Ma Pierpaolo Sileri è sovrappeso? Gentile Stefano Buffagni è meglio prevenire che curare

Se qualcuno nel web, a tempo debito, avesse lanciato l’opportuno allarme sul fatto che parenti stretti di Attilio Fontana avrebbero potuto trovarsi in conflitto di interesse per attività imprenditoriali a cui si dedicano da anni, rispetto ai necessari acquisti una volta scoppiata la pandemia COVID 19, non avrebbe certo fatto danni.

Anzi, avrebbe fatto il suo dovere di cittadino consapevole e preoccupato. Comunque, l’Italietta si sarebbe risparmiata l’ennesimo episodio che concorre alla cattiva reputazione che ci contraddistingue. Perché, a volte, e di questo che si parla “all’estero”. Era meglio che la moglie di Fontana e suo fratello stessero alla larga. Come la moglie e il cognato di Gianfranco Fini da una villa a Montecarlo. Figure da pulciari. Per cui se oggi vi segnalo che è inopportuno (per similitudine e analogia) che proprio il sottosegretario Pierpaolo Sileri annunci “euforico” (così a me appare ad interpretarlo con la dovuta attenzione grattando la maschera fisiognomica boteriana) che ci si prepara a spendere la cifretta di 700 milioni nella sanità, penso di essere nel giusto. Sileri è nel “campo” (non solo per ciò che oggi è già noto) ma lo è anche sua moglie. Punto.

Cosa faccia nella quotidianità professionale la giovane Giada Nurry alcuni sostengono di saperlo. E lasciano traccia nel web di questa informazione. Il web è un luogo dove, lo sappiamo, ci si deve muovere con prudenza ma che a saper attribuire gradi di affidabilità alle fonti si possono determinare le condizioni di vere e proprie incursioni nel futuro, grazie alle quali si potrebbero evitare cattive figure e tante spese giudiziarie. Questo per dire che Sileri è ancora in tempo a fare (lui e la dolce metà) passi indietro. Per motivi che apparentemente sfuggono, nel recinto del sistema partitocratico (maggioranza e opposizione sempre più “pisani”) è infatti è in essere un trattamento platealmente sperequato tra il povero Fontana (ormai entrato in una spirale reputazionale che precipita) e il tronfio budda Sileri che, viceversa, sembra usufruire di una certa immunità quasi qualcuno, proteggendolo, abbia pensato per lui una funzione futura. Sempre ovviamente nel settore che sembra di sua competenza. Cioè la cruciale sanità.

Sarebbe interessante sapere, ad esempio (da cittadini spettatori e da spettatori a volte perplessi delle IENE) a che punto sta la questione legale (mi sembra che ci fosse stata una diffida formale con obbligo di rettifica messa a punto da ottimi legali quali sono Gerardo Santoro e Alessandro Diddi) tra il Sileri e la trasmissione di punta Mediaset. Questo perché, entrambi i contendenti, sono personaggi (Le Iene è un format che ha fatto stragi di reputazioni) di un qualche peso. Sileri, inoltre, dopo la guarigione dal COVID 19, mi sembra ingrassato notevolmente. Sperando che dare dell’ingrassato ad uno come Sileri non corrisponda ad un reato sostanziato da riferire fatti non veri. Dico questo perché in questa calura sfibrante è veramente difficile capire la ratio che guida alcuni ambienti politici. Mi inoltro: mentre non sento un fiato autocritico su come la famiglia Cancelleri si sia apparecchiata al tavolo della Cosa pubblica o come la scelta vincente che doveva risolvere il dramma occupazionale italiano ingaggiando un guru paracul-statunitense a cifre stratosferiche sia finita con un danno erariale di centinaia di migliaia di euro senza aver prodotto un grammo di conoscenza classificabile come “processi formativi” e di tutoraggio (i mitici navigator) per i disoccupati italiani; mentre si chiude un occhio mediatico su Rocco Casalino e il di lui fidanzato dissipatore (un po come si fece su di un altro episodio che riguardava sempre un fidanzato in quel caso della presidente della Commissione Giustizia, Giulia Sarti), si raccoglie l’indicazione di una saggia ed informata lettera anonima (vedete che vanno sempre lette!) su di un furbacchione che si era apparecchiato, fuori legge, alla tavola per super avidi che vogliono continuare a banchettare una volta che sono andati in pensione utilizzando know how acquisito in servizio.

Leggete il pezzo dedicato a questo episodio di malcostume e ditemi se non intravede (sono d’accordissimo con le decisioni prese) due pesi e due misure. La Cosa pubblica è tale sempre e bisognerebbe che quel che avanza del MoVimento se lo ricordasse non utilizzando modalità alterne. Ma noi stiamo qui, finché avremo dita, per ricordarglielo. Intanto Stefano Buffagni dichiara al fattoquotidiano.itche Una volta raccolta questa segnalazione ci siamo attivati immediatamente proprio per dare un segnale forte. Episodi simili danno l’idea di una certa cultura che danneggia tutti noi dalle fondamenta. Bisogna cambiare questo modo di fare, bisogna che chi non rispetta le regole capisca che non può più agire impunemente. Anche perché arriveranno moltissimi soldi dall’Europa ed è necessario che tutti capiscano che devono essere utilizzati per rilanciare l’Italia e non per gli interessi non puliti di pochi” e a noi questo intento piace. Siamo anche qui, annidati nel web per ricordarglielo. Perché la corruzione (o la decadenza dei costumi pubblici) ha mille facce.

Oreste Grani/Leo Rugens