Sopra o sotto lo Stretto la grande pappata in accordo con la criminalità è pronta? Temo anche senza punto interrogativo!

Da anni, nella vostra Italia, si gestisce il potere in accordo con la grande criminalità organizzata (che sarebbero le mafie). In particolare nel settore della sanità (e ci siamo con gli annunci e gli incontri “riservati” con i gruppi imprenditoriali ormai da tempo radicati nel settore) e delle infrastrutture che, va ricordato, per essere realizzate si devono articolare in grandi cantieri. E prima di avviare le opere si possono legittimamente attribuire studi e poi studi e poi studi. Se poi si devono realizzare, negli stessi territori, anche strutture “ospedaliere” meglio è. Così la pappata è doppia e facilmente (si fa per dire perché il Caso Ligato dovrebbe sempre allertare gli apprendisti stregoni che si improvvisano nel business con le mafie) prefigurabile e attribuibile in chiave spartitoria. Così in teoria. Con le mafie, comunque, tranne sconsiderate fughe in avanti (Ciancimino, Mori, Subranni, De Donno, Dell’Utri), si tratta anche a distanza, con segni che vengono opportunamente interpretati dagli “intelligenti” colletti bianchi, ormai dispiegati a monitorare tutte le opportunità di legale saccheggio delle casse dello Stato.

Prima l’annuncio rassicurante che centinaia di miliardi verranno indirizzati nella Sanità. Poi, perché anche gli scemi (e i loro parlamentari, notai, avvocati, commercialisti potreste mai classificarli “scemi”?) capissero i segni, si parla del mitico “Stretto di Messina“. Sopra o sotto. Anzi, per essere metaforici e ammiccanti (alla Totò con il suo “birra e salsicce”!!!) si fa riferimento al sotto l’acqua, se non “sotto terra“. Senza mai, simpatico (un po’ meno dopo l’uscita equivoca) Premier Conte, dimenticare che il biennio (direi che dura un po’ di più) stragista, tra l’altro, comincia perché i politici mancano, uomini senza “onore”, la parola data e con l’ammazzamento di Salvo Lima che viene spedito “sotto terra” perché non ci fossero equivoci.

Pericoloso andare per quei mari soprattutto con la zavorra di Di Maio (e dei suoi imbecilli) che agognano il Ministero dell’Interno per sentirsi più sicuri. E soprattutto con Matteo Salvini (era stato interdetto e lo avete, errore dopo errore, rivitalizzato) pronto a ghermirvi. Anche con le unghie affilate (e disponibili ad insanguinarsi) di quella destra stragista che si mimetizza, da anni, tra la Lega e Fratelli d’Italia. Ma che come radici e riferimenti ideologici è la stessa che le stragi le ha fatte.

Giovane Conte, direi che per un mediocre giocatore di calcetto, la partita si fa impegnativa. Come se uno volesse, partendo dalla hall del Plaza, organizzare, per conto dello squadrone mariti/scapoli (infedeli o meno che siano) una partita di fine estate con il Barcellona. Impegno megalattico perfino se l’avversario scelto fosse il nostro neo promosso Benevento.

Oreste Grani/Leo Rugens