Incentivi al consumo se tracciabili? Siamo pronti. Basta che ci diate un po’ di soldi in più. A noi e non ad altri

Un grande annuncio ma che mi riesce difficile capirne la portata e a chi è destinato. Noi titolari di Carta Acquisti siamo pronti (se ci aumentaste l’importo) ad incrementare i consumi e secondo i desiderata del Governo. Già oggi ogni utilizzo di questo “fondo spese” elettronico è tracciato. Oltre che essere trasparente (e quindi come mi piace) sono particolarmente fiero di questo strumento in quanto mi colloca tra i miei compatrioti definibili “ultimi”. Sapete di quelle affermazioni demagogiche “nessuno venga lasciato indietro”?  Bene che lo si sappia perché non ci si possa sbagliare trattando con me: la vita mi ha collocato tra gli ultimi e sono lieto di questa mia condizione. Forse anche definibile “scelta”.

Con l’attuale strumento, chi si comporta correttamente (ma non vedo come possa diversamente essere) può spendere i suoi 40 euro al mese (1,3333 periodico al giorno) “solo” lasciando riscontro elettronico. Di cosa si parla quindi? Di carte elettroniche di riccastri? Torniamo a noi ultimi. Se, e faccio un esempio paradossale, mi passaste a 2,666 euro al giorno vi prometto che vedreste, centesimo per centesimo, trasformarsi tutto il denaro che mi venisse “affidato” in leciti consumi: cardioaspirine (il farmaco non è esente), mascherine, pasta, olio, pomodoro, zucchero (con moderazione), frutta e verdura. Sono astemio e non prendo caffè. Tutto ivato e quindi in realtà un bel facile-facile giroconto. Basta pertanto che vi decidiate a farci comparire (a noi certamente “ultimi”), con una disposizione elettronica, qualche centesimo. In più cortesemente e senza sbagliarvi. Perché, con i tempi che si preparano, potreste avere la tentazione di decurtarceli i centesimi di cui stiamo trattando. Cosa ultima non non ultima: c’è qualcuno che cortesemente mi fa sapere quanti siamo titolari di Carta Acquisti?

Oreste Grani/Leo Rugens