scontare due condanne alla reclusione, entrambe definitive, una a 6 anni e 8 mesi per spaccio di stupefacenti e l’altra (8 anni) per associazione mafiosa? Dimenticavo di ricordarvi che gli infortuni non impedivano alla ASL del paese della Locride di erogare, da dieci anni appunto, l’intero stipendio. Cosa è cambiato secondo voi nei lavori pubblici e nella sanità da far pensare che ci si può inoltrare a cuor leggero in questi due business? Nulla. Anzi i vari “sistemi” si sono rafforzati e la criminalità, nonostante gli sforzi di alcuni, è una mala pianta i cui grovigli sotterranei rimangono vivi e vegeti. Anzi. Come la notizia dei bond conferma. Business e sanità. Oltre che i soliti poveri emigranti.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Più letture di quanto compare sulle prime pagine.

È come se la criminalità stesse facendo un grande spot: è tempo di investire con noi.

Mi sembra che la questione non sia da lasciare in mano ai soliti.