Provare a non fare una figura di merda. L’ennesima sul Caso Moro

Cosa sono queste “cose terribili” di cui parla Maria Fidia Moro a cui il Premier Giuseppe Conte, titolare esclusivo del rapporto con i Servizi segreti, non da risposta?

Direte che a Palazzo Chigi c’è da pensare ai fidanzati biricchini del portavoce Rocco Casalino. E questo lo capiamo. Direte che inoltre c’è da capire come si possa contrastare la debordante offensiva mediatica (ma anche di sostanza) di gente del calibro di Goffredo Bettini che, memore dei bei vecchi tempi andati in cui si contendeva il potere (e la primogenitura sul “governissimo”) con Vittorio Sbardella, si butta nella mischia politica e di potere di quel che avanza di questo stanco e sbrindellato Paese.

E questo lo capiamo.  Direte che c’è da capire come fare accordi con chi, nel mondo ospedaliero, controlla ciò che esiste e che si pone ambiziosamente il problema di cosa potrebbe svilupparsi grazie all’indebitamento complessivo degli italiani nel settore strategico della sanità. Cose difficili da gestire se si da retta a quanto è implicito negli articoli che compaiono sull’Espresso, settimanale che non scrive, da decenni, nulla che poi non corrisponda a grovigli bituminosi. Capiamo che rimanere indifferenti all’apertura (ieri 11 settembre 2020) del Maxi Processo alla Criminalità Calabrese istruito per volontà da alcuni magistrati coraggiosi a cominciare da Nicola Gratteri, servitore dello Stato che appare sempre più solo dovendosi difendere esclusivamente con le scorte in super allarme e con i libri che, a raffica, manda in stampa, sia già oneroso.

Capiamo che dover interpretare Formiche che osanna Luigi Di Maio come un grande ministro degli Esteri affatica e così dare un peso a Giancarlo Giorgetti con il suo No al Referendum (anche Leo Rugens voterà NO ma ritengo per altri motivi) sono cose che quando si è messo in pista non poteva immaginare di dover gestire. Ma una risposta cortese alla figlia di Aldo Moro, lui sì apprezzato ministro degli Esteri (l’hanno ammazzato per questo motivo), gliela vogliamo far pervenire?

Anche se può sembrare il “Caso Moro” essere acqua che non macina più.

Ci provi, signor Presidente del Consiglio, a non fare questa figura di merda. Riceva, anche per pochi minuti la signora Moro. Perché, senta a me, dietro a quella missiva a cui nessuno ha dato risposta qualcosa di imbarazzante per le istituzioni repubblicane potrebbe esserci.

Anche 42 anni dopo.

Trovi il tempo.

Oreste Grani/Leo Rugens che già all’epoca era sul pezzo.