Verso un Parlamento di servi fedeli? Voterò NO anche se come temo sarò minoranza 

Uno che è stato capace, guidando con poteri assoluti il M5S, di dissipare, in una sola stagione, milioni di voti che gli erano stati affidati per cambiare in chiave partecipativa e democratica il corso della storia di questo nostro tormentato Paese, perché dovrebbe essere ascoltato quando vi invita a votare SI?

Uno che è riuscito a nominare Lino Banfi ambasciatore italiano all’UNESCO, perché dovrebbe essere credibile quando argomenta a favore del SI?

A uno che è riuscito a piazzare a spese dello Stato (ci costano centinaia di migliaia di euro) alcuni signori meritevoli solo di essere stati protagonisti di una fotografia ricordo con lui futuro leader maximo, perché dovremmo credergli quando ci chiede di riconfermarlo come “commissario liquidatore del sogno pentastellato” votando SI?

Perché dovremmo accogliere il consiglio al buio di uno che è riuscito ad imporci come ministro dello Sport Vincenzo Spadafora? E quale Guardasigilli Alfonso Bonafede cioè il “traditore” di Nino Di Matteo?

E di Giancarlo Cancelleri e di tutti i suoi parenti cosa ne vogliamo dire?

E di Virginia Raggi quale nuova candidata a dare identità culturale alla capitale d’Italia?

E di quanto sta accadendo nel Mediterraneo, ne vogliamo parlare?

E di nessun contrasto di sostanza alle organizzazioni criminali?

E della rimozione artatamente costruita per puri baratti di potere delle ministre Giulia Grillo e Elisabetta Trenta, che cosa ne dobbiamo pensare?

E del balletto intorno alle nomine ai vertici dei Servizi Segreti?

E delle bugie che circondano qualche amorazzo femminile fotografato in quel di Assisi durante la cinica partecipazione alla Marcia dela Pace?

Intendendo con questo dire che Di Maio è un mentitore che prova ad ingannare i suoi elettori perfino quando dovrebbe mostrare sentimenti privati.

E se è un mentitore anche su questo terreno perché dovremmo credergli quando si esprime sulle questioni di Stato?

La credibilità di Di Maio (la sua per tutto il gruppo dirigente del MoVimento) tende a zero e il SI, come l’ultimo dei metaforici cetrioli, speriamo gli finisca, il 20/21 settembre p.v., con rudezza, dove si merita.

Temo che possa non essere così e che gli italiani possano essere tratti in inganno dalla demagogia del taglio alle spese. La gente è talmente disgustata da quello che ha visto che potrebbe essere indotta in inganno e votare SI.

Con oggi, comunque, comincio la mia personale campagna per il NO.

Ripeto: starò con chi perde ma sono certo di stare dalla parte giusta. Come quando votavo per il PRI o per il Partito Radicale. Minoranze ma dalla parte della ragione e della libertà.

Oreste Grani/Leo Rugens