Proviamo ad impugnare le armi prima di consegnare alle mafie anche le chiavi della Repubblica!

La Lega Nord (poi solo Lega) è notoriamente un organizzazione di politici dediti all’illecito. Ci sono decine e decine di episodi (molti passati in giudicato) che vedono coinvolti esponenti di questa consolidata realtà parapolitica. I leghisti, nei decenni, si sono cimentati in cose gravissime come far sparire una banca (Credieuronord) con tutti i soldi dei cittadini che ingenuamente glieli avevano affidati, passando per fatture false emesse in accordo con un gruppo “francese” quale SIRAM, finendo a diamanti maldestramente nascosti in Tanzania. Ora spunta un pizzico di Svizzera che almeno è più vicina a Varese e alle valli dove i cazzi duri verdi sono nati e cresciuti. Da quando non si chiamano più Nord, facendosi ammaliare dagli ambientacci moscoviti e nazifascisti, sono stati beccati a ravanare con trafficanti di tutto in campo energetico. E i 49 milioncini svaniti grazie ad abili commercialisti? E vogliamo dimenticare le volte che assessori di amministrazioni minori allocate al Nord sono stati trovati collusi con calabresi criminali? E poi Maroni Maroni Maroni e altri cognomi che oggi non ci sovvengono. Per non rimuovere Marco Milanese che era un bel terrone maxi dotato. Dei veri ladroni in eterno duello con Roma che, poveraccia, ormai appare sempre e sistematicamente battuta sul piano dell’illecito. A meno che a raddrizzare l’esito del confronto non ci pensino Nicola Zingaretti e i suoi collaboratori stretti. Non solo per gli acquisti “vigliacchi” durante la pandemia. Ad esempio (e sarebbe cosa buona e giusta) vorremmo sapere come Maurizio Venafro (quello) abbia fatto a consentire che Vincenzo Scotti facesse atterrare la esangue (con la cassa vuota) Link Campus University in un bene demaniale. Di cui vorremmo sapere se il Centro di formazione all’intelligenza dello Stato, paga l’affitto dell’immobile dove, per trasferircisi, riteniamo abbia dovuto dare garanzie fidejussorie adeguate. Carte e firme che sarebbe interessante che venissero fuori.

Comunque, sentite a me, tra Lega Ladrona e I Ladroni Laziali, l’Italia è presa in una morsa. E questo mentre le mafie, silenti, tacciono e brindano con l’acqua in modo da non disturbare i palazzi (facendosi notare) con i tappi che “saltano”. I vertici delle organizzazioni criminali osservano il tracollo della Repubblica e godono della fragilità del Sistema-Paese soprattutto alla luce dei miliardi annunciati. Le mafie (a differenza dell’Italietta) hanno denaro in cassa per aspettare la liquidità promessa. Fino a quella data l’ordine e farsi ritenere inesistenti. Invece (un giorno potremmo scoprire chi) qualcuno per conto della partitocrazia (e quindi del Parlamento e quindi dello Stato) ha firmato un nuovo patto (ricordate quello denominato Stato-Mafia?) come un giorno sia pur lontano sarà palese. Quando, come al solito, sarà troppo tardi.

In questo post sostengo quindi che qualcuno, da qualche tempo, ha firmato un accordo e che l’indifferenza dei partiti al tema del contrasto alla criminalità lo testimonia. È passato l’ordine di rimuovere il tema e i vertici della partitocrazia, di maggioranza e di opposizione, Commissione Antimafia compresa, si adeguano. La mafia ormai si è fatta regime e si dedica semplicemente a gestire il potere che ormai detiene. E, saggia, pacata, lungimirante aspetta che i “suoi” progetti (vedrete che fiorire di idee e di nuovi soggetti imprenditoriali) vengano finanziati con capitali europei che, ovviamente, saranno restituiti, con sforzo equamente distribuito, da tutti i cittadini. Soprattutto da quelli stronzi-stronzi che continuano a denunciare il pericolo mafioso. Geniali questi criminali!

Forse è ora di armarsi (è una metafora ovviamente come l’invocazione del titolo) prima di consegnare ai criminali mafiosi anche le chiavi della Cassa della Repubblica. Sarebbe la CDP e gli ultimi risparmi delle persone oneste. E se il Nord infiltrato/amministrato dalle mafie (anche grazie a taciti accordi con esponenti della Lega) dovesse assumere atteggiamenti eversivi, direi di non aspettare troppo a fare 2+2 e agire con tutta l’energia lecita (e anche una sfumatura in più) per fermare il posteggiatore abusivo e i suoi mazzieri pronti a mestare nel torbido. Ma non lo sentite come minaccia?

Guai ad ogni sottovalutazione di questi legami certi rafforzatisi negli anni. Guai a chi rimuovesse quanto poco ci voglia a dare fuoco alle polveri in una situazione oggettivamente di per se gravissima. Dovete immaginare che le carte e le analisi tendono a chiarire che le stragi del periodo 1991-1993, effettuate da siciliani (ed altri), in realtà servirono a scalare il ranking delle cosche calabresi (fatemi passare l’analogia con il mondo degli affari) della criminalità economica mondiale. A cominciare dal Canada e finendo con l’Australia. Due stati membri del Five Eyes. In Europa e a Londra, come è notorio, i calabresi avevano già fatto campagna di colonizzazione.    

Oreste Grani/Leo Rugens