Sta tornando il tempo del Mediterraneo e del discorso sul Mediterraneo

“Sta tornando il tempo del Mediterraneo e del discorso sul Mediterraneo” che – giustamente – Predrag Matvejevic ha considerato questioni inseparabili. Così, comunque, il grande saggio ci ha suggerito di fare: tenere i due discorsi sempre in strettissimo rapporto.

E nel suggerirci questa strada ci ricordava che il discorso sul Mediterraneo ha sofferto della sua stessa verbosità: il sole e il mare; i profumi e i colori…”

Qualche giorno addietro (era ovviamente prima delle grandi esplosioni che hanno azzerato il quartiere intorno al porto di Beirut e annichilito le genti sensibili che abitano questo grande e sofferto lago) stavo scrivendo queste parole preparandomi a lasciarle in rete ricordando a me stesso e ai miei circoscritti lettori che la politica estera è tutto.

A volte stanco non chiudo i miei ragionamenti. Questa volta è stato meglio così perché oggi è comparso sull’Avvenire (il quotidiano della CEI) un articolo-intervista a Piero Fassino che mi appare come il tentativo estremo di ridare una politica estera alla Repubblica stremata. E in un momento tanto insanguinato. Meglio centomila volte ciò che lui ha dichiarato di quanto io, accecato dalla tristezza per la fine che si delinea per le nostre genti, tentavo di scrivere.

Leggete e non rimuovete.

Oreste Grani/Leo Rugens